Coppie ai tempi della pandemia, sarebbe bello tornare a dirsi: “Mi manchi”

In evidenza

Redazione i404
i404 racconta com'è cambiato il mondo e dove sta andando. Quello che raccontiamo è un’opportunità.

Tempo di lettura stimato: 3 minuti

Photo by Charles Deluvio on Unsplash

Due anni di pandemia hanno stravolto la vita delle coppie. La casa è diventata l’ufficio e la scuola. La preparazione della cena e l’attesa serale – così come il pranzo frugale nel bar vicino al lavoro, o la pausa caffè con il collega/la collega più bella – con il lockdown sono svanite, o si sono trasformate in una sequenza di movimenti automatici, raramente occasione di incontro con i figli. E per chi non ha figli, spesso non c’è neanche il movimento: si pranza e si cena sulla stessa tavola che resta apparecchiata dalla colazione. Una routine nella routine.

I bei ricordi non vengono più alimentati

Quello che gli psicologi chiamano “il ciclo della ricompensa” sembra addirittura un sogno. Quando ad esempio si ha un’esperienza forte, bellissima, la scarica di dopamina che rende indimenticabile l’evento viene associata, nei ricordi, al partner con il quale è stata condivisa quell’esperienza. Più esperienze positive si hanno, più attraverso il loro ricordo si salda il legame della coppia. Restrizioni e crisi economica hanno però reso molto difficile organizzare un viaggio o un’esperienza emotivamente forte. E condividere solo la routine non fa certo bene.

La paura di tornare a chiudersi in casa

A distanza di due anni, l’hashtag “io sto a casa” da mantra che evocava un luogo sicuro dove riscoprire antiche passioni (dal lavoro all’uncinetto al pane fatto in casa) è diventato quasi una maledizione. E ora che la variante Omicron del nuovo coronavirus sta riempiendo gli ospedali e chiudendo per quarantena centinaia di classi in tutte le scuole, torna il timore di dover trascorrere altre settimane in casa insieme al proprio partner o ai propri figli positivi. Un lockdown non ufficiale, certo, ma per molti concreto anche a causa delle restrizioni previste dal nuovo decreto. Restare chiusi in casa non aiuta le coppie e neanche le famiglie. Alcuni nel 2021 avevano fantasticato un nuovo baby boom: è accaduto il contrario. La troppa vicinanza ha invero aumentato le tensioni (leggi anche violenze domestiche) e diminuito il desiderio sessuale.

Photo by Nathan Dumlao on Unsplash

Riscoprire la mancanza dell’altro

Le coppie in pandemia litigano per tutto, in particolar modo per la suddivisione del lavoro in casa, tra gli impegni lavorativi, la cura dei bambini e della casa. Le donne, che solitamente si occupano di più della casa e dei figli, sono state fagocitate dal dover rimanere in casa e dal dover fare tutto da casa e per la casa, senza più spazio e tempo per loro stesse. La troppa vicinanza, la comunicazione eccessiva e gli incontri con gli amici limitati per ovvi motivi sono altri elementi deleteri. Il consiglio ricorrente di molti psicologi intenti a salvare le coppie è spesso questo: sii qualcuno che non vale la pena di perdere. Anche in situazioni di emergenza come la pandemia, fai capire come sarebbe più dura la vita senza te accanto.

Prepararsi insieme al peggio

Niente trucchi, né strategie. Solo dialogo. E senso di complicità. Cosa accadrebbe se io o tu finissimo in ospedale a causa di questo maledetto virus? Come ce la caveremmo? Organizzati insieme al tuo partner una situazione di emergenza in previsione di un evento del genere. Senza angosciarlo/la troppo, preparate ognuno la valigia con i vestiti e il necessario da portare in caso di ricovero. Magari scherzando sul tipo di mutanda scelta, o sui calzini, o sul pigiama. Organizzate la cucina in modo che le vettovaglie siano sufficienti almeno per una decina di giorni. Se i bambini sono piccoli, preparate gli armadi in modo che i vestiti puliti siano già pronti per diversi giorni a venire. Raccontatevi ogni “segreto” di casa: dov’è il kit per cucire, dove sono gli estratti conto della banca, i numeri di telefono dei professori, cosa c’è nell’ultimo cassetto del congelatore.. Bisogna resistere qualche mese. E quando arriverà l’estate con il suo caldo benefico, sarà più facile organizzarsi per non stare sempre chiusi in casa. E sorridere insieme nel caso il pericolo sia stato scampato.

Photo by Ashwin Vaswani on Unsplash

Vita intollerabile senza amore

Secondo alcuni scienziati, è probabile che la lotta al virus Sars-Cov-2 andrà avanti ancora per qualche anno. Forse fino al 2026. C’è da aspettarsi dunque che le coppie vengano travolte ancora dalla crisi da pandemia, che le nascite finiscano ancora di più sotto lo zero e che le violenze domestiche aumentino ancora. Una situazione difficile da tollerare. Ma la situazione sarebbe ancora più difficile da affrontare se non ci fosse amore. Di fronte a queste fosche previsioni, è bello ripetere il monito che Papa Francesco ha rivolto alle coppie sull’importanza dell’amore: “Quello che pesa più di tutte le altre cose è la mancanza di amore. Pesa non ricevere un sorriso, non sentirsi apprezzati, pesano certi silenzi. A volte, anche in famiglia, tra marito e moglie, tra genitori e figli, tra fratelli. Senza amore, la vita diventa quasi intollerabile”.

@RIPRODUZIONE RISERVATA

- Pubblicità -spot_imgspot_img

Commenta

Perfavore inserisci un commento!
Nome

- Pubblicità -spot_img