Camorra e new economy, addio contanti. Anche il pizzo si paga con bonifico bancario

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Sabatino Ciocca
Autore e regista. In attesa di defungere scrive su commissione, compreso il suo epitaffio. Pecunia non olet.

Tempo di lettura stimato: 2 minuti

Foto di Karolina Grabowska da Pexels

– Dovete capirmi. Ho da poco riaperto dopo un anno e mezzo, c’è la crisi, clienti pochi, incassi ancora meno – disse con un fil di vice il poveruomo, occhi bassi, da dietro il registratore di cassa.
– E come se non lo capiamo – rispose conciliante il signore ben vestito, cranio lucido, ritto al di qua del bancone. – Anche noi siamo padri di famiglia! – Parlava al plurale poiché accanto gli stava un altro galantuomo, pingue, intento ad acconciarsi il bianco fazzuolo del taschino della giacca.
– So quanto è duro tirare avanti. Abbiamo pensato di fare così, da oggi niente più contanti.
– Ma… – provò a principiare un dialogo il poveruomo, sorpreso da quel dire. Il calvo gli saltò su:
– I soldi meno si toccano e meglio è, per un fatto d’igiene. Dico bene?
– Si, ma… provò nuovamente a interloquire il poveruomo, nuovamente interrotto dal calvo che tra i due galantuomini doveva essere il capo – E poi si evita la scocciatura di contarli. È come se non ti fidassi di chi te li dà. Un poco di tatto, che diamine, non guasta mai. Si evita così il costo della busta in cui mettere i soldi, anche perché i soldi in busta sanno di matrimonio, di bustarella.  Dico bene?
– Si, ma… – provò a parlare per la terza volta il poveruomo.
– Facciamo così, ci paghi il pattuito con un bonifico bancario.
– Si, ma a me che cambia? Io pensavo a una riduzione del dovuto, a un procrastino nel pagamento, considerata la contingenza poco favorevole.
Il calvo girò la testa verso il pingue che sorrise, poi, in uno, guardarono meravigliati l’ingenuo debitore.
–  Va’ a fare bene agli asini. Oh santa pazienza, cambia perché a fronte dei vostri bonifici mensili noi poi puntualmente vi rilasciamo regolari fatture false da allegare alla vostra dichiarazione dei redditi come spese di attività da detrarre dalle tasse. Tutto chiaro?
– Si, ma i bonifici bancari a chi dobbiamo intestarli? – replicò spiazzato il poveruomo.
– Gli indirizzi ve li forniamo noi. Un elenco completo ed esaustivo. Dipende dalla vostra attività, dai vostri interessi, dalle vostre esigenze; li intestate, che so, a una impresa di pompe funebri, così per dire. Ogni famiglia ha i suoi morti.
– Noi no, almeno per il momento.
– Possiamo provvedere noi. E allora che rapporto di collaborazione coordinata e continuativa abbiamo stipulato? – Il compare muto gettò una risata nella conversazione mentre il calvo proseguiva – Prendete due piccioni con una fava: acquisite una fattura utile al vostro bilancio e vi togliete dai coglioni un parente scomodo.
Una seconda, sonora risata partì dalla bocca del pingue.
– Si, ma poi le spese per il funerale quelle sono vere e le dobbiamo pagare – provò a portar dentro il suo far di conti i due esattori.
– E certo che si, ma non pagate il sicario.
Quello è omaggio. Parola d’uomo d’onore.
@RIPRODUZIONE RISERVATA
(sceneggiatura ispirata a un fatto di cronaca)
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