C’è una piccola luce in fondo al tunnel della pandemia: il 26 aprile riaprono scuole e attività all’aperto

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Luigi Di Fonzo
Direttore responsabile. Giornalista professionista, poeta, saggista, esperto di musica pop-rock, ama leggere e viaggiare. Due azioni complementari: spesso grazie alla lettura viaggia anche se è a letto e spesso legge mentre è in viaggio. Colleziona fumetti, in primis quelli di Andrea Pazienza e Hugo Pratt.

Tempo di lettura stimato: 4 minutiLa data è sicuramente suggestiva, perché segue la festa della liberazione d’Italia. Perché il 26 aprile l’Italia comincerà a vedere la luce di fine tunnel. Una luce ancora lontana, sia per la complessità della crisi causata dalla pandemia che per i ritardi del piano di vaccinazioni. Ma comunque una luce. «Abbiamo preso un rischio ragionato, un rischio fondato su dati che sono in miglioramento e che ci consentono di guardare al futuro con prudente ottimismo e fiducia». Con queste parole il presidente del Consiglio Mario Draghi ha spiegato insieme al ministro della Salute Roberto Speranza, nella conferenza stampa organizzata oggi nella sala polifunzionale di Palazzo Chigi, quali sono le condizioni per rivedere questa luce. Quali le condizioni delle riaperture che sono in programma a partire da lunedì 26 aprile. Un «allentamento ragionato» delle costrizioni anti Covid, una risposta al disagio di giovani e categorie. La conferenza stampa è stata organizzata dopo la riunione della cabina di regia sull’emergenza Covid che ha dato il via libera al piano dopo che Draghi ha imposto la sua linea davanti ai dubbi di ministro ed esperti.

Favorite le attività con spazi all’aperto

Dal 26 aprile quindi tornano le zone gialle e le scuole che si trovano in aree gialle o arancioni tornano alla presenza del 100%. Ma soprattutto si comincia a programmare la riapertura di ristoranti, mercati rionali e attività fieristiche. La cabina di regia ha infatti anticipato i tempi delle riaperture, decidendo per il 26 di questo mese l’introduzione della zona gialla, «ma con un cambiamento rispetto al passato», ha detto Draghi «nel senso che si dà precedenza all’attività all’aperto, anche la ristorazione a pranzo a cena e alle scuole tutte, che riaprono completamente in presenza nelle zone gialla e arancione, mentre in rosso vi sono modalità che suddividono in parte in presenza e in parte a distanza». Penalizzati i ristoranti che non hanno spazi esterni, ma su questo punto il ragionamento proseguirà con le linee guida presentate dai presidenti delle Regioni. Il ministro Speranza ha poi anticipato quella che sarà la “road map” delle riaperture, con l’indicazione del 15 maggio per le piscine con vasche all’aperto, del 1° giugno per le palestre, del 1° luglio per le attività fieristiche.

La conferenza stampa di Draghi e Speranza (licenza Creative Commons)

Un pass per la circolazione

Per quanto riguarda lo spostamento tra regioni, da maggio la circolazione sarà libera tra zone gialle, per quelle arancioni e gialle sarà necessario avere un “pass”, come lo ha chiamato Draghi. In assenza di motivi di “salute, lavoro o necessità” (praticamente i motivi che consentono a tutti di spostarsi) bisognerà avere un certificato che dimostri di essere stati sottoposti al vaccino, di avere un tampone negativo effettuato nelle 48 ore precedenti o di aver avuto il Covid ed essere guariti.

