Come ci si informa sulla politica in Europa? In Italia aumentano gli iper-consumatori di news

In evidenza

Redazione i404
i404 racconta com'è cambiato il mondo e dove sta andando. Quello che raccontiamo è un’opportunità.

Tempo di lettura stimato: 3 minuti

Photo by Roman Kraft on Unsplash

Lo scorso 11 maggio l’International Journal of Press-Politic ha pubblicato uno studio realizzato da 18 ricercatori sull’uso dei media che fanno i cittadini per approfondire la loro conoscenza di notizie politiche. Per avere tale risultato è stato condotto in 17 Paesi europei un sondaggio su 28.000 persone maggiorenni e con diritto di voto, che utilizzano mezzi di informazione sia on line che off line. Lo scopo dichiarato dello studio – fatto anche in Italia – era quello di profilare i diversi tipi di consumatori di notizie, e capire in che modo ciascun profilo utente era collegato all’acquisizione di conoscenze politiche. I risultati di questa ricerca mostrano che è possibile identificare cinque profili di utente: quello tradizionale, l’utente di notizie sui social media, il cercatore di notizie on line, il consumatore iperattivo e sempre connesso e, infine, il minimalista della notizia.

Il consumatore tradizionalista

Il 19% del campione sondato fa parte dei cosiddetti lettori di notizie politiche di tipo “tradizionalista”. «Questi conservatori «(…) preferiscono le fonti di notizie tradizionali e il servizio pubblico. Guardano la tv più degli utenti dei social media e dei minimalisti (supportati anche da una maggiore esposizione ai programmi televisivi di infotainment come i talk show politici) e utilizzano giornali e radio tradizionali. Inoltre, sono i più anziani e istruiti, politicamente interessati, fiduciosi nei media». Secondo il sondaggio, questo tipo di consumatori è, per la maggior parte, di sesso maschile.

Il lettore di notizie sui social media

Questo profilo rappresenta il 22% del campione esaminato. «Si informano principalmente attraverso i social media e consumano poche informazioni (…) sono spesso esposti alle notizie attraverso piattaforme come Facebook, Twitter o Instagram. Sono più giovani dell’utente medio e mostrano bassi livelli di fiducia nei media. Sono inoltre i meno istruiti e politicamente interessati. Credono nel modello “news will find me”, le notizie mi troveranno. Per intenderci: grazie ai social, la notizia “apparirà”».

Il cercatore di notizie on line

È il campione più rappresentativo della ricerca, e conta ben il 32% degli intervistati. I cercatori «sono esposti alle notizie e tendono a utilizzare attivamente varie fonti di informazione e piattaforme online e sono generalmente donne. Hanno un repertorio di mezzi di informazione più ricco e sofisticato [numero elevato di news outlet, generi diversi e tipi di media] e sono più inclini a cercare idee simili alle proprie sotto la sfera politica».

Foto di Firmbee da Pixabay

I consumatori iperattivi

Gli “iper-consumatori di news” sono il 10% del campione esaminato, ovvero circa 2.800 intervistati. «Gli individui in questo gruppo utilizzano abbondantemente tutti i tipi di canali di notizie e piattaforme (…). Hanno riferito di aver utilizzato da sei a sette testate giornalistiche e più di tre piattaforme social per seguire le notizie negli ultimi 30 giorni. Sono anche molto politicamente interessati e fiduciosi nei confronti dei media».

I lettori minimalisti

Sono il 17%. «Coloro che consumano raramente notizie e utilizzano pochissimi mezzi di comunicazione o piattaforme sono anche i meno politicamente interessati, non si rendono conto che saranno ben informati indipendentemente dal fatto che seguano attivamente le notizie… e sono più anziani e leggermente più istruiti rispetto all’utente medio di notizie».

Quattro modelli geografici per l’Europa

Mentre questi cinque “profili utente” possono essere trovati in ogni paese, emergono differenze significative tra i paesi nella quota di intervistati appartenenti a ciascun profilo. «Vogliamo attirare l’attenzione in particolare su quattro modelli geografici», avverte lo studio. «In primo luogo, la quota di notizie minimaliste è maggiore in quei paesi caratterizzati dal più alto grado di globalizzazione economica, sociale e politica. Questo vale per Austria, Belgio, Francia, Germania, Paesi Bassi, Svezia, Svizzera e Regno Unito. Queste società sembrano avere culture più diffuse e integrate a livello internazionale, apertura economica e una maggiore mobilità sociale. In secondo luogo, la quota di iperconsumatori è particolarmente ampia in quei paesi in cui è ampia anche la quota di chi cerca notizie online. Questo vale soprattutto per due Paesi del Sud e due dell’Est: Italia, Spagna, Polonia e Romania. In questi quattro paesi, i cercatori di notizie online politicamente molto interessati soddisfano fortemente la loro sete di informazioni con i media basati su Internet e sui social media perché queste fonti sono facilmente ed economicamente disponibili (leggi: sono gratuite, ndr) e perché i media consolidati sono generalmente meno affidabili a causa di una storia di faziosità politica e strumentalizzazione».

Photo by Kat Coffe on Unsplash

La Norvegia non solo mostra livelli relativamente alti di ricerca di notizie online e iperconsumo di notizie, ma mostra anche livelli insolitamente alti di utilizzo dei media tradizionali e pubblici. «In questo senso», prosegue lo studio «il gruppo più numeroso di utenti dei servizi pubblici e tradizionali si trova effettivamente nelle ricche società assistenziali occidentali. Le loro politiche sui media sono state particolarmente favorevoli alla radiodiffusione pubblica (ad esempio, in Austria, Svizzera, Germania) e alla stampa (ad esempio, in Danimarca, Norvegia, Svezia) e il loro pubblico ha mostrato grande lealtà a quei canali tradizionali che sono considerati leader delle notizie nazionali».

I livelli più elevati di uso di mezzi tradizionali per informarsi sulla politica si osservano nei sistemi dei media democratico-corporativi di Germania, Austria, Svizzera, Paesi Bassi e Belgio, così come nei paesi scandinavi. I cercatori di notizie on line sono invece concentrati nei Paesi polarizzati-pluralisti del Sud Europa (Grecia, Spagna, Italia) ed Europa centrale ed orientale (Polonia e Romania).

In Italia invece…

In Italia i “lettori di notizie sui social” sono il 19% del totale rispetto alla media del 22% rilevata su 17 Paesi. I “ricercatori di notizie online” sono però molti di più: il 40%; e gli “iper-consumatori di news” il 17%, sette punti percentuali in più rispetto alla media dei Paesi esaminati. Come ha scritto Pier Luca Santoro, direttore di Data Media Hub, sul suo Digital Media Sunday Brunch: «In questa fase, in cui è stato definitivamente sancito che l’advertising non è sufficiente da solo a sostenere l’equilibrio economico degli editori, e dunque, con maggior o minor intensità, si punta a generare ricavi dalla vendita di contenuti editoriali [online/digital], rivolgersi genericamente agli “utenti” non porta da nessuna parte. Benvenuti, finalmente, nell’era della profilazione del lettore».

 

- Pubblicità -spot_imgspot_img

Commenta

Perfavore inserisci un commento!
Nome