Agenda 2030 obiettivi in Italia, Asvis: è ora di svegliarsi e darsi veramente da fare

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Obiettivi Agenda 2030 dell’Onu, come siamo messi in Italia? Male, secondo l’ultimo rapporto Asvis.
Gli esperti sottolineano che proprio non ci siamo: il nostro paese migliora in 9 aree, ma peggiora in altre 6, rimanendo stabile in 2.
C’è molto da fare. Dobbiamo darci una svegliata. Perché dal 2015 il quadro, anziché migliorare, è peggiorato.
E il 2030 è sempre più vicino.

Agenda 2030 obiettivi Italia

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Obiettivi Agenda 2030 Onu

Gli obiettivi dell’Agenda 2030, che qui vi abbiamo spiegato in parole semplici, con un approfondimento dedicato anche ai bambini, sono in tutto 17 e riguardano diverse tematiche fondamentali con risultati e mission condivisi dagli stati membro dell’Onu nel 2015.
Gli Obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030 sono un programma d’azione sottoscritto nel settembre 2015 dai 193 paesi che appartengono all’Organizzazione delle Nazioni Unite. Un programma che tutti dovremmo conoscere, almeno nei suoi principi fondamentali.

Le 17 aree di intervento sono:

  1. Povertà Zero
  2. Fame Zero
  3. Buona salute e benessere per le persone
  4. Educazione paritaria e di qualità
  5. Parità di genere
  6. Acqua pulita e servizi igienico-sanitari
  7. Energia pulita e accessibile
  8. Lavoro dignitoso e crescita economica
  9. Industria, Innovazione e Infrastruttura
  10. Ridurre le disuguaglianze
  11. Città e comunità sostenibili
  12. Consumo e produzione responsabile
  13. I cambiamenti del clima
  14. Vita sott’acqua
  15. Vita sulla terra
  16. Pace, giustizia e istituzioni forti
  17. Partnership per gli obiettivi

La situazione nel 2019

La situazione è critica, come sottolinea l’Asvis nell’introduzione al suo rapporto:

Il mondo non si trova su un sentiero sostenibile, con il riscaldamento globale e il degrado ambientale che avanzano, le tensioni commerciali che crescono e si diffondono risposte nazionalistiche e protezionistiche ai problemi nazionali e globali, con le diseguaglianze che restano altissime.

Bisogna agire e in fretta. Bisogna darsi una svegliata. Ma la sveglia, almeno in Italia, non sembra ancora aver scosso le coscienze di chi può e deve intervenire.

Sveglia

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Obiettivi Agenda 2030 in Italia: il punto della situazione dell’Asvis

Alla presenza di Sergio Mattarella, è stato presentato il nuovo rapporto Asvis 2019, per fotografare la situazione dell’Italia nei confronti degli obiettivi dell’Agenda 2030. E il quadro che emerge non è dei più confortanti. Anche se su alcuni punti ci sono degli spiragli di miglioramento.

I dati del rapporto rivelano dei forti ritardi sugli impegni presi con l’Agenda 2030, così come sugli Accordi di Parigi per il cambiamento climatico.
In particolare, l’Italia è stata in grado di migliorare su alcuni punti fondamentali come salute, uguaglianza di genere, condizione economica e occupazionale, disuguaglianze, modelli sostenibili di produzione e consumo, innovazione, città, qualità della governance e cooperazione internazionale.
Ma è peggiorata in altri casi, come la povertà, l’alimentazione e l’agricoltura sostenibili, l’acqua e le strutture igienico-sanitarie, il sistema energetico, la condizione di mari ed ecosistemi terrestri.
Stabile (che non vuol dire che sia positivo) su due punti fondamentali, educazione e lotta al cambiamento climatico.

Obiettivo 1, lotta alla povertà

Nel periodo 2012-2014, ad esempio, per quello che riguarda l’obiettivo 1 dell’Agenda 2030 (porre fine a ogni forma di povertà nel mondo), l’Italia aveva avuto un andamento stazionario, che poi è profondamente peggiorato in seguito. Nel 2016-2017 si parla di un aumento della povertà assoluta e della povertà relativa dell’8,4% e del 15.6%.
I poveri assoluti con età compresa tra i 18-34 anni sono 1 milione e 112mila, il dato più alto dal 2005.

Obiettivo 2: porre fine alla fame, raggiungere la sicurezza alimentare e promuovere l’agricoltura sostenibile

Fino al 2016 è stato registrato un forte aumento, ma nell’ultimo biennio è stata registrata una flessione.
Aumenta l’uso di fertilizzanti (+7,1% tra il 2016 e il 2017), mentre l’uso di prodotti fitosanitari dal 2010 al 2017 è diminuito del 20%.