Riaprire per non tornare indietro

Saranno definitive le riaperture?, ha chiesto una giornalista a Draghi e Speranza. «Quando ho parlato di rischio ragionato è questa la risposta: se i comportamenti sono osservati e sulla campagna vaccinale non ho dubbi che andrà sempre meglio, la possibilità che si torni indietro è molto bassa e in autunno la vaccinazione sarà molto diffusa», ha risposto Draghi. Il premier ha quindi definito le riaperture «una risposta al disagio di categorie e giovani, portano maggiore serenità nel Paese, pongono le basi per la ripartenza dell’economia». E ha aggiunto: «Mi aspetto un rimbalzo molto forte nei prossimi mesi, dopodiché dovremo attestarci su un sentiero di crescita. Il rimbalzo è certo, non è sicuro esattamente quanto forte sarà. Ma dobbiamo lavorare sulla sfida di assicurare che dopo la ripresa dei prossimi mesi continueremo a crescere e tenere alto il livello dell’occupazione, dopo tantissimi anni in cui purtroppo la situazione è stata diversa».

Photo by Melanie Vaz on Unsplash

Il Piano di resilienza e la crescita sostenibile

Il presidente si è soffermato anche sul Piano nazionale di resilienza e ripartenza (PNRR), sulla nomina dei 57 commissari che rifaranno partire le opere pubbliche («due cantieri apriranno subito, 5 a giugno e 8 a settembre»), sul nuovo criterio per i ristori che, oltre al fatturato, considera anche gli utili delle aziende, sul Def e sugli effetti del Decreto Sostegni.

«Abbiamo fatto, stiamo facendo e faremo debito pubblico. Il punto», ha sottolineato il premier «è che adesso saranno debiti ben progettati e ben attuati». E infatti, ha spiegato Draghi, «con le norme che ci consentiranno di gestire i 191,5 miliardi del PNRR destineremo 69 miliardi a fondo perduto e 122 in prestiti. Altri 30 miliardi costituiranno il fondo di accompagnamento al PNRR per tutti quei progetti che non potevano stare nel PNRR». Per quanto riguarda lo scostamento di bilancio da attuare sul Documento economico e finanziario, Draghi ha sottolineato come il ministro Franco abbia «enunciato il Def e l’entità dello scostamento: 40 miliardi. Non merita attenzione solo la cifra, ma il percorso di rientro dal deficit, che è poco meno del 12%, solo nel 2025 si vedrà il 3%. Se la crescita sarà quella che ci attendiamo da tutti questi provvedimenti, dal piano di investimento, dal Pnrr, dalle riforme, pensiamo che non servirà una manovra correttiva negli anni a venire».

Photo by Samuel Regan-Asante on Unsplash

Al via anche le grandi opere pubbliche

Di grande interesse anche la notizia che il ministro Enrico Giovannini ha definito l’avvio dei lavori di importanti infrastrutture. Si tratta di 14 infrastrutture stradali, 16 ferroviarie, 11 idrogeologiche, 3 portuali e 12 di pubblica sicurezza. Un apposito crono programma con le date di apertura di tutti i cantieri sarà presto reso pubblico. «Due cantieri sono già stati aperti, altri apriranno a giugno e poi a settembre. Opere pubbliche che aspettavano soltanto di essere attivate», ha commentato Draghi. L’avvio di grandi opere pubbliche e di infrastrutture fondamentali, rappresentano il segnale tangibile di una nazione che investe sul futuro.

La campagna di vaccinazione? Va bene

«La campagna di vaccinazione va bene, con tante sorprese positive e qualcuna negativa e questo è stato fondamentale per prendere le decisioni sulle riaperture», ha proseguito Draghi. «Questo rischio che incontra le aspettative dei cittadini si fonda su una premessa: che i comportamenti siano osservati scrupolosamente, come mascherine e distanziamenti, nelle realtà riaperte». Il presidente del Consiglio ha auspicato per questo l’attenzione delle istituzioni e forze dell’ordine. Anche per evitare, come ha sottolineato un altro giornalista, quello che è accaduto in Sardegna, che da zona bianca dopo poche settimane è tornata ad essere rossa. Per ora la precedenza va alle scuole e alle attività all’aperto. E a un piano di vaccinazione che stenta a decollare.

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