Quanto inquinano e che fine fanno i palloncini che volano in cielo

In evidenza

Patrizia Chimera
Giornalista pubblicista di attualità e lifestyle. Spirito zen, curiosità innata, ama sempre mettere tutto in discussione

Tempo di lettura stimato: 2 minuti

palloncini
Photo by Robert Greinacher on Unsplash

Se ti stai chiedendo quanto inquinano e dove finiscono i palloncini che volano in cielo, gonfiati a elio, o anche quelli riempiti con semplice aria che si disperdono nell’ambiente, siamo qui per dare una risposta.

Chi ama festeggiare circondandosi di palloncini colorati, dovrà rinunciare a questa decorazione. Perché i costi per l’ambiente sono elevati. Anche se esistono delle varianti biodegradabili.

Dove finiscono i palloncini che volano in cielo

I palloncini gonfiati a elio, se non vengono tenuti bene, possono sfuggire al controllo e finire chissà dove. Se nell’immaginario collettivo questi oggetti arrivano a viaggiare fino a terre lontane, per essere intercettati magari da bambini che li raccolgono come segno di speranza, in realtà le cose non vanno proprio così.
I palloncini, infatti, finiscono per scoppiare in aria, a causa della pressione del gas interno che spinge verso l’esterno e della pressione dell’aria esterna che invece comprime la sfera gonfiata. Inoltre l’elasticità del materiale con cui è fatto, prima o poi tende a riportarlo nelle dimensioni di partenza, quando non lo avevamo ancora gonfiato.

dove finiscono i palloncini che volano in cielo
Photo by John Prefer on Unsplash

L’esperimento di Luke Geissbuhler con una telecamera e un iPhone come ricevitore GPS per la localizzazione, insieme a un paracadute, ha seguito il volo di un palloncino. Superate le nuvole, dopo poco più di un’ora l’oggetto decorativo aveva raggiunto i 30480 metri di altezza. Visto che la pressione era molto più bassa è scoppiato. E i suoi resti sono stati trovati su un albero a 30 miglia di distanza dal luogo in cui era stato lasciato libero.

L’inquinamento da palloncino non è un gioco

La Ong Marevivo tempo fa aveva lanciato una campagna di sensibilizzazione, #StopAlVoloDeiPalloncini, perché questi oggetti che lasciamo volare in cielo come simbolo di speranza o di gioia per festeggiare compleanni e matrimoni in realtà hanno un impatto molto negativo sull’ambiente. La presidente della ong Rosalba Giugni ha chiesto più volte che venga vietato il rilascio di palloncini in aria.

Secondo uno studio della University of Tasmania pubblicato da Ocean Conservancy i palloncini si trovano al terzo posto tra i rifiuti più pericolosi per animali come tartarughe, foche, uccelli marini. Sono composti di plastica morbida che queste creature scambiano per cibo. Con un rischio aumentato di 30 volte di morire rispetto a quello che corrono se ingeriscono plastica dura come quello delle bottiglie che affollano i nostri oceani.
Un’altra ricerca dell’Università di Wales Swansea, nel Regno Unito, aggiunge che le parti di palloncino rotte rappresentano l’80% dei rifiuti rinvenuti nello stomaco delle tartarughe marine.
La plastica di cui sono fatti inquina e uccide gli animali. Senza dimenticare che quelli gonfiati a elio sprecano una risorsa che non è assolutamente rinnovabile.

Cinque Stati degli USA li hanno già vietati, insieme a cannucce, cotton fioc e sacchetti di plastica per fare la spesa. Mentre in Italia ancora se ne discute.

palloncini colorati
Photo by Adi Goldstein on Unsplash

Palloncini biodegradabili, pro e contro

Per fortuna oggi esistono delle alternative. Come i palloncini biodegradabili, disponibili in diversi materiali. Ci sono i modelli in lattice al 100% naturale, proveniente dalla linfa degli alberi di gomma, in grado di decomporsi in natura. Oppure ci sono quelli in alluminio con interno di nylon.
Secondo alcuni studi, il tempo di decomposizione del lattice è di diversi mesi. Mentre in mare potrebbero volerci molti più anni. Inquinano meno, è vero, ma non dobbiamo dimenticare che gli animali potrebbero sempre scambiarli comunque per alimenti nel lasso di tempo che impiegano per decomporsi. Con tutti i problemi seri alla salute della fauna selvatica che ne potrebbero conseguire. Senza dimenticare che spesso queste decorazioni sono legate a nastri, fili, corde che possono imprigionare gli animali o soffocarli.
Molti produttori di varianti biodegradabili, infatti, sconsigliano comunque di lasciare in natura questi oggetti.

Cosa fare allora? Evitare comportamenti poco sostenibili che anche dietro la dicitura green nascondono in realtà pericoli ormai evidenti a tutti.

- Pubblicità -spot_imgspot_img

Commenta

Perfavore inserisci un commento!
Nome