Conte, fiducia anche dal Senato: «Sviluppo sostenibile nostra stella polare»

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Redazione i404
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Tempo di lettura stimato: 3 minutiDopo la fiducia ottenuta lunedì scorso alla Camera con 321 voti, alle 22.34 di martedì 19 gennaio Giuseppe Conte ha ottenuto la fiducia relativa anche dal Senato con 156 voti favorevoli, 140 contrari e 16 astenuti. La maggioranza di governo quindi va avanti, ma senza più la stampella di Italia dei Valori. Si attende la decisione del presidente della Repubblica Mattarella, che aveva chiesto un governo solido per affrontare i gravi problemi che attanagliano il Paese e gestire al meglio i fondi europei.

L’impegno verso un futuro più sostenibile

«Sarà lo sviluppo sostenibile la nostra stella polare». La chiusura dell’intervento di Conte (iniziato dopo il minuto di silenzio dedicato alla scomparsa del senatore Emanuele Macaluso) tenta di dare concretezza alle speranze e alle ambizioni di un presidente del Consiglio che, se da una parte ammette che tante cose buone si potevano fare, dall’altra sembra aprire le braccia ai senatori di centro e ai fuorusciti, renziani compresi. Ma soprattutto vuole dare speranza al futuro dei bambini e dei giovani di oggi. In realtà poco presenti nel discorso, ma garantendo forte impegno su sostenibilità e scelte green è come parlare di loro. Un discorso accolto freddamente dall’opposizione. «Un perdente di successo», lo definirà diverse ore dopo Ignazio La Russa nel suo intervento, ma la sostanza non cambia: il governo ha perso la maggioranza e ora chiede ai “responsabili” (o voltagabbana, a seconda dei punti di vista) di salvare la sua missione. Ovvero combattere la pandemia, rilanciare l’economia e anche il ruolo dell’Italia in Europa.

Il premier Giuseppe Conte al Senato

Due voti a sorpresa da Forza Italia…

A favore del governo Conte hanno votato anche due senatori di Forza Italia: la storica assistente di Silvio Berlusconi Mariarosa Rossi e il veneto Andrea Causin. Un tweet del vice presidente di Forza Italia Antonio Tajani ha già annunciato la loro cacciata dal partito. Lo stesso trattamento ricevuto il giorno prima da Renata Polverini, che durante il voto alla Camera non ha obbedito alla linea di Forza Italia votando la fiducia a Conte. Matteo Renzi ha mantenuto invece fede alla parola e si è astenuto, ma non tutti i senatori di Italia Viva lo hanno seguito.

…e uno dal socialista Nencini

A conclusione del voto nominale, la presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati ha dovuto riammettere al voto i senatori Lello Ciampolillo (ex M5S) e Riccardo Nencini (Italia Viva-Psi), rientrati in aula un minuto prima della dichiarazione di chiusura del voto. Entrambi i senatori  hanno dato la loro fiducia a Conte. Granitica la posizione di Pd e Movimento 5 Stelle, i cui rappresentanti hanno votato compatti per il sì. Forza Italia, Lega per Salvini, Fratelli d’Italia e parte del gruppo misto (compresa la europeista Emma Bonino) hanno chiesto le dimissioni di Conte e votato la sfiducia. I senatori a vita Mario Monti, Elena Cattaneo e Liliana Segre hanno invece votato per la fiducia. Protagonista di un siparietto poco simpatico con i senatori a vita è stato il leader della Lega Matteo Salvini, il quale, dopo le bordate di rito a Conte, ha detto ai tre senatori presenti: «Che coraggio che avete a votare la fiducia», ricordando quello che dichiarò anni fa Beppe Grillo sui senatori a vita: «I senatori a vita non muoiono mai, o almeno muoiono molto più tardi». Richiamato dalla presidente Casellati per il cattivo gusto della citazione, Salvini si è limitato a suggerire al senatore dei Cinque stelle Ettore Licheri, pronto a intervenire dopo di lui: «Lei deve chiedere scusa ai senatori a vita».

Photo by Hush Naidoo on Unsplash

Crisi politica risolta? Niente affatto

Con la fiducia incassata nei due rami del Parlamento, il Conte bis va avanti con la promessa che saranno coinvolte le forze politiche disponibili a lavorare per il bene dell’Italia. Più che mercato delle vacche, come più volte lamentato dai rappresentanti del centro destra, la posizione di Conte sembra quella del frate cercatore che, oltre ai posti liberati da Iv ai dicasteri di Agricoltura e Pari Opportunità, e a una poltrona ancora libera al Copasir, può garantire solo benedizioni dall’incerto risultato. L’opposizione chiederà al presidente Mattarella di tornare al voto.

Le riforme non più rinviabili

In quasi tutti gli interventi i senatori – soprattutto quelli del centro destra – hanno ribadito la gravità della situazione e il momento inopportuno per aprire una crisi difficilmente comprensibile per gli italiani. La lotta alla crisi economica, alla crisi sanitaria e a quella educativa-scolastica i tre perni su cui deve poggiare da subito l’azione politica del governo. Oltre che redigere finalmente un Recovery Plan all’altezza della situazione. I 200 miliardi dell’Europa dovrebbero servire per le infrastrutture, per il rilancio del lavoro, per dare respiro alla sanità pubblica e per garantire un orizzonte solido alla scuola. Nel frattempo, come ricorda il senatore del Pd Gianni Pittella, si reclamano varie riforme: quella fiscale, quella amministrativa, quella giudiziaria e del welfare. Una sfida enorme, ricorda il centro destra, e proprio per questo occorre un governo forte, e non arrabbattato con il sostegno di chi potrebbe presto tornare a fare il doppio gioco. Quello che Renzi ha sollevato, sicuramente in un momento sbagliato, è «il difetto di fabbrica» (parole del senatore della Lega Pasquale Pepe) di una coalizione nata per la paura di andare al voto.

Svolta green e vertice sulla sanità globale

Un’occasione vera però si offre a questa maggioranza “rinnovata”, almeno nella sua composizione. L’occasione di favorire con investimenti reali l’economia circolare e la sostenibilità delle aziende e delle città. E diventare un esempio da seguire nella lotta alla pandemia. La senatrice De Petris (LeU) lo grida quasi: «C’è bisogno di una nuova Italia». Dal 1° dicembre 2020 l’Italia detiene la presidenza del G20, il forum internazionale che riunisce le principali economie del mondo, e il 21 maggio ospiterà a Roma il “Global Healt Summit“,  l’importante vertice globale sulla sanità che lo scorso anno si è tenuto a Berlino. Sarà importante arrivare a questo appuntamento con un alto numero di vaccinati e un basso numero di vittime e contagi.

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