Crisi, la spunta Renzi: Mattarella convoca Draghi per «un governo di alto profilo»

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Luigi Di Fonzo
Direttore responsabile. Giornalista professionista, poeta, saggista, esperto di musica pop-rock, ama leggere e viaggiare. Due azioni complementari: spesso grazie alla lettura viaggia anche se è a letto e spesso legge mentre è in viaggio. Colleziona fumetti, in primis quelli di Andrea Pazienza e Hugo Pratt.

Tempo di lettura stimato: 5 minutiRenzi vince la sua battaglia contro l’ex premier Conte, affonda la nascita del Conte-Ter, mette all’angolo Pd e Cinque Stelle e, soprattutto, agguanta l’obiettivo che inseguiva da mesi: portare l’ex governatore della Banca d’Italia ed ex presidente della Banca Centrale Europea, Mario Draghi, alla guida di un governo di unità nazionale.

Dopo il mandato esplorativo assegnato al presidente della Camera dei Deputati Roberto Fico, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha preso atto della rottura di Italia Viva e della mancanza di una maggioranza solida e in grado di affrontare le gravi emergenze sanitaria, economica e sociale. Sono praticamente gli stessi motivi per cui Matteo Renzi ha aperto la crisi facendo dimettere le due ministre e poi liquidato il governo M5S-Pd-Leu. La chiusura del Recovery Plan, che l’Italia deve consegnare alla Commissione Europea entro il mese di aprile, la gestione sempre più complicata della campagna vaccinale (e delle dubbie scelte del commissario per l’emergenza sanitaria), la grave situazione economica con 460mila aziende che quest’anno rischiano di chiudere, la riforma della giustizia, la possibilità di utilizzare i fondi del Mes per ridare piena funzionalità alla sanità pubblica sono i nodi da mesi sottolineati da Italia Viva, e che il Capo dello Stato ora intende sciogliere attraverso un «governo di alto profilo». L’ex governatore Mario Draghi è stato convocato oggi, mercoledì 3 febbraio, alle ore 12 in Quirinale. Mattarella, e non solo lui, spera che l’ex governatore non rifiuti l’incarico di costruire un governo che ottenga la fiducia del Parlamento.

L’aula di Montecitorio, foto di Marco Oriolesi on Unsplash

Una scelta condizionata dalla pandemia

La decisione del presidente della Repubblica non è legata soltanto al problema di una maggioranza che non esiste (e probabilmente neanche in grado di affrontare la grave situazione, ma questo non lo ha detto), ma anche ai tempi troppo lunghi necessari ad avere un governo nella sua piena funzionalità. Sciogliere le Camere e indire le elezioni a fine giugno vuol dire rischiare di lasciare senza guida e mandare in rovina un Paese. Con il piano vaccinale in ritardo e la pandemia che rischia di registrare una terza ondata. E i decessi per Covid (oggi 499) che hanno ripreso ad aumentare. Di seguito le parole pronunciate da Mattarella durante la conferenza stampa indetta ieri sera, subito dopo l’incontro in Quirinale con Fico.

Governo di unità nazionale o elezioni anticipate?

«Vi sono adesso due strade, tra loro alternative», ha spiegato Mattarella in diretta tv dopo aver ringraziato Fico e sottolineato l’esito negativo delle consultazioni. «Dare immediatamente vita a un nuovo governo adeguato a fronteggiare le gravi emergenze presenti. Ovvero quella delle elezioni anticipate. Questa seconda strada va attentamente valutata perché le elezioni rappresentano un esercizio di democrazia. Ma di fronte a questa ipotesi, ho il dovere di porre in evidenza alcune circostanze che oggi devono far riflettere sull’opportunità di questa soluzione. Ho il dovere di sottolineare come il lungo periodo di attività elettorale e la conseguente riduzione dell’attività di governo coinciderebbe con un momento cruciale per le sorti dell’Italia».

«Sotto il profilo sanitario, i prossimi mesi saranno quelli in cui si può sconfiggere il virus, oppure rischiare di esserne travolti. Questo richiede un governo nella pienezza della sue funzioni per adottare provvedimenti via via necessari, e non un governo con l’attività ridotta al minimo, come è inevitabile in campagna elettorale. Lo stesso vale per lo sviluppo decisivo della campagna di vaccinazione, da condurre in stretto coordinamento tra lo Stato e le Regioni. Sul versante sociale, tra l’altro, a fine marzo verrà meno il blocco dei licenziamenti, e questa scadenza richiede decisioni e provvedimenti di tutela sociale adeguati e tempestivi. Molto difficili da assumere da parte di un governo senza pienezza di funzioni, in piena campagna elettorale».

