Come si andrà a scuola? Il trasporto degli studenti è ancora un enigma

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Prima gli aerei, poi (anche se soltanto per 24 ore) i treni ad alta velocità. Perché non anche gli autobus per il trasporto scolastico? È partito dall’Abruzzo l’appello a riconsiderare il distanziamento sociale tra viaggiatori in vista della riapertura delle scuole italiane. Il mese di agosto è appena iniziato, eppure di come riapriranno le scuole lunedì 14 settembre ancora nulla si sa. E probabilmente ben poco si saprà fino a Ferragosto. Come se non bastasse, una settimana dopo l’apertura del nuovo anno scolastico, ed esattamente nei giorni 20 e 21 settembre, molte scuole dovranno ospitare i seggi elettorali per permettere lo svolgimento del referendum confermativo della legge costituzionale che riduce il numero dei parlamentari, oltre che le elezioni amministrative in 1.165 Comuni.

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La scuola post Covid-19

Aule destinate agli insegnamenti e non più alle classi, per dare vita a classi “mobili” e divise a seconda delle lezioni da seguire. Studenti che si avvicendano in classe grazie alle lezioni da remoto. E poi banchi con le rotelle; banchi monoposto; banchi con i divisori in plexiglass; lezioni in palestra; utilizzo di spazi esterni… Sono tante le proposte che dirigenti scolastici, professori, sindacati e associazioni di genitori e studenti stanno ancora discutendo, ma insieme a come riorganizzare gli edifici scolastici nel post Covid il problema che non sfugge è quello del futuro delle città e della relativa mobilità. Come andranno a scuola gli studenti italiani per evitare l’aumento dei contagi? Con i mezzi privati? A piedi? Oppure con gli autobus pubblici?

In Abruzzo, piccola regione del Centro Italia abituata da secoli a vivere nell’emergenza, con una popolazione scolastica formata da 171.470 unità su un totale di quasi un milione e 300 mila abitanti, la terza opzione ha sollevato più di un dubbio a Gianfranco Giuliante, presidente dell’azienda di trasporto pubblico regionale (Tua) nonché dirigente ai vertici della Lega di Salvini. L’11 aprile scorso Giuliante ha inviato una lettera aperta al presidente della Regione Abruzzo, il senatore di Fratelli d’Italia Marco Marsilio, per fargli presente che, se le disposizioni anti-Covid di distanziamento sociale dovessero permanere anche a settembre, e se l’ufficio scolastico regionale non dovesse attuare misure di differenziazione degli orari di entrata a scuola, con uffici, negozi e fabbriche che riapriranno nella stessa fascia oraria, la Tua sarebbe costretta a lasciare a piedi almeno 50 mila utenti.

In primo piano il presidente TUA Giuliante, a sinistra il governatore Marsilio 

I conti sono presto fatti. Prima del Covid, quindi prima del distanziamento sociale, la Tua con la sua flotta di 840 autobus (dei quali più di 600 destinati al trasporto urbano) e con i suoi 910 autisti, ha trasportato giornalmente 100 mila utenti, mentre i trasportati nell’arco del 2019 in Abruzzo, sommando ai bus anche i treni, sono stati circa 29 milioni. Gli studenti che hanno l’abbonamento alla Tua sono 16.417, e garantiscono un incasso pari a 4 milioni 287mila euro. I pensionati con abbonamento annuale sono 584, mentre i lavoratori pendolari che scelgono di acquistare un abbonamento annuale sono 250. Tolti questi viaggiatori, i biglietti venduti dalla Tua nell’arco dell’intero 2019 sono stati ben 4.263.762. Il biglietto orario costa un euro e 20 centesimi, ma ci sono anche biglietti giornalieri, biglietti a tratta (per il trasporto nell’area metropolitana o per quello extraurbano), biglietti a lunga percorrenza (per le corse fuori regione). Fatte le dovute considerazioni numeriche con le attuali disposizioni relative al distanziamento sociale, un autobus da 50 posti (che in realtà nelle ore di punta contiene pure 80 se non 100 passeggeri) può trasportare la metà di utenti. Questo vuol dire che, se prima venivano trasportate 100 mila persone al giorno, a settembre il numero dei viaggiatori sarà dimezzato.

Nuova organizzazione degli orari e della mobilità

«Occorre, in modo evidente», scriveva il presidente della Tua al governatore Marsilio l’11 aprile scorso «un ripensamento totale del sistema che tenga conto, partendo dalle attuali disponibilità, di una diversa e nuova organizzazione, che dovrà investire tanto la vita lavorativa quanto quella scolastica e, in generale, tutti quei settori che dovranno riarticolare i propri modelli produttivi e/o organizzativi in modo da garantire la sicurezza dei cittadini e dei lavoratori nella fase di ripartenza. I circa 29 milioni di trasportati annui, tra bus e treni, dovranno interfacciarsi con criteri legati alla flessibilità, che imporrà nuovi orari per le città, per gli uffici, per le scuole, per le fabbriche e, con essi, una nuova gestione di flussi di movimento, tali da garantire a sicurezza per tutti e per ognuno».

