Cosa hanno questi svedesi di così diverso da noi

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Cos’hanno questi svedesi, Ikea a parte?

Greta e i Fridays For Future.

Greta Thunberg ormai la conosciamo tutti: attivista 16enne promotrice del movimento Fridays For Future, che, per tenacia personale o perché guidata da interessi economici o politici, ha fatto tornare di moda i temi ambientali e ha rispolverato la patina grigiastra di verdi e scienziati, con grande coinvolgimento e interazione di pubblico. Dentro e fuori i social.

Il plogging.

Erik Ahlstrom  è quello che nel 2016 ha dato il via al movimento del plogging, la pratica sportiva per cui mentre corri, raccogli i rifiuti. Facendo bene all’ambiente e consumando più calorie del jogging, grazie a start & stop, squat e piegamenti.
Erik, dopo essersi trasferito a Stoccolma da una piccola comunità sciistica nel nord della Svezia, si sentì frustrato dalla quantità di rifiuti che vedeva mentre andava al lavoro in bicicletta. E così iniziò a raccogliere. Il primo giorno da solo. Poi in due. Successivamente insieme a tante altre persone, infine la mobilitazione che lo ha imitato nel mondo.

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La sostenibilità della Svezia.

La Svezia è il paese dove, quando nasce un’azienda o un prodotto, come prima cosa ci si domanda: “Come possiamo essere sostenibili?”.
È la patria di Nature’s Best, il primo marchio ecologico europeo che garantisce la qualità di proposte e attività organizzate da tour operator eco certificati.
Un paese in cui la natura la fa da padrona e tutti, turisti compresi, possono goderne con delle escursioni immersive, a patto di adottare un comportamento responsabile.
È la terra in cui l’apicultura si fa in città, con l’urban farming si coltiva nei centri urbani e nel contempo si riconquistano spazi abbandonati, la raccolta differenziata è un vanto per i cittadini. È la nazione in cui ci si è prefissati di essere la prima al mondo senza combustibili fossili. Traguardo da raggiungere già nel 2020, che aveva annunciato già nel 2015, una delle prime a farlo sullo scenario internazionale.

In Europa la Svezia è il paese con l’impegno maggiore rispetto ai target previsti dall’Ue, che al 2020 chiede il 20% di rinnovabili e di efficienza energetica sul consumo finale di energia, con l’obiettivo di rispettare l’Accordo di Parigi sui cambiamenti climatici.
Grazie alle turbine eoliche già costruite e agli investimenti previsti per tutto il resto dell’anno, la Svezia ha raggiunto nel 2018 (con ben 12 anni di anticipo) gli obiettivi di sviluppo delle rinnovabili previsti per il 2030.
Ha fissato al 50% il consumo finale di energia i target di efficienza energetica al 2030 e al 100% gli obiettivi di produzione rinnovabile entro il 2040. Ed emissioni zero entro il 2045:Compensiamo i passi indietro di Donald Trump”.

Photo by Gonz DDL on Unsplash

Solo nel 2017 sono stati installati 167 GW di nuova capacità rinnovabile.
Una potenza sufficiente per alimentare un paese delle dimensioni del Brasile. Risultati sorprendenti.
L’italia, che nel settore delle rinnovabili non se la passa male rispetto al resto d’Europa, nel 2017 contava su 2,2 GW di capacità e nel 2018 +864 MW, 28% in più rispetto al 2017.

Ma Greta sullo stato sostenibile del suo paese non è d’accordo.

Sweden is not a role model. The people of Sweden yearly emits 11 tonnes of CO2 per capita. We’re on eighth place in the world according to WWF.
We’re the ones who need help.

La Svezia non è un modello. Il popolo svedese emette annualmente 11 tonnellate di CO2 pro capite. Siamo all’ottavo posto nel mondo secondo il WWF.
Siamo quelli che hanno bisogno di aiuto.
(Greta Thunberg)

Photo by Ruslan Bardash on Unsplash

La strategia di sostenibilità dell’Ikea.

Per chiudere il cerchio, visto che di economia circolare si parla, torniamo all’Ikea che, da brand attento a come essere sostenibile, vuole fare la sua parte, per avere un impatto positivo su clima e società.
People & Planet Positive” è la strategia di sostenibilità che nel 2017 ha fatto arrivare la raccolta differenziata nei negozi all’88%, con un guadagno per l’azienda di 274.749 euro.
Al 100% la percentuale di energia elettrica proveniente da fonti rinnovabili e quella di cotone proveniente da fonti più sostenibili. Dalle stesse fonti anche il legno, per il 73%.
E poi colonnine elettriche, cibo bio e sponsorizzazione a progetti sociali, solidarietà per le comunità colpite dal terremoto e diversity nei team di lavoro, con etnie diverse, rifugiati, quasi una percentuale di parità fra i dipendenti di sesso maschile e femminile (la percentuale è vinta dalle donne), prodotti realizzati da materiali rinnovabili e filosofia dell’economia circolare e accessibilità dei prodotti come vision.

La sostenibilità non è solo una questione ambientale.

Ma riguarda l’economia, l’ambiente, la società, le istituzioni.  Le imprese  possono contribuire rendicontando le proprie performance non finanziarie, attraverso il bilancio di sostenibilità, che consente di valutare l’impatto ambientale, il mondo in cui l’azienda tratta fornitori e dipendenti. Aumentando il grado di trasparenza dell’economia si avrà valore condiviso e si accrescerà la redditività di lungo periodo della stessa azienda.

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Redazione i404

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