Confindustria in audizione alla Camera: «Prorogare il Superbonus 110% a tutto il 2023»

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Redazione i404
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Foto di Maria Godfrida da Pixabay

«Il Superbonus 110%? È come il motorino di avviamento delle autovetture: prima mettiamo in moto, prima l’economia riparte». Così il vice presidente per il credito, la finanza e il fisco di Confindustria, Emanuele Orsini, è intervenuto giovedì scorso alla Camera dei Deputati durante l’audizione sull’applicazione del Superbonus 110% che si è tenuta davanti alle Commissioni riunite di Ambiente territorio e lavori pubblici e Attività produttive. Confindustria ha chiesto al governo di prorogare la misura fino al 31 dicembre 2023.

Detrazione finanziata fino al 30 giugno 2022

Si tratta di una detrazione fiscale che dal 1° luglio 2020, grazie al Decreto Rilancio, è stata elevata dal 65% al 110% a fronte di specifici interventi in ambito di efficienza energetica, riduzione del rischio sismico e infrastrutture per la ricarica di veicoli elettrici. Tale misura, che inizialmente era prevista fino al 31 dicembre 2021, è stata prorogata al 30 giugno 2022 dalla Legge di Bilancio, che ha previsto anche una proroga fino al 30 giugno 2023 per i lavori di efficentamento realizzati nelle case di edilizia popolare. Confindustria chiede però al governo di prorogare la misura fino al 31 dicembre 2023. Altra importante novità, introdotta dal Decreto Rilancio, è la possibilità di optare, in luogo della fruizione diretta della detrazione, per un contributo anticipato sotto forma di sconto dai fornitori dei beni o servizi (sconto in fattura) o, in alternativa, per la cessione del credito corrispondente alla detrazione spettante.

Una misura che aiuta famiglie e imprese

Il governo Draghi ha già previsto per il Superbonus un investimento pari a oltre 22 miliardi di euro, che però, come ha specificato il vice presidente Orsini durante la sua audizione, «ci aspettiamo che siano incrementate il più presto possibile». E questo per un motivo molto semplice: secondo le stime del Centro Studi di Confindustria, l’agevolazione attiverà in due anni 18 miliardi e mezzo di spese, con un impatto positivo sul Pil dell’1%. «Questa previsione», ha sottolineato Emanuele Orsini «sebbene ne siano difficilmente quantificabili gli effetti, ha un notevole impatto sulla domanda di servizi, poiché consente alle famiglie di non anticipare le spese dei lavori da realizzare. Ma ha anche un notevole impatto sulle imprese fornitrici nel caso di cessione del credito a intermediari finanziari, poiché consente loro di accrescere la liquidità disponibile che potrà essere destinata a nuovi investimenti (tale effetto non è incluso nelle stime indicate). Tale aspetto è particolarmente rilevante nella fase attuale in cui i fatturati non sono ancora ripartiti e, inoltre, i margini soffrono l’aumento dei costi delle materie prime che erode il cash flow delle imprese».

Foto di Global Energy Systems da Pixabay

Fondamentale per il raggiungimento degli obiettivi climatici

Un’altra ragione per cui Confindustria chiede al governo di prorogare di un anno e mezzo il Superbonus 110% è perché si tratta «di una disciplina che è fondamentale per il raggiungimento degli obiettivi climatici». Già oggi la misura secondo il Piano Nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) è in grado di alimentare investimenti per la ristrutturazione di oltre 100.000 edifici a regime, con un risparmio energetico atteso di circa 191 mila tonnellate equivalenti di petrolio all’anno. «Se guardiamo agli obiettivi previsti dal nostro Piano Nazionale Integrato Energia e Clima, che recepisce gli obiettivi di decarbonizzazione previsti dall’Europa per il 2030, per i diversi settori (residenziale, terziario, industriale, ecc.), saremo chiamati ad interrogarci più in là sull’opportunità di una durata più ampia della misura, eventualmente accompagnata da un decalage delle aliquote, e di una estensione del perimetro soggettivo di applicazione della stessa», ha sottolineato il vice presidente Orsini.

Eliminare gli ostacoli burocratici

Se però si dovessero rispettare i tempi burocratici e quelli per la consegna dei lavori provvisori, il termine di scadenza per la presentazione delle domande del Superbobbus 110% sarebbe praticamente oggi. Accanto alla proroga è  quindi «necessaria l’adozione urgente di alcuni correttivi che consentano alla misura di liberarne tutto il potenziale», prosegue Orsini. «In particolare, occorre rimuovere i diversi ostacoli burocratici e normativi che potrebbero compromettere il pieno raggiungimento degli obiettivi del Superbonus. Quanto alle complessità procedurali, a nostro avviso occorre trovare un bilanciamento tra i requisiti necessari a tutelare l’interesse erariale e l’accesso e l’utilizzo dell’incentivo. I superbonus richiedono giustamente la presenza di presidii, ma tutto ciò non deve tradursi in un sovrabbondante ostacolo alla concreta realizzazione dell’obiettivo ultimo, che è quello di riqualificare e mettere in sicurezza città e territori». Che poi è il fine ultimo del Superbonus 110%.

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