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Un allarme evidentemente di portata nazionale, ma che soltanto a giugno ha fruttato la prima, timida risposta con la costituzione da parte dell’Ufficio Scolastico Regionale di Tavoli provinciali di supporto per l’avvio dell’anno scolastico 2020/2021. Il 9 giugno la prima riunione a L’Aquila, con la costituzione del Tavolo provinciale di supporto. Il 25 giugno la riunione via web con tutti gli enti interessati alla problematica, cui ha fatto seguito il 26 giugno il decreto numero 39 del Ministro dell’Istruzione, con cui si adotta il “Documento per la pianificazione delle attività scolastiche, educative e formative in tutte le Istituzioni del Sistema nazionale di Istruzione per l’anno scolastico 2020/2021”. Con decreto firmato il 29 giugno dal direttore generale dell’Ufficio Scolastico Regionale per l’Abruzzo Antonella Tozza, arriva anche la nomina dei componenti del Tavolo regionale di supporto. Tra questi non mancano i rappresentanti delle Province, dei Comuni, della Regione, dei docenti, dei sindacati della scuola, delle consulte degli studenti, della Protezione civile, della Croce Rossa, dell’associazione delle famiglie di disabili Anffass e dell’azienda di trasporto pubblico regionale Tua, nella figura del direttore generale Maximilian Di Pasquale. «Il Tavolo sarà luogo di interlocuzione con i dirigenti scolastici, con gli Enti locali interessati e anche con i referenti locali delle Aziende di Trasporto», viene specificato. Il primo luglio il ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina partecipa all’Aquila alla prima riunione del Tavolo regionale, rassicurando tutti che «nessuno studente resterà fuori dalla scuola».

«A due mesi e mezzo dall’apertura si continua a parlare di scuola in termini di aule, di banchi, di distanze, di lezioni in sicurezza… ma non di come portarci i ragazzi», è la critica del presidente di Trasporto Unico Abruzzese. «Per quanto riguarda la nostra visuale, che è quella del trasporto e non della didattica, abbiamo ribadito la necessità di riorganizzare il sistema mobilità partendo proprio dalla scuola e dai Comuni». Tre i punti individuati per evitare che il 14 settembre gli autobus Tua lascino a piedi migliaia di studenti: «Orari differenziati di entrata a scuola, in modo che l’ora di punta non si concentri alle 8, come solitamente avviene. Realizzazione di corsie preferenziali temporanee sui percorsi delle scuole delle aree metropolitane e dei centri maggiori, per fare in modo che dalle 8 alle 9 gli autobus scorrano più velocemente. Infine estensione della metodologia usata per gli aerei anche per gli autobus che trasportano gli studenti: passeggeri seduti uno accanto all’altro ma dotati di mascherina, e con sanificazione quotidiana dei mezzi».

La sede dell’azienda di trasporto pubblico TUA a Pescara

Giuliante è ancora in attesa di una risposta, anche se non si può pretendere, soprattutto sotto elezioni, che il sindaco di un Comune metta a rischio la sua poltrona per creare corsie riservate nei centri cittadini per far arrivare gli autobus davanti alle scuole. E non si può pretendere che un Ufficio Scolastico Regionale imponga a dirigenti scolastici, docenti, personale tecnico-amministrativo e collaboratori la differenziazione degli orari di ingresso, magari facendo slittare anche di una o due ore l’uscita di alcune classi. Per non parlare del governo Conte: recepirà la proposta di cambiare le disposizioni in materia di distanziamento sociale sugli autobus vista la necessità di trasportare i viaggiatori non solo a scuola, ma anche nei posti di lavoro? E il problema non riguarda soltanto gli studenti delle scuole superiori e i lavoratori pendolari: come faranno i Comuni, con i loro piccoli scuolabus, a garantire il trasporto di tutti gli alunni?

Nel frattempo, anche se non saranno disponibili per il mese di settembre, Tua ha predisposto l’acquisto di ben 100 nuovi autobus, (è una spesa importante: ogni autobus costa 230 mila euro) e deciso che gli abbonamenti degli studenti – che solitamente sono validi fino a giugno, ma che a causa dell’epidemia non sono stati utilizzati -, avranno validità fino a dicembre. «Ma in ogni caso non si risolve il problema aumentando il numero degli autobus», conclude il presidente Giuliante. «C’è bisogno di fare rete, di riorganizzare i tempi delle città, di dare alle esigenze del servizio di trasporto pubblico la giusta considerazione». Ma intanto siamo arrivati ad agosto…

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