Gli oggetti quotidiani che inquinano come e più della plastica

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Bottiglie di plastica, vade retro. I mari e gli oceani ne sono invasi. Come lo sono da altri rifiuti che stanno soffocando il pianeta.
Ma non sono l’unica pietra dello scandalo nelle nostre abitudini quotidiane. Ci sono altri oggetti di uso comune che inquinano quanto e forse anche più delle bottigliette usa e getta.

Può darsi che è qualcosa che stai usando proprio in questo momento.

Donna con la testa nella busta di plastica

Photo by Daniel Chekalov on Unsplash

Abbiamo bisogno di essere obbligati a farlo, per cambiare abitudini.

Il rispetto e la difesa dell’ambiente sono una priorità. Di tutti.
Ci sono persone più inclini al cambiamento. E altre che, invece, non ce la fanno. A meno di non essere obbligate per forza.
Come è stato per la legge Sirchia che ha vietato il fumo nei luoghi pubblici. E tutti si sono adeguati. Perché è imposto. È obbligatorio. Chi infrange le regole paga multe salate. Come è stato per l’abolizione delle buste di plastica. Ci siamo abituati a fare la spesa usando sacchetti riutilizzabili e ad avere sacchetti per frutta e verdura a pagamento.

Muro ricoperto di chewing gum colorati

Photo by Taylor Rooney on Unsplash

Oggetti quotidiani che inquinano.

Il lato oscuro dei chewing gum.

Nel documentario “Dark Side of the Chew“, il lato oscuro dei chewing gum, l’attivista canadese Andrew Nisker ci ha fatto passare la voglia di masticare quelle gomme di cui abbiamo testimonianze vecchie anche di 5000 anni fa. Erano fatte di betulla all’epoca. Oggi, invece, di plastica. Di un polimero del petrolio e di un lubrificante dannoso per l’ambiente, il polisobutene, che le rende elastiche.
Le ritroviamo sui marciapiedi, sui muri, sotto le scarpe. Rimuoverle costa 10 volte il costo del prodotto stesso. Il consulente scientifico di Striscia, Eric Barbizzi, sottolinea che è il secondo rifiuto più comune. Ogni anno sono vendute 560mila tonnellate del prodotto. Fai un po’ di calcoli e capirai l’incidenza sul pianeta.
Dove si butta la gomma da masticare? La mangiamo, eppure non va nell’umido. Ma nell’indifferenziato, perché solo in parte è biodegradabile.

Smetti di fumare. Per te, i tuoi cari ed il pianeta.

I mozziconi di sigaretta sono il primo rifiuto più comune. Fumare fa male. A te, prima di tutto. A chi ti sta vicino che deve sorbirsi il fumo passivo. Al pianeta: 5,6 miliardi di mozziconi sono prodotti, utilizzati e poi dispersi ogni anno nell’ambiente. Rappresentano il 50% dei rifiuti raccolti in strada. E ce li ritroviamo anche nei mari e in spiaggia. Una pratica che crea malessere e preoccupazione tale che da quest’anno molte spiagge si sono dichiarate smoke free.
Le sigarette sono fatte di acetato di cellulosa di plastica. Necessitano di tempo per smaltirsi, dai 6 mesi ai 12 anni. E inquinano anche per le sostanze chimiche nocive che immettono nell’aria. E che tu respiri, sigaretta dopo sigaretta.

Cannucce di plastica: 500 milioni usate solo negli USA.

Questo è il numero di cannucce usate negli Stati Uniti ogni giorno secondo la Plastic Pollution Coalition. Cannucce che poi finiscono nei mari, nelle pance dei pesci che mangiamo e che i nostri figli mangiano.
Sono tra i prodotti usa e getta oggetto del divieto di commercializzazione dell’UE a partire dal 2021.. Esistono diverse soluzioni alternative, basta solo adottarle: cannucce di carta, ma anche in acciaio, che si lavano con uno scovolino e si possono riutilizzare all’infinito; cannucce biodegradabili, come quelle ideate da Dolfin, che usa il mais,  cannucce fatte con la pasta o quelle siciliane che sfruttano una pianta spontanea.

I cotton fioc sono una delle fonti più inquinanti delle spiagge.

Lo stila la Marine Conservation Society riferendosi alle spiagge inglesi. E non è un problema solo loro.
La composizione dei cotton fioc, che comprende anche il polipropilene di plastica, è nociva per l’ambiente. Andando ad aumentare ancora di più l’inquinamento del suolo e delle acque del nostro pianeta.
L’alternativa c’è già. Cotton fioc biodegradabili, che usano la carta al posto della plastica e altri materiali che non lasciano un’impronta indelebile sul pianeta. Magari fatti di bambù. E ci sono anche i cotton fioc lavabili e riutilizzabili.
Ma per i cotton fioc, ormai l’Italia è a posto: da gennaio 2019 non sono più in vendita (e non si possono più produrre) cotton fioc che non siano biodegradabili. Imposizione da parte della legge uguale buona pratica adottata.

