Francia, attentato a Nizza: il terrorismo uccide in piena emergenza sanitaria

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In una Francia sempre più blindata causa emergenza sanitaria, il terrorismo torna a far paura.
A Nizza, già teatro in passato di un terribile attacco, 3 persone sono state uccise in una chiesa.
Mentre ad Avignone la polizia ha ucciso un sospetto terrorista.
E il paese ripiomba nel terrore.

avignone

Foto di anciaes da Pixabay

L’attentato di Nizza

Giovedì 29 ottobre 2020 nella Cattedrale di Notre-Dame a Nizza un uomo armato di coltello è entrato e ha sgozzato il custode dell’edificio religioso, colpendo anche due donne. Una delle fedeli presenti in chiesa è stata decapitata. Mentre l’altra è riuscita a scappare trovando rifugio in un vicino bar, dove è morta poco dopo.
L’attentatore è stato fermato dalla polizia e si trova ricoverato in gravi condizioni di salute. Si chiama Brahim Aoussaoui, un ragazzo tunisino di 21 anni arrivato in Europa via Lampedusa a settembre. Era in Francia da inizio ottobre.

Brahim Aoussaoui era conosciuto ai servizi segreti francesi, come sottolineato dal Procuratore nazionale antiterrorismo Jean-Francois Ricard. Le impronte digitali però non erano presenti nelle banche dati della polizia francese. Christian Estrosi, sindaco di Nizza, ha raccontato che al momento del ricovero l’attentatore ha continuato a urlare Allah Akbar.

Nizza era già stata tristemente protagonista di un altro terribile attentato terroristico. Il 14 luglio 2016, nel giorno in cui si celebrava la festa nazionale francese dedicata all’unità nazionale, un uomo alla guida di un autocarro ha investito a velocità folle le persone che si trovavano sulla promenade des Anglais per i festeggiamenti. L’uomo, fermato dalle forze dell’ordine e ucciso dalla polizia, ha causato la morte di 86 persone, mentre i feriti sono stati 458.

Ad Avignone la polizia ha ucciso un uomo armato di coltello

Più o meno nelle stesse ore una persona ad Avignone è stata uccisa dai poliziotti. L’uomo, armato di coltello, avrebbe provato ad attaccare gli agenti, che hanno risposto sparandogli e uccidendolo.
A Gedda, in Arabia Saudita, una persona è finita in manette dopo l’aggressione, sempre con un coltello, alla guardia del Consolato francese.
Mentre a Lione gli agenti hanno arrestato un uomo di origini afgane. Stava minacciando i passanti con un coltello.

Pochi giorni fa l’uccisione di Samuel Paty

L’attentato di Nizza arriva poco dopo la morte di Samuel Paty, un insegnante di 47 anni ucciso il 16 ottobre scorso vicino a una scuola di Confland-Sainte-Honorine, periferia nord di Parigi. Un 18enne di origini cecene lo ha decapitato perché aveva mostrato in classe ai suoi studenti delle caricature del profeta Maometto, in una lezione in cui si parlava di libertà di espressione. Sette persone sono state arrestate per questo terribile omicidio.

nizza

Photo by Jill Heyer on Unsplash

Attivata l’unità di crisi in Francia

Il paese, che deve fare i conti anche con l’emergenza sanitaria e con un lockdown che consentirà ai francesi di uscire praticamente solo per andare a scuola, al lavoro e per motivi urgenti o di salute, ha aperto presso il ministero dell’Interno l’unità di crisi. Tra l’altro domenica il ministro Gerlad Darmanin aveva chiesto di rafforzare le misure di protezione alle chiese per possibili attacchi, come riportato da Le Figaro. Il presidente Macron invita tutti i francesi, al di là della religione, a unirsi.
Jean Castex, premier francese, promette una risposta ferma, implacabile e immediata. Mentre il sindaco di Nizza chiede il pugno duro: la città è stanca. «Non se ne può più, va sconfitto il nemico: l’islamofascismo». Il primo cittadino ha già predisposto la chiusura di tutti i luoghi sensibili. All’Agi un testimone ha raccontato che da giorni si respirava un’esasperazione palpabile in città.

Il mondo esprime solidarietà alla Francia

Tutto il mondo esprime solidarietà alla Francia e ai francesi.
David Sassoli, presidente del Parlamento Europeo, chiede agli europei di unirsi contro chi diffonde odio. Invita all’unità anche la presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen.
Anche dalla Turchia arriva una condanna all’attacco di Nizza. Proprio il paese in questi giorni sta affrontando un delicato lavoro di diplomazia con la Francia, dopo i botta e risposta a distanza tra Emmanuel Macron e Racepp Tayyip Erdogan, scatenati dall’ennesime vignette di Charlie Hebdo che dividono tra chi difende la libertà di espressione e chi vede in quelle vignette satiriche solo ed esclusivamente un mero attacco religioso ai musulmani.

Matteo Bruni, direttore della sala stampa della Santa Sede, sottolinea che terrorismo e violenza non possono essere accettati. «L’attacco di oggi ha seminato morte in un luogo di amore e di consolazione, come la casa del Signore». Il papa segue da vicino gli avvenimenti e prega per le vittime, condannando l’attacco.
Donald Trump aggiunge che i cuori degli americani sono con il popolo francese. «Nessun Paese, Francia o altro, può sopportarlo ancora a lungo!».

Condanna fortemente l’accaduto anche il Consiglio francese del culto musulmano, che ha chiesto di cancellare i festeggiamenti per il compleanno di Maometto in programma.
Infine, Ahmed Al Tayyib, il Grande Imam di Al-Azhar, condanna l’attacco, ribadendo ancora una volta, come già fatto in passato, che le religioni non hanno nulla a che fare con questi atti criminali.

Il dibattito in Italia: l’opposizione contro il ministro Lamorgese

Mentre Giuseppe Conte parla di attacco vile e chiede un fronte comune per difendere i valori di libertà e pace, la destra ne approfitta per gettare benzina sul fuoco. L’opposizione, infatti, chiede le dimissioni del ministro Lamorgese, dal momento che l’attentatore sarebbe arrivato via Lampedusa.
Matteo Salvini della Lega chiede le dimissioni della Lamorgese, se venisse confermato il fatto che l’attentatore è sbarcato a Lampedusa, è passato da Bari ed è fuggito, arrivando in Francia da clandestino. Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia, parla di gravità inaudita che potrebbe esporre l’Italia al rischio di isolamento. Mentre Maurizio Gasparri di Forza Italia chiede uno stop agli sbarchi e all‘immigrazione incontrollata.
Il sindaco di Lampedusa, Totò Martello, invece, sottolinea che proprio questo fatto conferma la necessità di cambiare la gestione dei flussi migratori in Europa.

L’attentato di Nizza è un attentato all’Europa. Le notizie di stampa sul percorso fatto dall’attentatore prima di arrivare in Francia confermano che l’intero meccanismo di gestione dei flussi migratori ha bisogno di regole condivise a livello comunitario, ed evidentemente di controlli più approfonditi.

Intanto è notizia di oggi che nei prossimi giorni Il Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica ascolterà proprio il ministro dell’Interno e il capo della Polizia, Franco Gabrielli. Raffele Volpi, presidente del Copasir, sottolinea che l’audizione sarà dedicata sia all’attentatore tunisino sia agli scontri di piazza avvenuti dopo la proclamazione dell’ultimo DPCM.
Franco Gabrielli, inoltre, ha invitato prefetti e questori a porre la massima attenzione a possibili obiettivi francesi in Italia, aumentando l’allerta del personale delle forze dell’ordine sul territorio.

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