Dalle api si produce plastica ecologica. Non solo per questo dobbiamo salvarle

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Se l'ape scomparisse dalla faccia della terra, all'uomo non resterebbero che quattro anni vita.

Questa frase, che è stata attribuita ad Albert Einstein, anche se non abbiamo prove che sia stata realmente pronunciata dall'illustre scienziato, dovrebbe allarmarci. Farci correre ai ripari. Perché dal destino delle api dipende quello dell'umanità intera.

E invece? Invece le api continuano a essere sempre meno. Non sono ancora una razza in via di estinzione, ma poco ci manca.
Ma è proprio vero che la scomparsa delle api porterebbe alla cessazione dell'umanità sulla Terra?

Cartello pericolo api

Photo by Hubert Mousseigne on Unsplash

Salviamo le api: cosa succederebbe se sparissero.

Perché le api sono importanti?

Perché fanno il miele. Una risposta un po' troppo semplicistica. In realtà questo insetto è molto più fondamentale per il pianeta. E per l'essere umano.
Le api sono animali da produzione. Come le mucche, le galline. Sono il terzo animale da reddito più importante. Dopo bovini e suini. Prima dei polli.

A cosa servono le api?

Oltre che a produrre miele, consentono all'ecosistema di funzionare alla perfezione. Ti dice niente la parola impollinazione? Le api, attratte dal profumo dei fiori, volano al loro interno, riempiendosi di polline. Che poi andranno a depositare su un altro fiore, dal quale traggono altro nutrimento. In questo modo permettono la fecondazione delle piante e la produzione di semi che genereranno nuovi fiori.
Se le api non facessero tutto questo, non avremmo frutta da mangiare. Ti immagini un mondo senza frutta? E anche senza alcuni tipi di verdura. Oltre che di miele.
Le api poi forniscono anche cibo ad alcuni uccelli. Sterminate loro, anche queste specie di volatili sarebbero a rischio.

L'estinzione delle api avrebbe conseguenze notevoli: la stessa alimentazione umana sarebbe messa a dura prova.
Anche le piante che rappresentano un terzo della produzione globale di cibo si possono riprodurre grazie al duro lavoro di questo piccolo insetto.
Solo in Europa 4mila colture esistono grazie alle api.

Ma non finisce qui. Perché a scarseggiare sarebbe anche il foraggio per gli animali. Quindi anche gli allevamenti sarebbero a rischio. Il report dell'Intergovernmental Science-Policy Platform on Biodiversity and Ecosystem Services del 2016,  dal titolo "Il nostro cibo dipende dagli insetti impollinatori che sono sotto minaccia", parla chiaro. Gli insetti impollinatori selvatici (che sulla terra sono rappresentati da più di 20mila specie diverse) permettono al 90% dei fiori selvatici di riprodursi. E il 75% della produzione alimentare dipende da loro. Il 16%, però, è a rischio estinzione. Con api e farfalle che rischiano di più.

A rischio anche l'industria del caffè, dell'abbigliamento, dei biocarburanti (l'olio di colza esiste grazie all'impollinazione delle api). L'economia mondiale ne risentirebbe. Si stimano perdite a suon di milioni di dollari.

Se scomparissero le api il problema potrebbe essere davvero serio.

Perché le api muoiono.

L'esistenza delle api è messa a dura prova dall'uomo stesso. Roviniamo il loro habitat, usiamo agrofarmaci per difendere le piante da malattie e insetti. In particolare sono i pesticidi usati in agricoltura a causare i danni maggiori. Le polveri sottili depositate nei campi e che aleggiano nell'aria possono danneggiare questi insetti.
Ma c'è anche chi punta il dito sull'alimentazione delle api. Gli apicoltori userebbero sciroppi che, per un meccanismo ancora sconosciuto, renderebbero più debole il loro sistema immunitario. Con la conseguenza che gli insetti sarebbero più soggetti ad ammalarsi. E morire.
Ma anche gli effetti dei cambiamenti climatici mettono a rischio la loro sopravvivenza.

In alcune zone della Cina le api sono già scomparse. Del tutto.
In Canada il 58,6% delle colonie di api è scomparso nel 2014.
Negli USA la mortalità si attesta intorno al 60-70%. In Europa è del 50%. Con le regioni meridionali che registrano un tasso più basso rispetto alle regioni del nord.
Dal 2008 le api sono state inserite nella lista delle specie a rischio di estinzione.