Vasca piena di acqua e schiuma con paperella blu

Photo by Anuja Mary on Unsplash

Saponi e prodotti per la cura del corpo.

Molti dentifrici e creme esfolianti contengono microgranuli di plastica. Le microsfere sono stante bandite da Stati Uniti, Canada e Regno Unito. E l’Europa cerca di adeguarsi.
Pericoloso anche il Triclosano, sostanza contenuta in saponi e prodotti per l’igiene orale. Nei topi provoca il cancro. E quando arriva nei mari crea danni enormi alla catena alimentare, attaccando i batteri che ne formano la base.
Le salviettine umidificate sono comode, pratiche, ma contengono sostanze che ci danneggiano. Il Regno Unito le vuole mettere al bando. Perché non sono indispensabili.
Spesso sono fatte di poliestere, sostanza plastica che non è bio. Le getti nel water? Fai male. Non rischi solo di intasare le tubature, ma anche di danneggiare l’ambiente idrogeologico. Meglio usare i prodotti biodegradabili. O meglio ancora, fazzoletti e acqua quando si è in giro.
Anche gli spazzolini da denti inquinano. Sono fatti di plastica. Le emissioni di CO2 e altri gas serra utilizzati per la produzione sono pari a 34 grammi per ogni spazzolino. Ed è un oggetto che va cambiato spesso. Si possono usare quelli in bambù. Che risparmiano al pianeta un po’ di plastica (ma vanno calcolati i “costi” ambientali per la produzione ed il trasporto del prodotto dalle terre di origine).
Per i rasoi usa e getta, meglio un rasoio tradizionale. Che non si butta via dopo ogni depilazione o rasatura.
Pannolini e assorbenti inquinano. I prodotti usa e getta non sono facilmente riciclabili. Si buttano nell’indifferenziato. E i consumi sono elevatissimi in tutto il mondo.
Alternative ci sono. Per le donne coppette mestruali, pannolini lavabili e biodegradabili. Per i bambini pannolini lavabili. Ci vuole un po’ di impegno, ma i risultati sull’ambiente si vedono.

Foto di Morgan Sessions su Unsplash

Bustine del tè e bacchette di legno.

Ti sembrano innocue. Ma non lo sono: le bustine tradizionali per preparare il tè contengono particelle di plastica. Molte aziende stanno ovviando al problema, con nuove soluzioni per renderle meno nocive per l’ambiente.
Le bacchette usa e getta per mangiare cinese o giapponese sono di legno, non fanno male, pensi. E invece contribuiscono alla deforestazione di boschi e foreste in Asia. Da 16 a 24 milioni di alberi all’anno sono usati per produrre 45 miliardi di pacchetti di bacchette di legno. E si usano sostanze chimiche per la loro produzione.

Le cialde del caffè.

Un recente studio ha scoperto che sono 10 miliardi le capsule vendute annualmente nel mondo, che corrispondono a 120mila tonnellate di rifiuti. E i dati sono in crescita. Il problema è lo smaltimento: sono in plastica o alluminio e richiedono fino a 500 anni per essere smaltite. Riciclarle non è facile. Servirebbero capsule compostabili e riciclabili.
Caffè Vergnano già le vende, mentre una novità è rappresentata dalla capsula WayCap, riciclabile, 100% ecologica e compatibile con le macchine Nespresso.

Photo by Wojtek Mich on Unsplash

Le feste di compleanno non sono sostenibili.

O almeno non lo sono come le pensiamo noi. Piatti e bicchieri usa e getta colorati o con disegni sono carini. Ma aumentano i rifiuti di plastica che lasciamo sul pianeta. Anche le posate usa e getta sono comode. Ma ti costano di più in termini di impatto ambientale di quanto ti costerebbe lavare forchette, cucchiai e coltelli in acciaio. Per non parlare della carta, dei fiocchi, delle coccarde sprecati quando si possono usare prodotti anche fai da te riciclati.
Non sono sostenibili nemmeno i palloncini. O le lanterne che si lanciano in cielo sperando che esaudiscano i nostri desideri. Sono altri rifiuti che si spargono per il mondo. E uccidono gli animali.
La Puglia li ha già messi al bando. Come ha improntato una serie di interventi per garantire sagre sostenibili e bio. Per te è una festa. Per il pianeta no. Non dimenticarlo.

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Redazione i404

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