Colosseo meraviglia del mondo: scelto il progetto che restituirà al monumento un’arena hi-tech e sostenibile

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Luigi Di Fonzo
Luigi Di Fonzo
Direttore responsabile. Giornalista professionista, poeta, saggista, esperto di musica pop-rock, ama leggere e viaggiare. Due azioni complementari: spesso grazie alla lettura viaggia anche se è a letto e spesso legge mentre è in viaggio. Colleziona fumetti, in primis quelli di Andrea Pazienza e Hugo Pratt.

Tempo di lettura stimato: 3 minutiAll’anfiteatro più grande esistente al mondo verrà restituita l’arena centrale, un’ovale di 3.357 metri quadrati (la metà di un campo di calcio) dal quale sarà possibile riacquistare la vista interna di tutta la struttura e organizzare grandi eventi. È la rivoluzione annunciata ieri dal ministro alla Cultura Dario Franceschini per l’Anfiteatro Flavio, più noto in tutto il mondo come il Colosseo, unico complesso europeo che dal 2007 è stato inserito tra le nuove sette meraviglie del mondo e simbolo di Roma e dell’Italia.

La gara vinta dallo studio Milan Ingegneria

Ad aggiudicarsi la gara – gestita dal Parco del Colosseo insieme a Invitalia per l’affidamento della progettazione e della realizzazione del nuovo piano dell’arena dell’Anfiteatro Flavio – è stato lo studio Milan Ingegneria insieme ad altri partner. Il progetto è firmato dall’architetto Fabio Fumagalli. Il bando, pubblicato il 22 dicembre 2020 con scadenza 1 febbraio 2021, si è concluso con la selezione, da parte della commissione aggiudicatrice sorteggiata da Invitalia e composta da Salvatore Acampora, Alessandro Viscogliosi, Stefano Pampanin, Michel Gras e Giuseppe Scarpelli, del progetto presentato da Milan Ingegneria e illustrato ieri nel corso di una conferenza stampa alla quale hanno partecipato lo stesso ministro e il direttore del Parco Archeologico del Colosseo Alfonsina Russo.

Un progetto hi-tech e sostenibile

Come spiega il comunicato del MiC, «il piano sarà in legno di Accoya, ottenuto con un particolare processo che ne aumenta resistenza e durabilità: scelta sostenibile che evita l’abbattimento di specie pregiate. Alcune porzioni del piano saranno costruite con pannelli mobili che, grazie a rotazione e traslazione, garantiranno flessibilità e renderanno possibile l’apertura delle strutture ipogee per illuminazione naturale. A livello conservativo poi, 24 unità di ventilazione meccanica distribuite lungo il perimetro controlleranno la temperatura e l’umidità degli ambienti ipogei: in soli 30 minuti sarà garantito il ricambio completo dell’intero volume d’aria. Il piano proteggerà le strutture sottostanti dagli agenti atmosferici, riducendo il carico idrico con un sistema di raccolta e recupero dell’acqua piovana che alimenterà i bagni pubblici del monumento. L’intervento consentirà di ripristinare la lettura integrale del monumento e permetterà al pubblico di comprendere appieno l’uso e la funzione di questa icona del mondo antico, anche attraverso eventi culturali di altissimo livello».

Interno del Colosseo, 1870 circa. ANSA/ Raccolte Museali Fratelli Alinari, Firenze

La nuova vita di un monumento bellissimo

Edificato in epoca Flavia sull’area orientale dei Fori Romani, la costruzione del Colosseo cominciò nel 70 dopo Cristo dall’imperatore Vespasiano, venne inaugurato nell’80 d.C. dall’imperatore Tito e poi modificato in parte nelle strutture idrauliche da Domiziano. Nell’Anfiteatro Flavio furono organizzate vere e proprie battaglie con fiere, schiavi e gladiatori, e le vite dei perdenti erano appese alla decisione dell’imperatore e del pubblico: pollice su, pollice giù. Poteva ospitare fino a 80.000 spettatori. L’ultimo spettacolo è datato 523, dopodiché lo splendido simbolo di Roma cadde nell’abbandono, inizialmente usato dalla municipalità come rimessa di cavalli o deposito di merci. Nel 1980 il monumento è stato dichiarato Patrimonio dell’Unesco, e agli inizi del nuovo millennio ha ricevuto anche finanziamenti dall’imprenditore magnate Diego Della Valle. L’ultimo progetto di recupero ha preso idealmente il via il 2 novembre 2014, quando il ministro Franceschini rilancia l’idea dell’archeologo Daniele Manacorda di restituire al Colosseo la sua arena. Il 1° settembre 2015 l’arena del Colosseo viene inserita tra i Grandi Progetti Beni Culturali con un finanziamento di 18,5 milioni di euro. Dal 2015 al 2020 si sono svolti numerosi studi e indagini per definire le modalità di realizzazione dell’intervento, che hanno portato al bando di gara appena conclusosi.

Photo by Henry Paul on Unsplash

La nuova arena entro il 2023

«Una grande sfida per l’Italia», ha detto il ministro della cultura «che oggi prende forma con l’indicazione del gruppo vincitore e la presentazione del progetto di massima.  L’arena “è esistita fino al 1800 quando sono cominciati gli scavi», come dimostra una foto storica dell’Archivio Alinari mostrata dal ministro. Con l’assegnazione del bando, si entra nella fase operativa dell’ambizioso programma di realizzazione. «Un progetto che», spiega ancora il comunicato del ministero «con tecniche costruttive innovative, uso di materiali appropriati e metodologie di analisi raffinate, permetterà di garantire sicurezza, funzionalità ed economia realizzativa che, oltre a restituire l’immagine originaria del monumento e del suo funzionamento come complessa macchina scenica, permetterà anche di rafforzare tutela e conservazione, in particolare di proteggere le strutture ipogee». I tempi previsti per la realizzazione dell’opera sono abbastanza ristretti: i lavori inizieranno entro il 2021 e tra la fine del 2022 e gli inizi del 2023 il monumento verrà restituito alla fruizione totale del pubblico.

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