Bocelli e il Coronavirus: prima il concerto al Duomo e la donazione di plasma, poi il negazionismo

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Patrizia Chimera
Giornalista pubblicista di attualità e lifestyle. Spirito zen, curiosità innata, ama sempre mettere tutto in discussione

Tempo di lettura stimato: 2 minutiCosa è successo ad Andrea Bocelli?
Durante il lockdown le dirette social, il concerto di Pasqua in Duomo, il racconto della malattia, la decisione di donare il plasma.
Poi la partecipazione in Senato a un evento insieme a Vittorio Sgarbi e Matteo Salvini, nel quale critica la chiusura, le misure preventive, pone dubbi sulla pericolosità dell’infezione da Coronavirus.

negazionismo coronavirus
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Andrea Bocelli, umiliato dal lockdown.

Il cantante italiano ha partecipato all’incontro “Covid-19 in Italia, tra informazione scienza e diritti“, sollevando dubbi sulla pandemia da Coronavirus.

Io conosco un sacco di gente e grazie a Dio non conoscevo nessuno che fosse finito neanche in terapia intensiva.

Durante il lockdown ha spesso e volontariamente infranto le regole imposte per contenere contagi e focolai. Perché non gli sembrava giusto. E neanche salutare.
Lui parla di “cosiddetta pandemia“, di cose che non sono state raccontate come sono realmente accadute. E si definisce “umiliato e offeso come cittadino quando mi è stato vietato di uscire di casa” per le restrizioni imposte dal governo.
Il giorno seguente, Andrea Bocelli si è difeso, sottolineando, dal palco della Milanesiana, di essere stato frainteso.

Ho fatto un intervento al Senato e in seguito a questo intervento, curiosamente, sono stato definito un negazionista. Che strano, mi sono speso fin dal primo giorno per aiutare chi era in difficoltà in ragione del virus. Con la fondazione che porta il mio nome abbiamo cercato di recuperare subito tutto quello che serviva, poi sono venuto qui nella città un po’ simbolo del contagio per fare una preghiera per tutti e anche per dimostrare che la paura è la sola cosa di cui bisogna avere paura. Deve essere su questo fatto che sono stato un po’ frainteso.

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La solidarietà durante il lockdown.

Nei mesi più duri per l’Italia, Andrea Bocelli si è spesso speso per sostenere il paese e gli italiani. Per questo motivo le sue parole al Senato hanno creato tanta polemica e confusione.
Prima la diretta social insieme a Chiara Ferragni e Fedez, per cantare tutti insieme dal balcone. Era il mese di marzo quando il maestro ha “chiesto di aiutarlo a divulgare la campagna fondi che ha iniziato per aiutare l’ospedale di Camerino“, sottolineava Fedez all’epoca.

Poi il concerto di Pasqua in un Duomo di Milano vuoto. Seguitissimo ed emozionante, in un momento in cui l’Italia aveva bisogno di unità nazionale.
E infine le parole spese sulla malattia, con l’ammissione di essere risultato positivo al Coronavirus e la decisione di donare il plasma per salvare altre vite.

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Le reazioni alle parole di Bocelli.

Tra i primi a rispondere al discorso di Bocelli è stato proprio Fedez.

E a ruota anche tanti altri personaggi del mondo dello spettacolo, come Selvaggia Lucarelli.

Mentre i suoi figli gli avrebbero detto di pensare alla Tosca e lasciar stare i virus. Perché non erano il suo campo. Contro Bocelli anche molti addetti ai lavori. Massimo Galli, infettivologo dell’ospedale Sacco di Milano, parlando dei relatori del convegno:

Penso che tutto quello che è stato detto non abbia alcuna base dal punto di vista scientifico: è un messaggio inadeguato, quello che viene lanciato, con elementi di evidente pericolosità.

Ma anche tanti medici che chiedono di parlare di medicina solo se si hanno le competenze per farlo. Altrimenti si tratta solo di parole vuote e inutili che fanno male a quei sanitari considerati eroi e oggi dimenticati. E a tutti quei morti che molte, troppe famiglie italiane e non solo stanno piangendo. Senza dimenticare i sopravvissuti, che oggi devono fare i conti con le conseguenze di un virus subdolo che non sembra volersi arrestare nella sua corsa.

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