Asvis, Stefanini: «Ecco come migliorare il Piano di resilienza e la legge di bilancio»

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Luigi Di Fonzo
Direttore responsabile. Giornalista professionista, poeta, saggista, esperto di musica pop-rock, ama leggere e viaggiare. Due azioni complementari: spesso grazie alla lettura viaggia anche se è a letto e spesso legge mentre è in viaggio. Colleziona fumetti, in primis quelli di Andrea Pazienza e Hugo Pratt.

Tempo di lettura stimato: 4 minutiLa possibilità di migliorare il Piano nazionale di Ripresa e Resilienza #NexGenerationItalia (Pnrr) adottato dal governo Conte il 12 gennaio scorso, è l’obiettivo del dossier presentato oggi da Pierluigi Stefanini, presidente dell’Alleanza per lo Sviluppo Sostenibile (Asvis), l’associazione che dal 2016 si occupa di diffondere in Italia l’Agenda 2030. Un rapporto di 194 pagine che esamina punto per punto i provvedimenti finora approvati e la situazione dell’Italia rispetto ai 17 obiettivi dell’Agenda 2030, che l’Asvis mette a disposizione del governo Draghi. Oltre che al Pnrr, grazie al contributo degli 800 esperti delle organizzazioni aderenti l’Asvis ha esaminato anche la Legge di Bilancio 2021, comma per comma, valutandone la coerenza sempre rispetto ai 17 Obiettivi e ai 169 Target dell’Agenda.

Il presidente dell’Asvis Pierluigi Stefanini

Le criticità riscontrate da Asvis

Quali le priorità e i tempi delle riforme ora più che mai necessarie? E che fine hanno fatto le raccomandazioni del Semestre europeo 2019 e 2020? Quando l’allineamento ai nuovi target climatici europei? Tanti i nodi da sciogliere sottolineati dal Rapporto Asvis al governo italiano, rappresentato in conferenza dai ministri Roberto Cingolani (Transizione ecologica), Elena Bonetti (Pari opportunità e famiglia) e Vittorio Colao (Innovazione tecnologica e transizione digitale). A portare i suoi saluti il presidente della Camera Roberto Fico, mentre alla fine è intervenuta anche la presidente della Commissione per i problemi economici e monetari del Parlamento Europeo Irene Tinagli. Tutti, da Stefanini a Colao, hanno ringraziato per la sua opera l’ex portavoce e tra i fondatori dell’Asvis professor Enrico Giovannini, già nello staff degli esperti del governo Conte e ora ministro del governo Draghi.

Photo by Guillaume de Germain on Unsplash

Tra le altre criticità del Piano è stato puntato il dito anche contro il mancato approfondimento di obiettivi fondamentali come la giusta transizione, il piano Garanzia Giovani, l’Agenda europea delle competenze. Si sottolinea inoltre l’assenza di temi fondamentali come la perdita di biodiversità, l’adattamento ai cambiamenti climatici, la riduzione dell’inquinamento, benché il Piano, come previsto dal regolamento europeo, dovrebbe destinare almeno il 37% dei fondi alla transizione verde e per il 100% dei fondi si deve rispettare il principio di non nuocere in modo significativo all’ambiente. Manca inoltre una valutazione complessiva dei risultati attesi in termini di sostenibilità e impatto duraturo nel tempo delle scelte del Pnrr, di coesione sociale e riduzione delle disuguaglianze.

Dati negativi su diseguaglianze ed ecosistema terrestre

il Rapporto Asvis a pagina 19 contiene una tabella con l’aggiornamento degli indicatori compositi europei che descrivono il percorso dei Paesi dell’Ue rispetto al raggiungimento degli Obiettivi. Tra il 2010 e il 2019, si segnalano segni di miglioramento per dodici Obiettivi, di sensibile peggioramento per tre, mentre per il Goal 6 (acqua) la situazione appare sostanzialmente invariata. Tra il 2018 e il 2019 si segnalano miglioramenti per otto Obiettivi, una sostanziale stabilità si rileva per otto Obiettivi, mentre non si osservano peggioramenti in alcun Goal. Tra quelli che migliorano, i Goal 3 (Salute) 4 (Istruzione) 7 (Energia). Peggiorano invece, i Goal 10 (Disuguaglianze), 15 (Ecosistemi terrestri) e 17 (Cooperazione). Infine, per la prima volta, l’ASviS presenta un’analisi della distanza dell’Unione europea da 23 target quantitativi dell’Agenda 2030.

