L’ambiente non interessa a nessuno. L’Oroscopo sì

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Paolo Fox e i suoi colleghi sono i nuovi oracoli dei nostri tempi. Attendiamo con così tanta ansia l’Oroscopo del nuovo anno come fanno i bambini con i regali di Natale. Ogni giorno leggiamo cosa gli astri hanno da dirci. Giornali, telegiornali e siti internet non fanno altro che parlare di segni zodiacali, previsioni astrali, oroscopi. E non solo alla fine e all’inizio di ogni anno.
È un continuo tartassarci con pianeti in opposizione, altri favorevoli, astri che ci mettono i bastoni tra le ruote e previsioni ottimistiche del futuro. Lavoro, salute, amore, vita in generale: l’Oroscopo sa sempre dirci chi siamo, da dove veniamo e dove stiamo andando. E l’Agenda dei Media va a nozze con notizie del genere.

mappamondo oroscopo

Photo by Anastasia Dulgier on Unsplash

Se lo stesso interesse lo rivolgessimo a tematiche ambientali, la Terra sarebbe già salva.

Una provocazione, forse. Ma fermiamoci un attimo a pensare. Quando è stata l’ultima volta che su un quotidiano, un sito o al tg hai sentito parlare di Oroscopo e affini? Hai ricordi recenti, vero? La stessa domanda te la faccio per tematiche legate all’ambiente. Non ricordi, vero?

Potremmo anche rigirare la domanda, però. Quando è stata l’ultima volta che hai cercato online qualcosa legato al tuo Oroscopo? O su un giornale. O in tv. E quante volte, invece, hai cercato informazioni su tematiche ambientali. Tutti risponderemmo allo stesso modo. Tante volte per il primo. Poche volte per il secondo.

A meno che non ci sia stata una catastrofe tale da causare un numero di vittime abbastanza “interessante” per i media o un evento che ci ha toccato più da vicino, l’ambiente non fa audience. Non buca abbastanza lo schermo. Non consente titoloni da prima pagina. O acchiappa click. Non lo ha mai fatto. E anche quando se ne parla, lo si fa con superficialità. Buttando lì una notizia, senza continuare nelle edizioni successive a seguire il tema. Come se non fosse importante per noi. Se la notizia non è accompagnata da materiale di forte impatto emotivo (numero di vittime, animali in difficoltà, foto “choc”), allora non fa tendenza. Perché trattarla se nessuno la vuole sentire? O si fa coinvolgere? L’Oroscopo, invece, quello sì che “acchiappa”. Con commenti della serie “Non ci credo, ma…“, che comunque ci spingono a curiosare tra i vari segni. Come se si potesse davvero prevedere il futuro.

Non siamo noi a perderci le notizie legate all’ambiente. O a non essere interessati. Magari lo siamo, ma veniamo distratti da altri contenuti. E chi si informa solo tramite un canale, la tv, parte svantaggiato.

I dati parlano chiaro. Le tematiche ambientali non fanno notizia.

Nei telegiornali nazionali più importanti solo il 9% delle notizie riguardava l’ambiente tra novembre 2017 e ottobre 2018. 49.455 notizie nelle edizioni prime time di sette Tg nazionali (Rai1, Ra2, Rai3, Rete4, Canale5, Italia1, La7). 4.650 legate all’ambiente. Un po’ pochine. Solo il 9%.
Non dimentichiamo che i telegiornali ancora rappresentano la maggiore fonte di informazione per le famiglie italiane. E non pensiamo che online le cose vadano meglio. Il meccanismo di pensiero è sempre il medesimo.

Su Google, principale motore di ricerca in Italia (utilizzato dal 95% degli utenti search), se esaminiamo gli ultimi 12 mesi e l’interesse nel tempo, l’oroscopo batte l’ambiente 63 a 5 (dove con 100 si indica la maggiore frequenza)
Esiste Google News. Stesso lasso di tempo, simile risultato.

Eppure di spazio ce ne sarebbe per discuterne. Una notizia in meno di gossip. Una previsione astrale in meno. Ed ecco che il posto per parlare di ambiente, ecologia, cambiamenti climatici e affini si troverebbe. Non una novità, del resto. Anche i precedenti rapporti Eco-media, di Pentapolis Onlus, tracciavano un quadro così desolante.

meteo

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Quand’è che l’ambiente fa notizia?

Potremmo dire in due momenti.
L’attenzione sembra crescere in estate e in inverno.
Quando si parla del caldo torrido. Dell’estate più afosa di sempre. Di come proteggersi dal solleone. O, al contrario, del freddo pungente. Della neve che copre ogni cosa. Di come proteggersi dal freddo. Stop. Fine dei giochi. Per il resto l’ambiente diventa la Cenerentola dell’informazione italiana.

O quando la comunicazione ambientale viene spettacolarizzata, con notizie legate a catastrofi ed emergenze. Perché attirano. Incuriosiscono. Fanno fare clic su internet, audience in tv e tiratura in edicola. Non c’è spazio per una “comunicazione positiva“. Come del resto c’è sempre meno spazio per le cosiddette buone notizie. Che non fanno scalpore come le bad news.
Un’inversione di rotta è auspicata da molti addetti ai lavori. L’OSA (Osservatorio Sviluppo Sostenibile Ambiente nei Media) con i sui tre Rapporti (“Eco-Media”, “2030 Agenda Media Monitor”, “Leader politici e green economy”) spinge proprio in questo senso. Verso una comunicazione ambientale costante, non limitata ai tempi di crisi, emergenze. Che non sia stagionale. Ma quotidiana.

Photo by Arthur Edelman on Unsplash

La comunicazione ambientale deve riguardare tutti.

I media, in primis, per accendere i riflettori su tematiche fondamentali. Le amministrazioni, per informare, con campagne ad hoc, provvedimenti, sportelli informativi per i cittadini. Le associazioni di settore, per valutare insieme strategie da attuare e fare il punto della situazione. E così via.

Non deve essere un’informazione stagionale. O prettamente emozionale. Deve essere comunicazione pura. E deve informare, “dare notizia, mettere a conoscenza di qualche fatto“. Informare sui fatti. Su quello che accade vicino e lontano a noi. Perché lo sappiamo che quando si parla di ambiente, natura e clima ogni notizia interessa tutti quanti. “Si dice che il minimo battito d’ali di una farfalla sia in grado di provocare un uragano dall’altra parte del mondo” (The Butterfly Effect). Senza dimenticare che deve anche fornirci gli strumenti per capire e per poter cercare più informazioni su tutto quello che riguarda la sostenibilità e la cura del pianeta.

Il sensazionalismo deve lasciare spazio al buon senso. E alla buona informazione.

Perché la scarsità di informazione, di fatto, produce anche una disattenzione della politica che tende a concentrarsi sui temi che avverte come più pregnanti per l’opinione pubblica.
Facciamo tornare l’ambiente al centro del dibattito. Politico, ma anche del nostro quotidiano.

Altrimenti a breve saremo qui a raccontare di un triste Oroscopo della Terra. Con previsioni nefaste su ogni fronte. E nessun pianeta, astro o corpo celeste pronto a porgerci la mano per aiutarci.

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Patrizia Chimera

Giornalista pubblicista di attualità e lifestyle. Spirito zen, curiosità innata, ama sempre mettere tutto in discussione


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