Mascherine e guanti gettati a terra. L’inciviltà e la maleducazione inquinano e diffondono il virus

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Mascherine e guanti monouso usati e abbandonati per le strada. Senza pensare minimamente all’impatto che i dispositivi di protezione personale possono avere sull’ambiente. E senza pensare minimamente al fatto che così facendo si può contribuire a diffondere il virus.

Inciviltà, maleducazione, menefreghismo, scarso senso civico inquinano e mettono a rischio la salute umana. Non è più tollerabile.

guanti e mascherine

Photo by Merch HÜSEY on Unsplash

Guanti e mascherine monouso, una mole di rifiuti da smaltire.

Mascherine e guanti servono per proteggerci. E per proteggere gli altri. A seconda del modello scelto, ovviamente.
Le mascherine FFP2 e FFP3, quelle ad alta protezione, con o senza filtro, andrebbero riservate agli operatori sanitari, perché filtrano ogni particella. Anche quella più microscopica.
Le mascherine chirurgiche, invece, impediscono di emettere particelle potenzialmente infettanti verso l’esterno. Quindi chi le indossa protegge chi ha vicino.
E poi esistono le mascherine di tessuto, che non sono certificate per uso sanitario, e che ci aiutano a coprire naso e bocca quando siamo ini giro. Fermo restando che bisogna sempre mantenere almeno il metro e mezzo di distanza dalle persone per proteggersi.

Nella Fase 2, descritta dal premier Conte, che inizierà il 4 maggio, le mascherine saranno obbligatorie in tutti i luoghi chiusi. All’aperto non dovremo indossarle per forza, ma dovremo averle sempre con noi, per ogni evenienza e se dovessero servire.
Ovviamente andranno utilizzate seguendo le solite norme di sicurezza, quali distanziamento e lavaggio frequente delle mani, ma serviranno come fonte di protezione in più al lavoro, sui mezzi di trasporto pubblico, nei negozi, nei supermercati.
Quante mascherine dovranno essere smaltite per l’emergenza Coronavirus? Le stime parlano di 4 milioni al giorno nella Fase 1 e circa 40 milioni nella Fase 2. Ai quali dobbiamo aggiungere anche i guanti.
Un bel problema per lo smaltimento di rifiuti che in teoria andrebbero classificati come tossici, avendo un codice che li paragona a prodotti potenzialmente pericolosi.

Una mascherina chirurgica pesa tra i 5 e i 12 grammi, 8-9 di media. Moltipplicati per 40 milioni si arriva a 300 tonnellate di rifiuti. Prodotti ogni giorno. Che vanno smaltiti, ma come? In discarica bruciandole perché sono potenzialmente pericolosi?
Come sostenuto da Francesco Saverio Violante, docente dell’Alma Mater e direttore della Medicina del lavoro del Policlinico Sant’Orsola di Bologna, i dispositivi di protezione “rischiano di diventare come i sacchetti di plastica che inquinano i nostri mari“.

guanti e mascherine

Photo by Amin Moshrefi on Unsplash

Italiani brava gente: gettano mascherine e guanti per terra.

Gestire questa mole di rifiuti potrebbe non essere facile. In questi giorni abbiamo visto l’inquinamento scendere e le strade delle nostre città ritornare pulite, grazie al minore impatto dell’essere umano sul suo habitat. Ma da qualche tempo, purtroppo, la pessima abitudine di gettare tutto per terra è tornata a dimostrare quanto poco senso civico abbiano gli italiani.

L’associazione Plastic Free ha denunciato la maleducazione degli italiani che gettano a terra mascherine e guanti.
Rifiuti che ormai si possono facilmente trovare fuori dai negozi, dai supermercati, da uffici postali, nei parcheggi, sui marciapiedi.
Luca De Gaetano, a capo dell’organizzazione che lotta contro la plastica, pubblica costantemente sui social foto che parlano di questo mal costume tutto italiano.

Non dobbiamo diventare il nuovo virus del Pianeta Terra, perchè in un momento così difficile e di emergenza come questo, gettare guanti e mascherine a terra oltre ad essere poco igienico, è una forma di egoismo e una mancanza di rispetto verso il prossimo, non solo verso il Pianeta. In un periodo così difficile dobbiamo prestare maggiore attenzione alle nostre azioni quotidiane poiché i danni che provochiamo oggi ce li ritroveremo domani.

Anche Legambiente si unisce all’appello. Plasmix, lattice, poliestere, polipropilene inquinano. E danneggiano la salute del pianeta e di chi lo abita, noi compresi. Dobbiamo smetterla di pensare che certe cose non ci riguardano. E iniziare ad agire per correre ai ripari prima che sia troppo tardi.

guanti e mascherine

Foto di Ri Butov da Pixabay

Dove buttare guanti e mascherine usati.

Piccolo vademecum: guanti e mascherine usati vanno sempre gettati nei rifiuti indifferenziati. Ovviamente non per terra, ma nemmeno tra i rifiuti plastici. E il motivo è presto spiegato.
Già a inizio epidemia, il Ministero della Salute e l’Istituto Superiore di Sanità avevano precisato quale dovesse essere la destinazione finale di questi prodotti monouso. In particolare riferimento a guanti e mascherine utilizzati da persone infette o dai loro caregiver. Sempre nella raccolta indifferenziata, con diverse regole precise per evitare un’ulteriore diffusione del virus.
Non dovete gettarli nel bidone senza un involucro che li protegga, ovviamente. Vanno avvolti in due sacchetti di plastica e chiusi ben stretti.

Non fanno la stessa fine degli altri guanti quelli in vinile. Questi guanti, a differenza di quelli in lattice biodegradabili (la materia prima proviene dall’albero della gomma) e quelli in nitrile, gomma sintetica, sono costituiti di Pvc. Guanti in lattice e in nitrile vanno sempre gettati nell’indifferenziata. Quelli in vinile nei rifiuti plastici, avendo però cura di avvolgerli per bene per evitare diffusione del virus e contaminazione.
E ricordatevi sempre di lavarvi le mani con cura dopo aver toccato il bidone dell’immondizia e aver smaltito in modo corretto questi rifiuti speciali. La regola è sempre la stessa.

Un problema non da poco. Non vorremo dover raccontare, da qui a poco tempo, di guanti e mascherine ritrovati nei mari. Come i rifiuti plastici che uccidono tartarughe e altri animali marini
Il Ministero dell’Ambiente in Italia deve fare i conti con questi rifiuti. E gli italiani devono capire quanto sia fondamentale rispettare certe regole. Per il bene del pianeta e dell’umanità.

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Redazione i404

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