Che fine fa la nostra plastica? L’Italia sta invadendo la Malesia

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La Malesia è invasa dalla plastica. La nostra. Quella che illegalmente l’Italia spedisce nello splendido paese del Sudest asiatico.
Greenpeace Italia denuncia la presenza di rifiuti plastici provenienti dall’estero. Anche dall’Italia.
1.300 tonnellate di rifiuti in plastica sono state spedite dal nostro paese ad aziende malesi. Illegalmente, ovviamente.

Plastica Malesia

Photo by Dustan Woodhouse on Unsplash

Dove finisce la nostra plastica?

Facciamo la raccolta differenziata. Un piccolo gesto in un mare di grandi azioni che ognuno di noi, dal semplice cittadino alla più grande azienda, passando per autorità locali e nazionali, possiamo fare per salvare il pianeta. Salvarlo da noi stessi e dall’insana tendenza dell’essere umano all’autodistruzione.
Dividiamo con cura tutti gli imballaggi di plastica. Per gettarli nel contenitore giusto. Sperando di fare la differenza. E aiutare il sistema a proteggere l’unica casa comune che abbiamo.
Ma ci siamo mai fermati a chiederci che fine fa la plastica che gettiamo via?

Abbiamo parlato recentemente del terribile fenomeno delle isole di plastica. Isole che si formano temporaneamente nei mari di tutto il mondo, anche in Italia, e che sono piene di rifiuti plastici. Un fenomeno che mette a rischio la sopravvivenza della fauna marina e che di fatto inquina anche il nostro cibo.
Oggi, grazie all’inchiesta di un’associazione ambientalista italiana, dobbiamo parlare di un fenomeno ancora più preoccupante. Il traffico illegale di plastica. Che anche dal nostro paese parte per andare a inquinare splendide zone del nostro pianeta. Deturpandole, violentandole, causando danni immani e ingenti alla salute dell’ambiente. Nella più totale indifferenza.

Rifiuti di plastica

Photo by Jasmin Sessler on Unsplash

L’esportazione di plastica dall’Italia.

Nel 2019 Greenpeace Italia aveva reso noti i dati delle esportazioni degli scarti di materie plastiche. Dopo che alcuni paesi orientali si erano rifiutati di accettare ancora la nostra immondizia.

I dati Eurostat svelano che l’Austria è il primo paese che importa i nostri rifiuti di materie plastiche, seguito da Germania, Spagna, Slovenia, Malesia, Romania, Ungheria, Francia, Turchia, Cina, Vietnam, Yemen, USA, Svizzera, Thailandia. Siamo all’11esimo posto tra gli esportatori maggiori di plastica al mondo. Nel 2018 erano 197mila tonnellate. Il giro d’affari è da 58,9 milioni di euro.
Con il blocco imposto, ad esempio, dalla Cina, l’Italia rischia di essere sommersa dai propri rifiuti.
Ed ecco che l’Italia cerca nuovi partner in questo traffico. Vietnam e Malesia sono oggi tra i principali interlocutori con il nostro paese. E non sempre solo per vie legali.
La plastica che inviamo fuori dall’UE per essere riciclata, secondo il Regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio del 14 giugno 2006 n.1013, dovrebbe essere spedita “pulita”, trattata per rispettare l’ambiente e la salute umana. Ma non è sempre così.

Il timore che un traffico illecito di rifiuti plastici possa partire dal nostro paese per raggiungere paesi come la Malesia è diventato realtà in seguito a un’altra indagine.

Malesia

Photo by chuttersnap on Unsplash

La denuncia di Greenpeace Italia.

In un video pubblicato su Facebook Greenpeace Italia denuncia il traffico illegale di plastica dall’Italia alla Malesia.
1.300 tonnellate di rifiuti plastici sono inviati illegalmente dal nostro paese ad aziende malesi. E i dati si riferiscono ai soli primi nove mesi del 2019. Delle 65 spedizioni eseguite, 43 sono finite in impianti che non hanno il permesso di importare e riciclare i rifiuti provenienti da altri paesi.
L’associazione è riuscita a mettere le mani su documenti riservati che dimostrano che la metà degli scarti plastici italiani inviati in Malesia, il 46% sul totale di 2.880 tonnellate, è finita nelle mani di aziende che non potrebbero riceverli.
Nel video si denuncia anche il trattamento di questo materiale di scarto, proveniente dall’estero (Italia compresa) che sono lasciati all’aperto. Senza rispettare alcuna norma per difendere la salute del pianeta e quella di ogni essere umano.
L’unità investigativa del gruppo si è concentrata sui rifiuti di plastica mista, che sono quelli che più difficilmente si possono recuperare. E che tutti noi usiamo ogni giorno in oggetti che inquinano come e più delle bottiglie di plastica.

Ecco, che fine fa la nostra plastica!

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Patrizia Chimera

Giornalista pubblicista di attualità e lifestyle. Spirito zen, curiosità innata, ama sempre mettere tutto in discussione


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