Buoni maestri influencer del cambiamento. Il ministro con Fridays for future: perché ci crede o per paura?

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I maestri sono i veri influencer del cambiamento.
Non gli YouTuber o gli Instagrammer, che comunque potrebbero dare un contributo forte per aiutare le giovani generazioni a lottare per il loro futuro.
Sono gli insegnanti, che ogni giorno si svegliano al mattino consapevoli di poter fare molto per i loro alunni. E non solo per seguire un programma dettato dal Ministero e arrivare a fine anno scolastico. Ma per formare gli adulti del futuro.

Gli insegnanti di Teachers for future sono artefici di questo e di molto altro. E oggi hanno anche il placet del Ministro dell’Istruzione. La domanda sorge legittima: il suo appoggio è disinteressato o c’è qualcosa dietro, come la paura del dissenso?

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Chi sono i Teachers for Future.

Teachers for future Italia è un gruppo di Fridays for Future Italia, movimento nato dai venerdì di sciopero per il clima di Greta Thunberg presente anche in Italia da molti mesi, che raggruppa gli insegnanti di ogni ordine e grado che ogni giorno a scuola parlano di cambiamenti climatici, ecologia, comportamenti green. E scendono in piazza tutti i venerdì accanto ai loro studenti. Difendendoli e aiutandoli.

Il gruppo, molto attivo sui social e tra i banchi di scuola, oltre che in piazza con eventi, incontri, dibattiti, include insegnanti, educatori, dirigenti scolastici, professori, ricercatori e rettori che hanno deciso di aderire al manifesto degli Insegnanti per il futuro.
Su Facebook il gruppo è un utile strumento per potersi confrontare, per scambiarsi idee, per promuovere iniziative, per creare dibattito: ogni punto di vista è fondamentale per arricchirsi. E magari per individuare nuove modalità per parlare con i ragazzi di un tema così fondamentale come il loro futuro.

Il manifesto dei Teachers for future.

Il manifesto dei Teachers for future si articola in diversi punti, in cui i docenti si schierano per il futuro del pianeta e delineano le azioni del movimento.

Terzo sciopero globale per il clima: le parole del ministro Fioramonti.

Gli insegnanti per il futuro erano accanto ai loro studenti scesi in piazza nei primi due scioperi globali per il clima, il 15 marzo e il 24 maggio 2019. E saranno al loro fianco anche venerdì 27 settembre, per il terzo Global Strike. Da una settimana che il movimento Fridays for future è impegnato nella Climate Action Week, 7 giorni di azioni e interventi iniziati nel giorno del Summit dei Giovani per il clima, al quale ha partecipato anche Federica Gasbarro, e che culmineranno nel prossimo grande sciopero. Al quale sono invitati tutti quanti.
E se finora ogni insegnante impegnato ha dovuto scontrarsi con la burocrazia e con dirigenti non sempre disponibili ad accogliere le loro richieste per poter portare i ragazzi in piazza o partecipare in prima persona in orario scolastico, questa volta qualcosa sta cambiando. Il neo ministro per l’istruzione Lorenzo Fioramonti ha diramato una circolare a tutte le scuole italiane, per consentire agli studenti di partecipare al terzo Global Strike for Future sui cambiamenti climatici, nelle diverse manifestazioni organizzate indipendentemente dai comitati locali, città per città, su tutto il territorio nazionale.
Il ministro chiede alle scuole di fare in modo che l’assenza dei ragazzi per partecipare all’evento non incida sul numero massimo delle assenze consentite ogni anno scolastico “stante il valore civico che la partecipazione riveste“.

Una mossa inattesa del Ministero.

Una notizia bellissima, che tutti, docenti e studenti, aspettavano. Ma che di fatto presenta molti limiti. Viene rimandata alle singole scuole la decisione se accettare o meno il consiglio del Ministero. La circolare è arrivata in tutti gli istituti, ma non sempre i dirigenti scolastici hanno scelto di accoglierne il suggerimento.
E gli insegnanti? Sarà garantito anche a loro il diritto di sciopero? O dovranno chiedere ferie e permessi, come hanno già dovuto fare in passato? Si dovrebbe considerare ogni attività di questo tipo rientrante all’interno di un programma di sviluppo e crescita dei nostri ragazzi. Anche nell’ottica della tanto sbandierata educazione civica che sarebbe dovuta tornare a scuola.

Cartello Fridays for future

Photo by Markus Spiske on Unsplash

Chi ha paura del movimento degli studenti?

Il via libera del Ministero è arrivato così inatteso che il coordinamento di Teachers for future si è posto una domanda, che condividiamo per riflettere. Accogliendo le parole del ministro e sottolineando come le mobilitazioni per il clima possono contribuire a un “cambiamento rapido dei modelli economico-sociali imperanti”, il gruppo chiede che allora si cancellino errori e abomini della scuola italiana: la scuola azienda, l’alternanza scuola-lavoro, le Invalsi, la Legge 107 “buona scuola”… Solo così si potrà avere un modello di scuola che è quello che gioca un ruolo fondamentale come “avanguardia nella transizione ecologica della nostra società. La riconversione ecologica consta di un lavoro collettivo nei metodi e negli scopi, aperto e critico, comune e intergenerazionale“.

Gli insegnanti per il futuro italiani sperano che sia questo il progetto che ha in mente il ministro. Altrimenti si potrebbe pensare maliziosamente che l’appoggio agli studenti nasconda altro, di tremendamente più subdolo. Che sia, cioè, “un tentativo di neutralizzare il dissenso e cooptare un movimento che inizia a far paura“.

Questo è tutto sbagliato. Io non dovrei essere qui. Dovrei tornare a scuola dall’altra parte dell’oceano.
Eppure venite tutti da noi giovani a cercare speranza. Come osate? Avete rubato i miei sogni e la mia infanzia con le vostre parole vuote. (…)
Ci state deludendo. Ma i giovani stanno iniziando a capire il vostro tradimento.
Gli occhi di tutte le generazioni future sono su di voi. E se scegliete di fallire noi non vi perdoneremo mai. (…)
Il mondo si sta svegliando e il cambiamento sta arrivando, che vi piaccia o no.
Greta Thunberg, Summit per il clima dell’Onu

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Patrizia Chimera

Giornalista pubblicista di attualità e lifestyle. Spirito zen, curiosità innata, ama sempre mettere tutto in discussione


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