A scuola vietato parlare di aborto e identità di genere. È il 2021 o il 1200?

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Patrizia Chimera
Giornalista pubblicista di attualità e lifestyle. Spirito zen, curiosità innata, ama sempre mettere tutto in discussione

Tempo di lettura stimato: 2 minutiRoma, Liceo Classico Giulio Cesare, Anno Domini 2021. O forse dovremmo dire 1200?
Dalle notizie che arrivano dallo storico istituto scolastico della capitale sembra di essere ripiombati in pieno Medioevo.
In occasione della Settimana dello studente, i ragazzi avevano proposto una serie di corsi per approfondire alcune tematiche che stanno loro a cuore, come l’aborto e l’identità di genere.
Niente da fare. Gli studenti possono parlare di tutto, ma non di argomenti che potrebbero risultare troppo scomodi. Temi di fatto censurati dalla dirigente, con motivazioni assurde che nel 2021 non hanno più ragione di esistere.

Le proposte di dibattito nella Settimana dello studente

La settimana dello studente, iniziata nel Liceo classico Giulio Cesare lunedì 8 febbraio 2021, è un momento di aggregazione dei ragazzi per proporre dibattiti su diverse tematiche.
Molte le proposte presentate. I giovani, infatti, stanno approfondendo in questi giorni argomenti di stretta attualità come gli effetti della pandemia nelle carceri, la difesa dell’ambiente, la comunicazione non verbale. Oltre a parlare di eventi “storici”, come la strage di Piazza Fontana.
Un modo per poter proporre una formazione orizzontale e trasversale che parte proprio dagli stessi studenti, per poter trattare di contenuti che sollevano l’interesse tra i più giovani.

Come raccontato a Repubblica dal collettivo “Zero Alibi” del liceo Giulio Cesare, diversi i corsi proposti. Anche su aborto, identità di genere e occupazione fascista nei Balcani. Approfondimenti che però Paola Senesi, dirigente scolastica della scuola superiore, ha deciso di bocciare sonoramente. Con motivazioni che lasciano interdetti i ragazzi. E non solo loro.

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Foto di Stephen Harlan su Unsplash

Vietato parlare di aborto e di identità di genere

Secondo quanto riferito dagli studenti, infatti, la preside dell’istituto avrebbe censurato un tema come l’aborto, perché parlare di interruzione volontaria di gravidanza a scuola potrebbe istigare le persone ad abortire.
E non va meglio al corso sull’identità di genere, che secondo la dirigente scolastica sarebbe irrealizzabile. Sapete per quale motivo? Semplicemente perché secondo lei semplicemente l’identità di genere non esiste.
Per quello che riguarda poi il corso di storia dedicato all’occupazione fascista dei Balcani, la motivazione fa ancora più discutere. «In questo caso ci è stato detto che non sarebbe stato svolto secondo un punto di vista oggettivo».

Eppure i ragazzi per poter parlare dei tre temi bocciati avevano chiamato esperti preparati, pronti a informare e illustrare gli argomenti proposti dagli studenti del Liceo classico romano per avviare un dibattito. Secondo il collettivo siamo di fronte a un pregiudizio ideologico. Paola Senesi dal canto suo sottolinea che il programma è stato approvato dal Collegio docenti ed è stato discusso a lungo per arrivare a questa conclusione. Quindi non si torna indietro su decisioni destinate a far discutere anche fuori dalle aule scolastiche?

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Foto di adrianna geo su Unsplash

La scuola è rimasta ferma al Medioevo

È impensabile che nel 2021 non si possa parlare di certi argomenti in aula. Non siamo nel Medioevo, censure di questo tipo non devono essere accettate. I ragazzi andranno a colloquio dalla loro preside proprio per chiedere spiegazioni in merito. Sperando cambi idea e accolga il libero dibattito all’interno delle aule scolastiche. Perché come ricordano gli studenti del collettivo, la scuola è anche questo.

«Si tratta di temi fondamentali di cui non si parla per niente nel luogo che più dovrebbe formarci come cittadini e cittadine consapevoli, ovvero la scuola. Da sempre riteniamo e ribadiamo che la scuola debba essere un luogo di confronto, dibattito, riflessione, ed essere censurati conferma ancora una volta il fatto che da questo punto di vista c’è ancora molto da fare. Ci battiamo per una scuola dove a tutti e a tutte venga fornita la possibilità di confrontarsi e informarsi su tematiche che spesso e volentieri ci riguardano davvero da vicino, ma che sono evidentemente “scomode” per la nostra preside».

L’obiettivo principale della scuola è quello di creare uomini che sono capaci di fare cose nuove e non semplicemente ripetere quello che altre generazioni hanno fatto.
Jean Piaget

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