Riscaldamento climatico in Europa: nel 60% dei Comuni aumento di temperature di 1-2 °C

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Patrizia Chimera
Giornalista pubblicista di attualità e lifestyle. Spirito zen, curiosità innata, ama sempre mettere tutto in discussione

Tempo di lettura stimato: 2 minuti

riscaldamento climatico in Europa
Photo by Henri Lajarrige Lombard on Unsplash

Cosa sappiamo del riscaldamento climatico in Europa?
Nel vecchio continente negli ultimi decenni le temperature sono leggermente salite in diversi Comuni. Come del resto sta avvenendo in tutto il mondo.
Una mappa interattiva permette di scoprire a livello locale quanto i cambiamenti climatici stanno modificando il nostro pianeta.

Riscaldamento climatico in Europa, cosa sappiamo

La mappa interattiva dell’European Data Journalism Network svela l’aumento di temperature che si è verificato dal 1960 al 2018 in 100.000 Comuni di 35 Paesi europei.
La tendenza è chiara, anche il vecchio continente sta diventando più caldo. Nel periodo preso in esame, infatti, il 60% dei Comuni ha assistito a un incremento di 1-2° C in media. In un terzo, invece, la modifica è stata decisamente superiore, con temperature più calde anche di 4 gradi. Queste sono le zone che hanno maggiormente sofferto per la crisi climatica. E continuano a pagarne le conseguenze.
Le zone più critiche si riferiscono di solito alle grandi città europee: Londra, Liverpool, Roma, Monaco di Baviera, Bruxelles, Budapest o Riga. La capitale della Lettonia ha assistito a un aumento della temperatura media annuale di più di 4°, passando da 3,2 °C a 7,7 °C.

mappa Europa
Photo by USGS on Unsplash

Tra le altre zone europee dove sono stati registrati aumenti degni di nota, possiamo ricordare alcune città di montagna della Norvegia centrale o delle Alpi tra Italia e Svizzera.
A Folldal, piccolo Comune norvegese, l’incremento è stato di 5,1° C, mentre nel Canton Ticino e in Provincia di Sondrio di più di 4 °C.

Le cause dell’aumento delle temperature

I fattori che hanno portato a un aumento di temperature soprattutto nei centri urbani sono diversi. Aumento del traffico di auto e aerei, espansione delle città, riduzione degli spazi verdi sono i motivi principali.

Europa
Photo by Jakob Braun on Unsplash

Sicuramente le attività umane hanno avuto una grande influenza sul cambiamento di clima. E non sempre nei pressi delle zone dove il nostro impatto è stato maggiore.
Come ben spiegato da Lorenzo Ferrari, la geografia fisica gioca un ruolo fondamentale, perché tramite venti, correnti marine, la presenza di coste o catene montuose gli effetti del climate change possono essere diversi da zona a zona.

L’impegno dell’Europa per cercare di superare la crisi climatica

Ad aprile 2021 i negoziatori del Consiglio e del Parlamento europeo sono giunti a un accordo politico provvisorio per l’introduzione nella legislazione dell’obiettivo di neutralità climatica dell’UE per il 2050 e dell’obiettivo collettivo di ridurre le emissioni di gas serra del 55% almeno entro il 2030, rispetto ai livelli registrati nel 1990.
L’accordo provvisorio deve essere approvato dal Consiglio e dal Parlamento, mentre a maggio 2021 gli ambasciatori presso l’UE hanno dato l’ok al testo di compromesso.
Nell’accordo si legge che verrà data priorità “alle riduzioni delle emissioni rispetto agli assorbimenti per quanto riguarda l’obiettivo per il 2030” e verrà istituito anche un comitato consultivo scientifico europeo sui cambiamenti climatici per fornire consulenza scientifica. Sarà anche fissato un obiettivo intermedio da raggiungere entro il 2040.

João Pedro Matos Fernandes, ministro portoghese dell’Ambiente e dell’azione per il clima, si dice molto soddisfatto di quanto discusso, perché «la legge europea sul clima è la “legge delle leggi” che fissa il quadro della legislazione dell’UE in materia di clima per i prossimi 30 anni. L’UE è fortemente impegnata a conseguire la neutralità climatica entro il 2050 e oggi possiamo essere fieri di aver fissato un obiettivo climatico ambizioso che può ottenere il sostegno di tutti. Con questo accordo inviamo un segnale forte al mondo, proprio a ridosso del vertice dei leader sul clima del 22 aprile, e spianiamo la strada alla Commissione per proporre il suo pacchetto per il clima “Fit for 55” a giugno».

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