Ti bastano come dati per capire che bisogna correre ai ripari e farlo il più presto possibile? C'è chi però smorza un po' i toni. Non creando inutile allarmismo. Se è vero che le colonie di api diminuiscono, è anche vero che gli impollinatori sono davvero molti.

La rivista statunitense Vice ha pubblicato un articolo in cui si parla proprio di questo. Ed anche la rivista Forbes sottolinea lo stesso concetto, dicendo che la fine delle api non equivale per forza alla fine dell'umanità. Gli impollinatori, infatti, non sono solo le api. Ce ne sono anche molti altri. E alcune piante, anche commestibili, non hanno nemmeno bisogno di loro per riprodursi. Mais, patate e carote sopravviverebbero, anche le verdure a foglia. Certo, molti alimenti sarebbero a rischio. Cambierebbero le nostre abitudini di consumo e alimentari. Ma secondo alcuni non da creare così tanti allarmismi.

C'è anche da dire che ogni volta che una specie si estingue, i rischi per l'intero ecosistema di cui anche noi facciamo parte sono notevoli. Il medesimo sistema potrebbe essere portato avanti da una specie simile, ma la sua flessibilità sarebbe compromessa, così come anche la stessa rete alimentare, con una riduzione dei nutrienti.

La scomparsa di una specie potrebbe avere ripercussioni anche su altre varietà. Con un effetto a catena del quale non vogliamo nemmeno immaginare le conseguenze su larga scala.

Sciame di api

Photo by Damien TUPINIER on Unsplash

Salvare le api per salvare l'umanità.

Le api vanno preservate. Ne è consapevole anche l'Onu, che ha stabilito nel 2018 che il 20 maggio di ogni anno dobbiamo celebrare la Giornata mondiale delle api, accogliendo la proposta della Slovenia che ha ribadito quanto questi insetti svolgano un ruolo fondamentale nella nostra vita.
Il mondo senza api potrebbero non essere quello che amiamo e conosciamo.
Non sappiamo se quella frase l'abbia davvero detta Einstein. Probabilmente no. E probabilmente anche la stima della fine dell'umanità quattro anni dopo la scomparsa delle api non è confermata. Senza dubbio, però, le api sono importanti per la nostra stessa vita. E per rendere la terra un luogo più sostenibile in cui vivere.

Lo sapevi, infatti, che a Castelfranco Veneto producono una plastica ecologica 100% naturale composta da fibra di cotone olio di jojoba e cera d'api? Naturale, non inquina e può essere riutilizzata.

In Baviera i Verdi chiedono di mettere al bando i pesticidi e convertire in colture biologiche entro il 2025 almeno per il 20% delle terre agricole.
Greenpeace ha lanciato la campagna Save the Bees. Chiedendo anche che le prossime primarie prevedano programmi in cui si includono tematiche legate al cambiamento climatico.
In Inghilterra, in 22 parchi a nord di Londra, verranno piantati milioni di fiori selvatici per quella è stata ribattezzata come l'autostrada delle api e degli insetti.
E in Italia? La Legge di Bilancio 2019 prevede uno stanziamento di un milione di euro nel 2019 e nel 2020 per progetti nel settore apistico, al fine di sostenere "produzioni e allevamenti di particolare rilievo ambientale, economico, sociale e occupazionale".

E nel nostro piccolo, oltre chiedere politiche volte a preservare le specie che permettono alla natura di svolgere il loro compito, cosa possiamo fare per salvare le api?
Ricreare anche nelle zone urbane habitat per permettere agli insetti di vivere. Preservando così la biodiversità. Perché tutti gli insetti sono utili. A Notre Dame lo hanno fatto sul tetto della Cattedrale. E con l'incendio che ha devastato l'edificio storico per fortuna le api si sono salvate!
Coltivare il proprio orto senza usare prodotti chimici e pesticidi. E piantando fiori che possano attirare le api.
Fare acquisti consapevoli, con prodotti derivanti da agricoltura sostenibile.

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Patrizia Chimera
Patrizia Chimera

Giornalista pubblicista di attualità e lifestyle. Spirito zen, curiosità innata, ama sempre mettere tutto in discussione


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