Nucleare: test e bombe. Non abbiamo davvero imparato niente

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Il 29 agosto è la Giornata mondiale contro i test nucleari.
Sono iniziati il 16 luglio 1945 e da allora ce ne sono stati circa 2000.
Quando si è partiti si è badato poco alle possibili ricadute sulla vita umana e sull’ambiente. Ma gli effetti devastanti sono sotto gli occhi di tutti.

Disastro nucleare, test e bombe

Foto di Yves Alarie su Unsplash

I test nucleari.

Il nucleare, e la sua sperimentazione, ha avuto un periodo di grande attività ai tempi della Guerra Fredda, tra il 1958 e il 1962, con Stati Uniti D’America e URSS che facevano esplodere ordigni atomici nell’atmosfera per condurre test.
Le grandi quantità di materiale radioattivo che si è introdotto nei cicli naturali degli elementi, l’esposizione della popolazione allo Iodio-131, specie in età infantile, potrebbe aver portato all’incremento di malattie a carico della tiroide, cancro incluso.
Ricordiamo ancora tutti bene Chernobyl, i volti edì il via vai in Italia di bambini che soggiornavano per un periodo di pulizia, dopo l’esplosione del 1986.
Le isole Marshall, nell’Oceano Pacifico, hanno livelli di radiazioni superiori a quelli di Chernobyl e Fukushima.
I 67 test nucleari effetti dagli Stati Uniti per sperimentare la potenza delle loro bombe sono stati condotti tra il 1946 ed il 1958. Ma ancora oggi i livelli della quantità di radiazioni rimane allarmante: da 10 a 1000 volte superiori rispetto alle due aree dei disastri nucleari indicati sopra.
Le esplosioni nucleari ad alta quota hanno creato cinture di radiazioni artificiali vicino alla Terra che hanno causato gravi danni a diversi satelliti e hanno avuto impatti antropogenici sull’ambiente spaziale, principalmente sugli impulsi elettromagnetici.

La giornata internazionale contro i test nucleari è stata istituita per la prima volta nel 2010.
Lo scopo è catturare l’attenzione del mondo e sottolineare la necessità di un impegno comune con lo scopo di prevenire ulteriori test delle armi nucleari.

Intanto, è il 25 luglio 2019 e il regime nordcoreano lancia due missili nucleari, a corta percorrenza, che sono atterrati nel Mar del Giappone. È già il terzo test balistico di questo tipo condotto dal paese dallo scorso aprile, dopo una pausa durata oltre un anno. Non abbiamo davvero imparato nulla.

Più di recente, l’8 agosto scorso, si è verificato un incidente durante un test missilistico in una una base della marina militare russa, coperta dal segreto di Stato, nei pressi di Nenoska, nel Mar glaciale artico a ridosso del Circolo polare. Recenti immagini fanno pensare che le esplosioni potrebbero essere state addirittura due: un’ipotesi di un doppio lancio a due ore di distanza l’una dall’altro.
L’agenzia meteorologica russa ha fatto sapere di aver registrato un livello di radiazioni gamma da quattro a 16 volte i livelli consueti nella città di Severodvinsk subito in seguito all’esplosione.

Dopo l’incidente, a scopo cautelativo, Berlino ha fatto un ordine da 190 milioni di compresse di iodio anti-radiazioni, stimato in 8,4 milioni di euro.
Si tratta del più grande ordinativo mai ricevuto dal gruppo farmaceutico austriaco Gerot Lannach Pharma GmbH.

Foto di Ilja Nedilko su Unsplash

Dal 1945 al 1980 ognuno dei test nucleari ha provocato un rilascio incontrollato nell’ambiente di notevoli quantità di materiali radioattivi, con notevole impatto sulla salute. 
Il 5 settembre 1945 l’Ansa comunicava:

Il corrispondente speciale della Reuters telegrafa che la salute di quanti sono ancora vivi comincia a declinare, senza nessuna ragione apparente. Perdono l’appetito, i loro capelli cadono, il loro corpo si cosparge di macchie azzurrognole, le orecchie, il naso e la bocca cominciano a sanguinare e poi muoiono.
E poi fecero la loro comparsa altre malattie come la cataratta e centinaia di casi di cancro. Molte leucemie innanzitutto, poi cancri a stomaco, colon, seno, ovaie, vescica, tiroide, fegato e pelle.
Coloro che sono stati esposti alle radiazioni da piccoli hanno vissuto la loro intera esistenza sotto la minaccia del cancro, perché gli effetti si sono manifestati spesso molti anni dopo il bombardamento. […]
L’effetto delle bombe non risparmiò le donne in gravidanza. Tra i loro bambini, specialmente quelli che si trovavano fra l’8° e la 15° settimana di gestazione, si registrarono numerosi casi di ritardo mentale e problemi di sviluppo.
(Da Effetti delle radiazioni sulla popolazione di Hiroshima tratto da “Ulisse” di Alberto Angela)

Gli effetti che provoca l’esplosione di una bomba nucleare il video restaurato degli anni ’50

Le armi nucleari.

Nel mondo, oggi sono presenti almeno 15.000 armi nucleari.
I dati sono delle Nazioni Unite, secondo cui più della metà della popolazione oggi vive in un paese che o possiede questi armamenti o è membro di un’alleanza militare che ne ha accesso.

Anche in Italia ci sono bombe nucleari.
Precisamente 90 testate provenienti dagli Usa e presenti nelle basi militari di Aviano e Ghedi. E ne stanno arrivando di nuove.
Lo abbiamo scoperto con un documento che non doveva essere pubblico, nel quale venivano fornite le esatte ubicazioni delle bombe, diffuso per errore lo scorso aprile dalla Commissione per la Sicurezza e la Difesa dell’Assemblea parlamentare Nato.
Dopo che il documento è stato rimosso, una nuova versione è uscita allo scoperto l’11 luglio, senza i riferimenti però alle bombe nucleari.

Foto di Yves Alarie su Unsplash

In un’indagine del 2005 a cura dello studioso Hans M. Kristensen del Natural Resources Defense Council e del Fas (Federation american scientists), le bombe nucleari allocate in Italia sarebbero le B61, con una capacità esplosiva che va da 0,3 ai 45 (modello B61-4) 170 kilotoni (modello B61-3). Quella sganciata su Hiroshima era di 16 kilotoni.

Il 26 settembre è la Giornata mondiale per la totale eliminazione delle armi nucleari, organizzata dalle Nazioni Unite dal 2014. L’obiettivo è sensibilizzare sui costi economici e sociali del mantenimento di questi ordigni, oltre che della loro intrinseca natura di minaccia alla pace.

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Monia Donati

Direttore responsabile. Giornalista, esperta in comunicazione e marketing, curiosa del mondo.


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