Covid, la Gran Bretagna revoca le restrizioni: la scelta di Johnson isolerà ancora di più gli inglesi

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Luigi Di Fonzo
Direttore responsabile. Giornalista professionista, poeta, saggista, esperto di musica pop-rock, ama leggere e viaggiare. Due azioni complementari: spesso grazie alla lettura viaggia anche se è a letto e spesso legge mentre è in viaggio. Colleziona fumetti, in primis quelli di Andrea Pazienza e Hugo Pratt.

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La Gran Bretagna si è arresa: da lunedì 19 luglio il Nuovo Coronavirus – la Covid-19 – non sarà più un nemico. Il primo ministro Boris Johnson, nella sorpresa generale, ha annunciato che tutte le restrizioni sanitarie per contenere il contagio (più di 5 milioni i casi, più di 128.000 le vittime del virus nel Paese) saranno revocate. L’obbligo di portare la mascherina resterà negli ospedali e negli ambulatori medici, mentre sarà facoltativa per chi viaggia in metro. Nei pub ci si potrà accalcare davanti al bancone per bere una birra, mentre il lavoro da casa sarà a discrezione delle aziende. L’obiettivo è quello di «restaurare le libertà del popolo».

Nessuna volontà di combattere la guerra

La decisione arriva mentre i contagi della variante Delta continuano ad aumentare, e lo stesso primo ministro ha detto che dalla seconda metà di luglio il virus potrebbe provocare fino a 50.000 contagi al giorno. Se da una parte quindi gli inglesi si preparano ad affrontare la variante Delta come se fosse una normare influenza, dall’altro il resto del mondo resta attonito nell’assistere alla più grande abdicazione di responsabilità attuata da un governo dai tempi della Seconda Guerra Mondiale, visto che la lotta alla pandemia è stata più volte paragonata a una guerra globale contro un nemico comune.

Una strage calcolata

Johnson prevede 50.000 casi al giorno in due settimane. Un totale quindi di 700.000 contagiati, e tra questi le vittime rischiano di essere più di 20.000. In due settimane. Una strage. Negli Stati Uniti, invece, il 4 luglio si sono verificati solo 4.000 casi. Ma l’America è quattro volte e mezzo la popolazione del Regno Unito. In proporzione, il Regno Unito avrà circa 50 volte il numero di casi di Covid che ha l’America. Il sistema sanitario ed economico riuscirà a sopportare tutto questo? E dire che l’America non è nemmeno un paese che ha agito particolarmente bene contro la Covid, a differenza, ad esempio, di Nuova Zelanda e Corea del Sud. Pensare che sia accettabile avere cinquanta volte i casi che fa l’America è – per molti scienziati – semplicemente suicida. Johnson afferma che la SARS-COV 2 è proprio come l’influenza e che «dovremo imparare a conviverci». Ma tutti sanno che la Covid non è come una comune influenza: è almeno cinquanta volte più letale. E la variante Delta, che ora sta esplodendo in Gran Bretagna, è anche peggio, con tassi più elevati di ospedalizzazione e infezione.

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Il prezzo della libertà

Ecco perché nessun altro Paese al mondo si è arreso alla Covid. Anche nei Paesi più poveri, un tempo sudditi della Corona britannica, ci sono ancora molte restrizioni anti Covid. Anche in America alle persone viene detto di rispettare le disposizioni su maschere e distanza sociale. La lotta non è finita. Allora perché arrendersi? Scienziati e medici britannici sono giustamente preoccupati che il loro Paese diventi una “fabbrica della Covid”. La popolazione britannica non è mai stata informata correttamente sull’attuale situazione. Ovvero: che solo circa la metà della popolazione ha avuto due dosi di un vaccino; che il vaccino utilizzato è AstraZeneca, che ha solo un’efficacia del 33% contro la variante Delta dopo una dose e di circa del 60% dopo due dosi. Quindi cosa succede quando la variante Delta incontra una popolazione semi-vaccinata e con livelli di protezione bassi? Il virus si riproduce. E più velocemente si riproduce, più muta. E crea nuove varianti. Quelle più resistenti ai vaccini, quelle più infettive, quelle più mortali. Ma davvero la Gran Bretagna vuole diventare l’area Covid più colpita del mondo? Entro la fine dell’estate, forse anche prima, il servizio sanitario nazionale britannico, già in grande difficoltà, crollerà. Ed è allora che i tassi di mortalità torneranno a moltiplicarsi e i servizi sanitari ad essere sopraffatti.

Cosa accadrà al Made in England?

E dopo il disastro economico causato dalla Brexit, cosa accadrà al “Made in England” quando questa etichetta servirà ad individuare il principale produttore di virus mortali? Nessun Paese al mondo – fino ad oggi – si è arreso alla Covid. Il governo britannico sta invece gettando la spugna. Ammette la sconfitta dichiarando la Covid una nuova malattia endemica, e non curandosi nemmeno più di combatterla. Nei prossimi giorni la variante Delta travolgerà il servizio sanitario nazionale. I tassi di mortalità aumenteranno. La Covid diventerà una malattia cronica stagionale. Cambierà velocemente e ogni anno nasceranno nuove varianti. Nessun turista, nessuno studioso, nessun manager, nessuno studente vorrà più andare in Inghilterra. Gli scienziati hanno lanciato l’allarme anche sulla nuova variante Lambda, rilevata per la prima volta in Perù nel dicembre del 2020, e che fa apparire la Delta una quisquilia, sia per l’alto tasso di contagiosità che per quello di mortalità. Quando la variante Delta lascerà lo spazio alla Lambda, cosa accadrà ai sudditi di Sua Maestà Elisabetta II?

Un male chiamato nazionalismo

Distruggere l’economia, la cultura e la società britannica: questi i primi risultati della Brexit. Le importazioni sono in calo, molti settori economici sono crollati. Così come la cultura britannica, una volta la migliore al mondo, ora è isolata. La Gran Bretagna era un luogo tollerante, gentile, saggio, pacifico, divertente, gentile e generoso, mentre adesso sembra accecata dal nazionalismo e dall’odio verso l’Europa. Infine è stata distrutta anche ciò che resta della salute pubblica britannica. Una decisione, quella di revocare tutte le restrizioni, che dovrebbe essere annullata immediatamente. Resta la nazionale di calcio guidata da Harry Kane, ma sarebbe un controsenso far vincere all’Inghilterra gli EUROPEI 2020. Il timore è che la vera malattia che gli inglesi devono combattere non sia soltanto la Covid-19, bensì il nazionalismo. Che acceca ogni azione. Chissà se davanti alla cecità della politica sarà la Regina a salvare il suo popolo. Ha dieci giorni di tempo…

 

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