Il ministro della Transizione ecologica Roberto Cingolani

Cingolani: Recovery Fund occasione unica

«Ricordiamoci che non possiamo sbagliare le scelte che facciamo oggi, se vogliamo che i nostri giovani vedano la fine del secolo». Per questo il Recovery Fund è «un’occasione unica e va sfruttata al meglio con giusto equilibrio tra istanze diverse, un’opportunità unica verso un punto di arrivo dal quale non possiamo esimerci». Queste le parole del ministro della Transizione ecologica secondo cui le scelte di oggi devono permettere all’Italia «di essere leader nel mondo tra 10 anni. Alla presentazione del rapporto Asvis, Cingolani ha sottolineato che non basta la «transizione ecologia, ma serve anche una transizione burocratica, perché possiamo avere idee fantastiche, ma dobbiamo avere regole che poi ci permettano di realizzarle».

Bonetti: il mondo da costruire dev’essere più donna

«Non è un caso che siano state le donne le prime, straordinarie protagoniste della ricerca contro la pandemia. Solo attraverso il riconoscimento delle energie potenziali della donna nel lavoro e nella società possiamo costruire un mondo migliore». Il ministro alle Pari opportunità e alla Famiglia Elena Bonetti ha poi sottolineato i due temi chiave che riguardano il recupero dell’occupazione perduta e il tema educativo. In particolare sul secondo punto ha affrontato il problema della natività zero, e della necessità di creare le condizioni affinché la donna possa lavorare senza rinunciare al ruolo di madre. «Un esempio è quello di arrivare a coprire con il servizio di asilo nido almeno il 50% del bisogno», ha sottolineato la Bonetti. «Per questo occorre una riforma complessiva del lavoro, del welfare, dell’istruzione. Questo per invertire la rotta di un Paese che, senza natalità, non potrà raggiungere alcun obiettivo di crescita e di sostenibilità».

Colao: la “vision” è il futuro dei giovani

Il ministro all’Innovazione tecnologica e transizione digitale ha subito chiarito le cinque priorità del suo dicastero: rete banda larga per l’accesso di tutti a internet; pubblica amministrazione alleata dei cittadini, efficiente e dotata di infrastrutture moderne; sanità pubblica digitalizzata e preparata a intervenire da remoto; centri di istruzione e ricerca connessi anche con strutture private; sviluppo della cyber security. E poi la “vision” della sua missione: «Non ci sarà una vera transizione se non leghiamo la questione tecnologica a quella giovanile. Se non riusciamo a investire ora per i giovani, l’inclusione e una migliore qualità della vita che la tecnologia può permettere non potranno essere raggiunte entro il 2030».

L’Alleanza al governo: logica integrata per ogni decisione

Dopo l’intervento dell’europarlamentare Irene Tinagli, la quale ha sottolineato come il Green Deal stia di fatto affrontando i problemi della sostenibilità ambientale anche all’interno di tematiche economiche, il presidente Stefanini ha concluso la conferenza di presentazione del Rapporto Asvis con una serie di raccomandazioni. «Bisogna affrontare la legislazione futura prestando attenzione al quadro d’insieme delle norme, alle priorità strategiche di medio-lungo termine, operando in una logica integrata. «L’efficacia dei singoli provvedimenti inoltre dipenderà dalla rapidità di esecuzione e dal contenuto dei decreti attuativi, su cui Asvis raccomanda il massimo impegno. L’Alleanza», conclude il documento «come di consueto, seguirà da vicino l’evoluzione della legislazione, con una valutazione aggiornata in occasione del Rapporto annuale».

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