Agenda 2030 in Italia a che punto siamo? La pandemia frena gli indicatori di sviluppo sostenibile

In evidenza

Patrizia Chimera
Giornalista pubblicista di attualità e lifestyle. Spirito zen, curiosità innata, ama sempre mettere tutto in discussione

Tempo di lettura stimato: 3 minuti

agenda 2030 italia a che punto siamo
Photo by Ehimetalor Akhere Unuabona on Unsplash

La pandemia ha colpito duramente il nostro paese. Non solo il sistema sanitario è stato messo a dura prova, anche altri settori hanno subito forti contraccolpi a causa di restrizioni e regole che ne hanno rallentato la crescita. E purtroppo il coronavirus ha anche rallentato la corsa, iniziato tutto sommato bene, verso il raggiungimento nel nostro paese dei traguardi previsti dall’ONU. Agenda 2030 in Italia, a che punto siamo? Purtroppo gli indicatori di sviluppo sostenibile sono leggermente peggiorati nel 2020. I 17 SDG’s appaiono sempre più difficili da raggiungere entro la data prevista.

Agenda 2030 in Italia, a che punto siamo?

E la domanda che ci poniamo ogni anno. Alla quale ogni anno l’Istat dà una risposta. Nel Rapporto sui Sustainable Development Goals (SDGs) redatto per il 2020, si scopre che la grande pandemia ha causato danni anche nel percorso intrapreso dal nostro paese per raggiungere i 105 target raggruppati nei 17 obiettivi delle Nazioni Unite. Il Rapporto viene stilato ogni anno per monitorare l’attuazione dell’Agenda 2030 in Italia e per dare indicazioni rispetto a possibili miglioramenti.

Rispetto al 2019, nell’anno in cui il coronavirus ha fermato tutto il mondo, in Italia scende al 42,5% la quota di misure in miglioramento. E sale al 37% quella delle misure, invece, in peggioramento.
Se rispetto a 10 anni prima, lo scenario che appare è tutto sommato positivo, con un bel 60,5% di misure in miglioramento, il 19,1% invariate e il 20,5% in peggioramento, l’ottimismo si spegne dando un’occhiata ai dati relativi all’anno precedente.

SDG'S Nazioni Unite
Photo by Ehimetalor Akhere Unuabona on Unsplash

Agenda 2030, la situazione in Italia preoccupa

Guardando i dati Regione per Regione si scopre che il Nord-est è nettamente più avanti rispetto al Sud e alle Isole. Nel dettaglio, nelle Province Autonome di Bolzano e Trento si trovano nel quinto quintile, quello che raduna i risultati migliori, con più del 40% degli indicatori. Stessa situazione anche per la Valle d’Aosta (40,6%). La Lombardia può vantare il 25,2% nel quinto quintile, la Liguria il 13,5% e il Piemonte il 12,9%. Al Centro troviamo il Lazio con la maggior parte degli indicatori presenti nel secondo quintile (32,7%), mentre Marche, Toscana e Umbria hanno più indicatori nel terzo e nel quarto. Al Sud la situazione è la peggiore, con una prevalenza di indicatori ancora fermi al primo quintile. Maglia nera a Sicilia, Campania e Calabria (rispettivamente 56,8%, 54,1% e 49,3%).

Leggi i nostri approfondimenti sull’Agenda 2030.

17 obiettivi agenda 2030
Photo by Masha Kotliarenko on Unsplash

SDG’s e Recovery Plan

L’Istat dà anche una prima immagine dei collegamenti presenti tra i 17 obiettivi per lo sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite e le 6 missioni missioni del Pnrr (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza). Il piano prevede di utilizzare, entro 5 anni, molti miliardi di euro per adottare misure e approvare riforme che riguarda i diversi SDG’s: dall’ambiente all’istruzione, dalla sanità alla rivoluzione digitale, passando per giustizia e Pubblica Amministrazione. Il Piano si basa, nel dettaglio, su tre punti strategici: Transizione digitale, Transizione Ecologica, Investimenti nel Mezzogiorno. Mentre 6 sono le missioni previste, alle quali dedicare parte del budget a disposizione.

Le 6 missioni del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza

  • Digitalizzazione, innovazione, competitività, cultura (40,73 miliardi di euro)
  • Rivoluzione verde e transizione ecologica (59,33 miliardi di euro)
  • Infrastrutture per una mobilità sostenibile (25,13 miliardi di euro)
  • Istruzione e ricerca (30,88 miliardi di euro)
  • Inclusione e coesione (19,81 miliardi di euro)
  • Salute (15,63 miliardi di euro)

Secondo il rapporto Istat, sarebbero 297 le misure statistiche degli SDG’s, riferite a 100 indicatori Onu, che si possono collegare alle 6 missioni del Pnrr. Nel dettaglio: il 9,4% alla missione 1 sulla digitalizzazione, il 37,1% alla missione 2 sulla transizione ecologica, il 5,4% alla missione 3 sulle infrastrutture sostenibili, il 13,8% alla missione 4 sull’istruzione e la ricerca, il 21,2% alla missione 5 sulla coesione e inclusione e il 13,1% alla missione 6 sulla salute.

Infografica SDGS Italia 2021
Fonte Istat

Dal quadro che emerge c’è molto da fare ancora. A distanza di poco tempo da quel 2030 che si avvicina sempre di più. Ci stiamo allontanando da quei traguardi che devono essere raggiunti e per i quali il nostro Paese si è impegnato. Molto dipenderà anche d al Pnrr, per comprendere quali riforme sposeranno gli obiettivi per lo sviluppo sostenibile, quale sarà il budget a disposizione e quali le misure previste.

- Pubblicità -spot_imgspot_img

Commenta

Perfavore inserisci un commento!
Nome