Approvato il decreto che riapre l’Italia in anticipo: da mercoledì coprifuoco alle 23, dal 21 giugno l’abolizione

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Luigi Di Fonzo
Direttore responsabile. Giornalista professionista, poeta, saggista, esperto di musica pop-rock, ama leggere e viaggiare. Due azioni complementari: spesso grazie alla lettura viaggia anche se è a letto e spesso legge mentre è in viaggio. Colleziona fumetti, in primis quelli di Andrea Pazienza e Hugo Pratt.

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Foto di Pexels da Pixabay

Coprifuoco già da mercoledì prossimo posticipato alle ore 23; da lunedì 7 giugno si potrà girare fino a mezzanotte e dal 21 giugno il coprifuoco verrà abolito completamente. Dal 1° giugno bar e ristoranti potranno riaprire a pranzo e a cena anche al chiuso, e anche oltre le ore 18, fino all’orario previsto dal coprifuoco vigente. Queste le novità più importanti presenti nel Decreto Riaperture approvato dal consiglio dei ministri riunito alle 19,10 di questa sera, dopo che il premier Draghi aveva presentato le sue proposte alla cabina di regia per l’emergenza Covid.

Da giugno tornano le zone bianche

Su proposta del presidente Mario Draghi e del ministro alla Salute Roberto Speranza, il consiglio dei ministri ha questa sera approvato un decreto legge che si basa sull’andamento della curva epidemiologica e dello stato di attuazione del piano vaccinale. Anche ieri il crollo dei contagi e l’alto numero delle persone guarite ha spinto il governo a ripensare anche la mappa dei colori, con tre regioni pronte dal 1° giugno ad entrare in zona bianca (Friuli Venezia Giulia, Molise e Sardegna) e con tutte le altre regioni in giallo. Dal 7 giugno altre tre regioni potrebbero diventare bianche: Abruzzo, Veneto e Liguria. il testo approvato stasera modifica i parametri di ingresso nelle “zone colorate”, secondo criteri proposti dal Ministero della Salute, «in modo che assumano principale rilievo l’incidenza dei contagi rispetto alla popolazione complessiva, nonché il tasso di occupazione dei posti letto in area medica e in terapia intensiva».

Il premier Draghi agli stati generali di natalità (governo.it)

Le altre modifiche: dal 15 giugno via libera ai matrimoni

Dal 22 maggio, tutti gli esercizi presenti nei mercati, centri commerciali, gallerie e parchi commerciali potranno restare aperti anche nei giorni festivi e prefestivi. Sempre dal 22 maggio, sarà possibile riaprire gli impianti di risalita in montagna, nel rispetto delle linee guida di settore. Anticipata al 24 maggio la riapertura delle palestre, inizialmente prevista dal 1° giugno.

Dal 1° giugno all’aperto e dal 1° luglio al chiuso, sarà consentita la presenza di pubblico, nei limiti già previsti (25 per cento della capienza massima, con il limite di 1.000 persone all’aperto e 500 al chiuso), per tutte le competizioni o eventi sportivi, non solo a quelli di interesse nazionale. Boccata di ossigeno per l’industria del wedding: dal 15 giugno saranno possibili, anche al chiuso, le feste e i ricevimenti successivi a cerimonie civili o religiose, tramite uso della “certificazione verde”. Restano sospese le attività in sale da ballo, discoteche e simili, all’aperto o al chiuso. Dal 1° luglio potranno riaprire le piscine al chiuso, i centri natatori e i centri benessere, mentre l’apertura di parchi tematici e di divertimento è stata anticipata al 15 giugno. Sempre dal 1° luglio saranno di nuovo possibile le attività di centri culturali, centri sociali e centri ricreativi, così come potranno riaprire sale giochi, sale scommesse e sale bingo.

Mascherine, distanziamento e vaccinazione

Anche nelle zone bianche resteranno in vigore le disposizioni che riguardano l’uso delle mascherine e del distanziamento di almeno un metro tra le persone, al chiuso o all’aperto. Nel report sulle vaccinazioni aggiornato alle ore 22.40, il sito del governo rende noto che sono 27.765.047 le prime dosi di vaccino effettuate, con quasi 8.800.000 persone che hanno ricevuto anche la seconda dose, ovvero il 14,8% della popolazione. Sono 2.571 attualmente i punti di distribuzione dei vaccini presenti in Italia, che grazie a farmacie e ad aziende presto arriveranno a 3.000. L’arrivo dell’estate, insieme all’aumento del numero dei vaccinati e al calo dei contagi e dei ricoveri, ha dato ragione a quel «rischio calcolato» che a tanti, solo poche settimane fa, sembrava quasi un azzardo.

 

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