La guerra è sporca. Un crimine contro l’umanità e contro il pianeta

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L’umanità deve porre fine alla guerra, o la guerra porrà fine all’umanità.

Era il 1961. Lo diceva John Fitzgerald Kennedy all’Onu. Le due guerre mondiali avevano diviso il mondo. E continuavano a dividerlo.
Oggi quello stesso mondo è dilaniato da conflitti che sconvolgono popolazioni in ogni angolo del pianeta.
Strappano via vite umane, rovinano l’esistenza di bambini innocenti, provocano disastri inimmaginabili.
Non solo alle persone. Vi siete mai chiesti quanti danni provocano i conflitti sul nostro pianeta? Qual è il prezzo che l’umanità in termini non solo di vite umane, ma anche di futuro, è costretta a pagare guerra dopo guerra?

guerra

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Giornata internazionale per la prevenzione dello sfruttamento dell’ambiente nella guerra e nei conflitti armati.

Il 6 novembre è la Giornata internazionale per la prevenzione dello sfruttamento dell’ambiente nella guerra e nei conflitti armati.
Il 5 novembre del 2001 l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha deciso di dedicare questa giornata a un tema spesso sottovalutato. Sappiamo che i conflitti che devastano vaste zone del nostro mondo causano moltissime vittime, soldati e civili, anche bambini. Ma distruggono anche le città, le attività produttive. Si parla sempre poco, invece, dell’impatto delle guerre sull’ambiente. Anche il pianeta è una vittima di guerra.

La risoluzione dell’Onu e l’istituzione della giornata vuole essere un modo per riflettere sull’impatto ambientale della guerra. Di ogni conflitto che sconvolge il nostro mondo.

Città distrutta dalla guerra

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Le vittime della guerra.

Chi sono le vittime della guerra? Tutti siamo vittime della guerra. A partire da chi è coinvolto direttamente, ma senza dimenticare chi è coinvolto indirettamente. Perché tutta l’umanità dovrebbe sentirsi vittima anche di conflitti che avvengono dall’altra parte del mondo.

Le guerre causano morte e devastazione. Provocano flussi migratori di persone disperate che cercano di scappare dall’orrore, lasciandosi dietro chi non ce l’ha fatta.
Non sono solo i soldati a morire. Le vittime delle guerre sono cambiate. E sempre più civili sono purtroppo coinvolti in guerre di potere che devastano il pianeta e che troppo spesso passano inosservate, vengono ignorate.

Se durante le grandi guerre del passato erano soprattutto i militari a cadere “in battaglia”, a partire dalla Grande Guerra sono sempre più i civili a pagare il conto più duro.
Si stima che nella prima guerra mondiale le vittime siano state 37 milioni, con 16 milioni di morti e più di 20 milioni di feriti e mutilati. Tra le file dell’esercito e nella popolazione civile. La Grande Guerra è considerata uno dei conflitti più sanguinosi della storia umana.
Nella seconda guerra mondiale è cresciuto il numero di civili coinvolti. Solo in Europa le vittime sono state 55 milioni. Il 60% di loro non erano soldati.

Numeri che fanno rabbrividire. Ma le guerre non sono finite. Anzi, continuano nell’indifferenza generale. In Siria è stato stimato che dal 2001 al 2008 sono morte più di 211mila persone. E nel mondo quante altre guerre come quella in Siria sono ancora in atto? Se si dovessero calcolare quante sono le vittime delle guerre oggi, che numeri dovremmo leggere?

A questi dobbiamo aggiungere i danni ambientali. Che hanno un impatto notevole anche sulla vita stessa delle persone. E dell’umanità intera, visto che il pianeta è la nostra casa comune.

Pace

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Il pianeta, vittima dimenticata nei conflitti.

Tra le vittime della guerra, però, dovremmo aggiungere anche il pianeta, martoriato dai continui conflitti che devastano il nostro mondo.
Effetti sottovalutati, trascurati, non tenuti in considerazione. Per questo l’Onu ha indetto una giornata affinché la protezione dell’ambiente rientri nell’agenda delle priorità delle nazioni. Fermare i conflitti per fermare la distruzione delle risorse naturali e degli ecosistemi. Salvando così anche le popolazioni che abitano in luoghi che, a causa della guerra, diventano inabitabili, inospitali.

Le Nazioni Unite sottolineano che conflitto dopo conflitto vengono inquinate le risorse idriche del pianeta, devastate le foreste che ci danno ossigeno, uccisi animali che si ritrovano a vivere in habitat che non sono più i loro.
Spesso proprio le risorse naturali, fonte di sopravvivenza per la popolazione locale, vengono inserite all’interno di strategie militari che danno vita a guerre senza fine. Negli ultimi 60 anni secondo UNEP il 40% dei conflitti interni può essere collegato allo sfruttamento delle risorse naturali.
La protezione di quelle stesse risorse naturali messe a rischio è fondamentale per il mantenimento della pace sulla Terra.

Danni a lungo termine delle guerre.

I danni provocati dalle guerre sul pianeta possono durare a lungo. Non solo effetti a breve termine, ma anche di durata maggiore. In Belgio e in Francia il terreno risente ancora della contaminazione da metalli pesanti usati nella prima guerra mondiale.
In Afghanistan più della metà delle foreste è stato distrutto.
Interi ecosistemi sono andati perduti per sempre in alcune zone del mondo, come la Colombia e la Repubblica Democratica del Congo.
In Vietnam sono stati impiegati agenti chimici per distruggere le foreste e scovare i nemici, con danni evidenti ancora oggi.

Anche Papa Francesco nella lettera enciclica Laudato si’ ha sottolineato i danni causati all’ambiente e alla ricchezza culturale dei popoli. Con rischi maggiori quando si usano armi nucleari e armi biologiche.
Plastiche, agenti chimici, idrocarburi e altre sostanze inquinanti derivanti dalle guerre possono disperdersi nel mondo, con conseguenze inimmaginabili per il pianeta.

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Patrizia Chimera

Giornalista pubblicista di attualità e lifestyle. Spirito zen, curiosità innata, ama sempre mettere tutto in discussione


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