Entro aprile il Recovery Plan

«Entro il mese di aprile va presentato alla Commissione Europea il piano per l’utilizzo dei grandi fondi europei, ed è fortemente auspicabile che questo avvenga prima di quella data di scadenza, perché quelli indispensabili finanziamenti vengano impegnati presto. E prima si presenta il piano, più tempo si ha per il confronto con la Commissione. Questa ha due mesi di tempo per discutere del piano con il nostro governo. Con un mese ulteriore per il Consiglio Europeo per approvarlo. Occorrerà quindi successivamente provvedere tempestivamente al loro utilizzo per non rischiare di perderli. Un governo ad attività ridotta non sarebbe in grado di farlo. Per qualche aspetto neppure potrebbe. E non possiamo permetterci di mancare questa occasione fondamentale per il nostro futuro».

I tempi lunghi di un’elezione anticipata…

«Va ricordato che dal giorno in cui si sciolgono le Camere a quello delle elezioni sono necessari almeno 60 giorni. Successivamente ne occorrono poco meno di 20 per proclamare gli eletti, per unire le due Camere. Queste devono, nei successivi giorni, nominare i propri organi di presidenza, occorre quindi formare il governo, e questo per lavorare a pieno ritmo deve ottenere la fiducia di entrambe le Camere (…). Dallo scioglimento delle Camere, nel 2013,  sono trascorsi 4 mesi; nel 2018 sono trascorsi 5 mesi. Si tratterebbe di tenere il nostro Paese con un governo senza pienezza delle funzioni per mesi cruciali, decisivi per la lotta alla pandemia, per utilizzare i finanziamenti europei e per far fronte ai gravi problemi sociali. Tutte queste preoccupazioni sono ben presenti ai nostri concittadini, che chiedono risposte concrete e rapide ai loro problemi quotidiani».

Photo by Marco Oriolesi on Unsplash

e i rischi della campagna elettorale

«Credo che sia giusto aggiungere una ulteriore considerazione. Ci troviamo nel pieno della pandemia. Il contagio del virus è diffuso e allarmante, e se ne temono nuove ondate nelle sue varianti. Va ricordato che le elezioni non consistono solo nel giorno in cui si reca a votare, ma includono molte e complesse attività precedenti, per formare e presentare le candidature. Inoltre la successiva campagna elettorale richiede inevitabilmente tanti incontri affollati, assemblee, comizi. Nel ritmo frenetico elettorale è pressoché impossibile che si svolgano i necessari distanziamenti. In altri Paesi in cui si è votato obbligatoriamente perché erano scadute le legislature dei parlamenti o i mandati dei presidenti, si è verificato un grave aumento dei contagi. Questo fa riflettere, pensando alle tante vittime che purtroppo continuiamo ogni giorno, anche oggi, a registrare».

L’appello a tutte le forze politiche

«Avverto pertanto il dovere di rivolgere un appello a tutte le forze politiche presenti in Parlamento perché conferiscano la fiducia a un governo di alto profilo, che non debba identificarsi con alcuna formula politica. Conto quindi di conferire al più presto un incarico per formare un governo che faccia fronte con tempestività alle grandi emergenze non più rinviabili che ho ricordato», ha concluso Mattarella.

Le prime reazioni

La notizia della convocazione di Draghi al Colle ha fatto il giro del mondo. Il Financial Times, che definisce l’ex presidente della Bce «una delle personalità italiane più rispettate», ha scritto che «Mattarella gli ha chiesto di avviare colloqui per formare un governo di unità nazionale, mentre il Paese combatte contro l’epidemia da Covid-19».

«L’attesa nomina di Draghi sarà accolta con favore dai mercati – fa eco l’agenzia Bloomberg – e mettere fine agli intrighi politici che hanno lasciato il Paese senza un governo e ostacolato il processo decisionale». A “Super Mario”, ricorda l’agenzia americana, sottolineando che l’euro è immediatamente salito sul dollaro subito dopo l’annuncio di Mattarella «è attribuito il merito di aver sostenuto l’euro al culmine della crisi del debito sovrano nel 2012 con le parole “Whatever it takes” (ad ogni costo, ndr)».

«Crisi politica in Italia: Mario Draghi chiamato in soccorso», titola il quotidiano francese “Le Monde”, che ricorda come all’ex governatore della Bce sia attribuito il merito di «aver salvato la zona euro nel 2012 nel pieno della crisi del debito». Draghi «è un uomo noto per la sua discrezione, per la sua serietà e la sua determinazione», riconosce Le Monde.

«Draghi salva l’Italia», titola il tabloid tedesco Bild, che all’ex capo della Bce non ha mai risparmiato critiche negli anni scorsi.

In Italia le forze politiche sono sotto shock, in particolare il Movimento Cinque Stelle, che dopo aver perso il deputato Emilio Carelli, da ieri passato al centrodestra, davanti alla prospettiva di non tornare più al governo rischia l’implosione. Italia Viva, attraverso Renzi, ha invece elogiato «la saggezza di Mattarella», Andrea Orlando del Pd non ha nascosto i dubbi nei confronti di «un percorso non facile». Per Matteo Salvini della Lega la «via maestra resta quella del voto». Mentre il governatore della Liguria Giovanni Toti e i rappresentanti di Europa Più hanno espresso soddisfazione.

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