Siamo destinati ad estinguerci come i dinosauri?

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69,95 milioni di anni fa la più grande estinzione sulla Terra ha cambiato letteralmente il volto del pianeta. L'estinzione di massa del Cretaceo ha ridotto drasticamente il numero di specie viventi. Una scomparsa del 75% di specie animali e vegetali. Tra questi i dinosauri. I più grandi predatori della terra. Le cause non sono ancora note. Asteroide, eruzione di vulcani, surriscaldamento della Terra che ha portato gli animali a non trovare più cibo. Chi non è stato in grado di adattarsi è morto.

Da allora non c'è più stata nessuna estinzione di massa. Abbiamo perso molte specie animali e vegetali. Ma non come è accaduto per i dinosauri. Se non stiamo attenti, però, a breve ci sarà un altro evento catastrofico del genere. E a estinguersi saremo anche noi. Gli esseri umani.

donna dorme di fianco allo scheletro di un dinosauro

Photo by HLS 44 on Unsplash

Le grandi estinzioni della storia.

Cinque grandi estinzioni di esseri viventi hanno caratterizzato la storia della Terra. La transizione biotica, altrimenti nota come estinzione di massa, è un periodo breve in cui l'ecosistema terrestre affronta un momento difficile, che comporta la scomparsa di un numero importante di specie viventi. Con altri che, invece, sopravvivono e diventano dominanti. Si ha un'estinzione di massa quando si assiste a un picco del tasso di estinzione, che normalmente è di 2-5 famiglie in ogni milione di anni.
Le big five, le cinque grandi estinzioni di massa conosciute fino a oggi, sono iniziate 450 milioni di anni fa, per poi ripetersi 375 milioni di anni fa, 250 milioni di anni fa, 200 milioni di anni fa e 65 milioni di anni fa. L'ultima ha fatto sparire dalla faccia della terra i dinosauri.

Piccole estinzioni si verificano con maggiore frequenza.

E anche oggi assistiamo alla scomparsa di specie che, se non adeguatamente tutelate, semplicemente smettono di esistere. Mentre i grandi eventi, spesso causati da diversi fattori che, insieme, hanno portato all'estinzione di specie che fino ad allora erano dominanti sono considerati solo cinque. Almeno fino a oggi. Quando si è tornati a parlare con insistenza della sesta grande estinzione di massa

cartello giallo con scritta End, fine

Photo by Matt Botsford on Unsplash

L'estinzione di massa.

Uno scenario forse apocalittico. Degno di un genere di film che andava molto di moda negli anni Duemila. Ma gli esperti mettono in guardia dagli effetti del cambiamento climatico. Se è fissato nel 2020 il punto di non ritorno per cercare di porre rimedio alla situazione o almeno arginare il fenomeno, c'è chi sottolinea che un milione di specie viventi rischia di sparire nei prossimi decenni. Ed anche l'umanità, se non provvederà a cambiare rotta, è destinata a scomparire con loro.

Le colpe dell'essere umano e quello che rischiamo.

Rispetto alle estinzioni precedenti, questa volta la colpa principale è nostra. E di quello sfruttamento dell'uomo che ha già modificato tre quarti degli ambienti terrestri e due terzi di quelli marini. 
Ma se da una parte siamo la causa, i carnefici, dall'altra siamo anche le vittime.

Recenti studi hanno parlato di storia che si ripete.
Abbiamo ancora 140 anni. Poi, secondo quanto riportato dagli esperti nella ricerca pubblicata su Geophysical Research Letters, la razza umana si estinguerà. I ricercatori hanno confrontato le condizioni di vita nel periodo Paleocene-Eocene Thermal Maximum (PETM) con quelle di oggi. All'epoca dell'estinzione dei dinosauri i livelli di anidride carbonica erano più alti, così come le temperature, aumentate di 9-14 gradi. Animali marini e terrestri sono morti per le conseguenze di quello che, di fatto, è stato un grande surriscaldamento del globo.
La Terra ci ha impiegato 150mila anni per ritornare a ospitare una vita degna di questo nome.

Oggi la situazione è molto simile all'epoca. Le emissioni di anidride carbonica stanno aumentando con una velocità di 10 volte superiore al PETM. Ed è colpa nostra. E delle emissioni di CO2 che non sembrano arrestarsi o arretrare. O che non vogliamo fermare. Tra 140 anni l'atmosfera terrestre sarà come all'inizio di quel periodo. Tra 259 anni raggiungerà il picco massimo. Ovvero l'estinzione di massa.
Inquinamento con fumo che esce da una ciminiera

Photo by koushik das on Unsplash

Anche Stephen Hawking parlava di estinzione dell'uomo. E di una nuova razza umana.

Nel suo libro "Le mie risposte alle grandi domande", pubblicato 7 mesi dopo la scomparsa del famoso astrofisico britannico, si parla di una nuova razza umana, una versione migliorata che andrà a sostituire gli esseri umani "non migliorati", che non saranno più in grado di competere con questi nuovi uomini, che saranno più intelligenti, dei veri e proprio superumani in grado di diventare migliori anche grazie ai progressi dell'ingegneria genetica.

Una volta che questi 'superumani' appariranno ci saranno problemi politici significativi con gli esseri umani non migliorati, che non saranno in gradi di competere con loro. Presumibilmente si estingueranno, o perderanno importanza. Invece ci sarà una razza di esseri che si auto-progettano e che migliorano se stessi a una velocità crescente. Se la razza umana riesce a ri-crearsi, probabilmente si espanderà e colonizzerà altri Paesi e stelle.
Stephen Hawking

Ma non solo. Lo scienziato parla anche di un grande evento disastroso, che potrebbe verificarsi nei prossimi 1.000 o 10mila anni. Che potrebbe mettere a rischio la vita umana sulla Terra. E se l'uomo non avrà trovato una nuova casa prima di quella data, la fine sarà inevitabile.

Cambiamenti climatici. Ma anche esplosione demografica e consumi fuori controllo fra le cause di estinzione.

Già nel 2010 c'era chi sosteneva che entro un secolo gli esseri umani si sarebbero estinti, insieme a molte altre specie animali. Il biologo Frank Fenner, in questo caso, dava la colpa all'esplosione demografica e ai consumi che diventeranno fuori controllo. Oltre che ai cambiamenti climatici.

Tante cause, tanti fattori di rischio, per un'unica certezza su cui gli scienziati sembrano non avere dubbi. Se verrà raggiunto il punto di non ritorno, i prossimi dinosauri potremmo essere noi. La bomba climatica sta per scoppiare. Saremo noi esseri umani a innescare quella miccia. Ma abbiamo ancora un po' di tempo per tagliare il filo giusto e correre ai ripari. Ed evolverci, magari.

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Patrizia Chimera
Patrizia Chimera

Giornalista pubblicista di attualità e lifestyle. Spirito zen, curiosità innata, ama sempre mettere tutto in discussione


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