Mascherine e guanti sono le nuove bottiglie di plastica

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Prima erano le bottiglie di plastica e gli imballaggi a non farci dormire la notte. E a mettere a rischio la salute degli animali che vivono in mare.
Oggi sono mascherine e guanti. Che finiscono nelle acque dei nostri mari e dei nostri oceani. E sono un pericolo per l’inquinamento che causano e per la sopravvivenza della fauna marina.
Qual è il costo ambientale dei nostri dispositivi di protezione?

mascherine

Photo by Amin Moshrefi on Unsplash

I dispositivi di protezione individuale sono fondamentali.

E sono raccomandati da tutti gli esperti per fermare il Coronavirus. Siamo nella Fase 2, quella delle prime riaperture e delle prime prove di ritorno a una vita normale. Ma il virus non è ancora sparito e forse dovremo abituarci a convivere con lui per molto tempo.
È il Ministero della Salute a raccomandare le linee guida per proteggersi e proteggere gli altri. Tenendosi informati da fonti ufficiali, lavandosi spesso le mani, evitando il contatto con persone malate, evitando abbracci e strette di mano, mantenenddo la distanza. Bisognerebbe tossire e starnutire in un fazzoletto o nella piega del gomito, evitare di condividere bicchieri e bottiglie, non toccarsi occhi, naso e bocca, non prendere farmaci senza prescrizione, pulire superfici e oggetti. E usare protezioni delle vie respiratorie in tutti i contatti sociali. Misura da prendere in aggiunta alle altre di protezione individuale igienico-sanitarie.

Le mascherine sono da usare obbligatoriamente dal 4 maggio 2020 per contenere la diffusione di Covid-19 in tutta Italia.
Quando si devono usare? Ogni volta che ci si trova in luoghi chiusi accessibili al pubblico e ogni volta in cui non si possa garantire la distanza minima di sicurezza dalle altre persone.
Sono esenti i bambini sotto i 6 anni, le persone con forme di disabilità che non sono compatibili con l’uso continuativo della mascherina e chi interagisce con loro.
In alcune Regioni è obbligatorio indossarla sempre quando si esce di casa: Toscana, Lombardia, Friuli-Venezia Giulia, Calabria e Provincia autonoma di Bolzano.
Quali mascherine usare? I cittadini possono usare mascherine monouso e mascherine lavabilil, anche autoprodotte. L’importante è che siano fatte di materiali multistrato che possano fornire una giusta barriera e consentano di respirare bene, coprendo dal mento al naso.

E i guanti?

Le opinioni sono contrastanti. C’è chi dice che servono, ad esempio al supermercato, e chi dice che invece sono potenzialmente pericolosi. Perché potremmo diffondere ancora di più il virus, toccando oggetti contaminati e poi andando a toccarci il viso, le chiavi dell’auto, il telefonino, portando in giro il Coronavirus. Meglio optare per una buona e costante igiene delle mani. Anche con gel igienizzanti che ormai sono obbligatori ovunque.

guanti

Photo by Anton on Unsplash

Dove finiscono guanti e mascherine usati?

Nella maggior parte dei casi guanti e mascherine finiscono per terra. Perché il senso civico ci manca. E non è colpa della Covid-19. Anche se le linee guida per smaltire questi rifiuti che oggi sono diventati speciali non mancano.
Anche se verrebbe da gettare i guanti monouso nella plastica, in realtà vanno buttati insieme alle mascheriene nell’indifferenziato. Per una questione semplice: in questo modo si evita un’ulteriore diffusione del virus. Andrebbero anche ben sigillati in sacchetti che poi vanno messi nel bidone.

Un colpo al cuore per la raccolta differenziata. Soprattutto per la mole di mascherine e guanti, ma anche di altre soluzioni protettive magari in plexiglass che finita l’emergenza potrebbero andare a intasare le discariche italiane. E di tutto il mondo, in realtà.
Ma il problema non sono solo le discariche. Magari tutta questa quantità di oggetti monouso finisse lì. Tanti, troppi rifiuti di questo tipo arrivano nei nostri mari. Già inquinati dalla plastica e che ora devono fare i conti con un nuovo nemico.
I dispositivi di protezione individuale sono considerati da molti le nuove bottiglie di plastica per i nostri mari. Sulle coste di tutto il mondo, anche in Italia, pescatori e volontari, ma anche semplici cittadini, hanno già trovato un quantitativo enorme di questi rifiuti. Che inquinano, fanno male all’ambiente e anche agli animali che vivono in quelle acque. Richard Thompson, professore di biologia marina dell’Università di Plymouth, spiega:

La spazzatura in mare è generata dal modo in cui smaltiamo i DPI e la plastica in generale, non dall’uso stesso. I governi chiedono a ogni cittadino di indossare una mascherina, ma questo non deve significare creare rifiuti.

Perché è fondamentale invitare tutti a indossare questi dispositivi. Ma si deve pensare anche al dopo. Non si può aspettare di essere sommersi da questi rifiuti. 

plastica

Photo by Jasmin Sessler on Unsplash

Proteggerci dal Coronavirus nel rispetto dell’ambiente.

Bisogna trovare soluzioni idonee. Per proteggerci dal Coronavirus. E per proteggere anche l’ambiente.
Soluzioni che potrebbero già essere a portata di mano. E che sono sempre le stesse che andrebbero utilizzate per evitare un mondo invaso dal monouso. Si potrebbero usare dispositivi di protezione lavabili che si possono igienizzare con facilità, anche in casa. Le mascherine si possono realizzare in tessuto non tessuto, utile per proteggerci. 
Secondo la stima del Politecnico di Torino, per la Fase 2 in Italia avremo bisogno di 1 miliardo di mascherine e mezzo miliardo di guanti al mese. La maggior parte di questi DPI potrebbe non essere smaltita correttamente. Finendo in strada e nei mari.

WWF Italia sottolinea che se solo l’1% di queste mascherine venisse disperso in natura, avremmo 10 milioni di mascherine che inquinano. 40mila chilogrammi di plastica. Donatella Bianchi, presidente WWF Italia, chiede dei raccoglitori dedicati ovunque, “proprio per difendere il Mediterraneo che ogni anno già deve fare i conti con 570 mila tonnellate di plastica che finiscono nelle sue acque (è come se 33.800 bottigliette di plastica venissero gettate in mare ogni minuto)”. Secondo l’associazione “si tratterebbe di un vantaggio per la nostra salute e per quella dell’ambiente”.

DO NOT THROW AWAY YOUR MASKS OR GLOVES ON THE GROUND. This bird is innocent victims of mans carelessness.. Animals…

Publiée par Sandra Denisuk sur Lundi 13 avril 2020

Sta già facendo il giro della penisola la foto di un uccello intrappolato in una mascherina abbandonata. A quando le prime foto di tartarughe intrappolate in dispositivi di protezione monouso o di altri animali marini morti perché hanno ingerito questi rifiuti?

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