Obiettivo 3: assicurare la salute e il benessere di tutti

Per quello che riguarda la salute e il benessere, l’Italia dà segnali positivi. Dal 2015 nel nostro paese la probabilità di morte sotto i 5 anni si è ridotta (3,4 decessi per mille nati vivi).
Il problema ora sono i morti per incidenti stradali: i tassi sono in crescita dal 2017.

Obiettivo 4: istruzione di qualità, equa e inclusiva

Dal 2010 aumentano le persone di 30-34 anni con laurea e di 25-64 anni con diploma.
Ma il tasso di abbandono scolastico è peggiorato (14%).

Obiettivo 5: uguaglianza di genere

L’indicatore dopo il 2016 è tornato ad aumentare, grazie a un incremento della percentuale di donne nei consigli di amministrazione.

Obiettivo 6: gestione sostenibile dell’acqua e delle strutture igienico sanitarie

Negli ultimi tre anni è stato registrato un peggioramento, con aumento di famiglie che lamentano l’irregolarità nell’erogazione dell’acqua e l’inefficienza delle regi che distribuiscono acqua potabile.

Obiettivo 7: sistemi di energia economici, sostenibili, sicuri, moderni

Dopo un piccolo incremento, il settore ha subito un forte arresto nel 2014, con una diminuzione di produzione di energia da fonti rinnovabili (6 punti percentuali in 4 anni).

Obiettivo 8: Crescita economica, occupazione e lavoro dignitoso per tutti

Dal punto di vista dell’occupazione e del lavoro abbiamo assistito a peggioramenti fino al 2014, con un piccolo sprazzo di luce nel triennio 2015-2017.
A pesare l’andamento del valore del Pil per occupato e i tassi di disoccupazione e dei giovani Neet, i più alti i n Europa.

Obiettivo 9: infrastrutture resilienti, industrializzazione equa, responsabile e sostenibile

Tutti gli indicatori sembrano migliore: diffusione di banda larga, accesso a internet, tasso di ricercatori per 10mila abitanti, trasporto di merci su rotaia.

Obiettivo 10: ridurre le disuguaglianze

Dal 2015 l’indicatore è migliorato con la ripresa del tasso di variazione del reddito famigliare pro capite.
Nel 2017 è stato registrato un aumento elevatissimo in Italia per l’indice di disuguaglianza del reddito disponibile e un peggioramento dell’indicatore legato al rischio di povertà.

Obiettivo 11: città inclusive, sicure, sostenibili

In Italia abbiamo un grande problema. Si chiama abusivismo edilizio. Rispetto al 2010 è cresciuto di 8 punti percentuali.

Obiettivo 12: modelli sostenibili di produzione e consumo

L’indicatore aumenta in quasi tutti i segmenti, con progressi dell’economia circolare e del riciclo dei rifiuti (siamo al 49,4%, vicino al 50% che l’Europa si è prefissata di raggiungere nel 2020).

Obiettivo 13: combattere il cambiamento climatico

L’indicatore legato ai gas serra totali nazionali, dopo un miglioramento fino al 2014, subisce un netto peggioramento nel triennio successivo.

Obiettivo 14: oceani, mari e risorse marine

I dati migliorano fino al 2015, per poi peggiorare a causa dell’aumento della pesca e dello sovra sfruttamento (83,3% contro la media europea del 42%).

Obiettivo 15: protezione dell’ecosistema terrestre, gestione delle foreste, fine della perdita di diversità biologica

L’andamento è decisamente negativo in ogni indicatore a eccezione dell’indice di boscosità, dovuto all’abbandono dei terreni agricoli.

Obiettivo 16: promuovere la pace

Dal 2014 l’indicatore ha cominciato a migliorare con un abbassamento dei tassi di criminalità, con un tasso di omicidi tra i più bassi d’Europa.
Siamo anche il paese con il peggior problema di sovraffollamento delle carceri: 114 detenuti per 100 posti disponibili nel 2017.

Obiettivo 17: partenariato mondiale

Grazie all’aumento degli aiuti gli immigrati, l’indicatore dell’Aiuto pubblico allo sviluppo aumenta nell’ultimo triennio, andando a rappresentare lo 0,3% del RNL (che però è stato fissato a 0.7% per il 2020, quindi siamo ancora lontani).

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Redazione i404

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