Se le api si estinguono a rischio il benessere dell’ambiente e degli esseri umani

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Le api sono gli unici esseri viventi che non trasmettono patogeni.
La FAO, in occasione della Giornata Mondiale a loro dedicata, le definisce come le sentinelle del benessere dell’umanità e dell’ambiente.
Eppure proprio l’essere umano sta contribuendo alla loro fine. 
Senza di loro, la vita sulla Terra potrebbe essere molto diversa. E non in meglio.

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Photo by Jaël Vallée on Unsplash

Sentinelle di benessere per l’umanità e l’ambiente.

Il 20 maggio 2020 si celebra la terza Giornata Mondiale della api. Una giornata istituita dall’Onu per ribadire il concetto per cui questi insetti sono fondamentali per l’ambiente e per l’umanità.
Le api svolgono nell’ecosistema globale funzioni fondamentali per la sicurezza alimentare, la nutrizione e lo sviluppo sostenibile.

La FAO (Food and Agriculture Organization) ricorda che le api sono la “cartina di tornasole del benessere del nostro ambiente” e quindi di conseguenza dell’umanità stessa. E sono “operose alleate della nostra alimentazione“. Se spariscono le api non solo spariscono tante cose dalla nostra tavola, ma l’intero pianeta potrebbe risentirne.
Tre coltivazione su quattro che producono frutti o semi consumati dall’uomo hanno bisogno di api e altri impollinatori. E molte piante dipendono dall’impollinazione. Piante che sono fondamentali per garantire benessere e mezzi di sussistenza agli esseri umani.

La società delle api è perfetta e ogni essere vivente dovrebbe ispirarsi a questo modello di comunità. Lavorano per il bene comune, non sprecano niente, sono gli unici esseri viventi a non essere possibili vettori di agenti patogeni. Eppure stanno morendo. Le attività dell’uomo stanno mettendo a rischio la loro stessa esistenza. Il rischio estinzione è molto probabile se non corriamo ai ripari.

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Photo by Boba Jaglicic on Unsplash

Api a rischio estinzione.

Il numero delle api sta drasticamente diminuendo. La famiglia delle api oggi è in pericolo. Il 9% delle api europee è a rischio estinzione. Delle 151 specie di api native in Italia, 5 sono in pericolo critico di estinzione e, non essendo state ritrovate di recente, si considerano potenzialmente estinte. Altre 2 sono in pericolo critico, 10 in pericolo, 4 vulnerabili e 13 prossime a uno stato di minaccia.

Le cause secondo la FAO sono da ricollegarsi a molte attività umane che hanno causato problemi nel loro habitat e, in generale, in tutto il mondo: agricoltura intensiva, uso di prodotti chimici per l’agricoltura, temperature troppo alte provocate dal cambiamento climatico.

La FAO sottolinea, con il tema dell’edizione 2020 della Giornata Mondiale delle Api, Bee Engaged, che tutti dobbiamo mettere in pratica e chiedere che siano usate tutte quelle buone pratiche che permettono alle api di sopravvivere e agli apicoltori di fare il proprio lavoro.
La nuova edizione della Giornata vuole anche sottolineare l’importanza dell’utilizzo di pratiche tradizionali legate all’apicoltura, dell’uso di prodotti e servizi che derivano dalle api e del ruolo di questi insetti e di chi li alleva per raggiungere i 17 obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030.

L’impatto della pandemia.

La pandemia da Covid-19, ha avuto un impatto notevole sul settore dell’apicoltura. Sono stati colpitila produzione, il mercato, i mezzi di sussistenza di chi ogni giorno lavora con le api.
Nonostante lo stop dato dal Coronavirus ai fattori inquinanti che sono spesso la causa dei problemi in cui si imbattono le api, la situazione è ancora molto delicata.

Il minor inquinamento atmosferico ha permesso alle api di effettuare viaggi brevi e redditizi per il loro operato, come spiegato dal professor Mark Brown, che insegna ecologia evolutiva alla Royal Holloway, Università di Londra.
Il ridotto inquinamento automobilistico ha migliorato il foraggio delle api, perché con meno smog la forza e la durata dei profumi floreali sono state più intense e hanno permesso agli impollinatori di trovare il cibo più facilmente, senza allontanarsi troppo.
Le minori concentrazioni di ozono potrebbero aver contribuito ad aiutare le api a foraggiarsi in modo adeguato, non andando in confusione a causa dei prodotti chimici presenti nell’aria.
Gli esperti sottolineano che, poi, a disposizione delle api c’erano più fiori, anche selvatici, che di solito con la cura del verde vengono meno.
Tanti effetti positivi, ma anche tanti effetti negativi. Il Coronavirus ha influito molto sul settore con problemi che, secondo Jeff Pettis, presidente di Apimondia, riguardano la mancanza di lavoratori stagionali e di api regine importate per rifornire le colonie. Entrambi gravi problemi per un settore delicato e fondamentale.

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Photo by Mladen Borisov on Unsplash

Save the bees, salva le api. Salva il pianeta.

Dobbiamo salvare le api per salvare il pianeta e noi stessi da una catastrofe che appare sempre più annunciata. Ma contro la quale non si sta facendo abbastanza.
Legambiente ha lanciato la campagna Save the Queen, accompagnata da una raccolta firme per chiedere che si agisca. L’iniziativa vuole fare rete tra i territori e sensibilizzare cittadini e istituzioni per far fronte al rischio concreto dell’estinzione delle api.
10 le azioni che sono state proposte da una campagna che aspetta l’adesione di tutti:

  1. Creazione di una rete di mappaggio della penisola per individuare pesticidi e metalli pesanti attraverso le api
  2. Adozione di arnie
  3. Più orti urbani
  4. Accordi con aziende agricole per mettere in campo azioni per proteggeree la presenza di api e insetti pronubi nei territori
  5. Campagne informative per i cittadini
  6. Richiesta di interventi e risposte concrete alle istituzioni
  7. Creazione di una rete dei Comuni amici delle api
  8. Azioni economiche per sostenere le filiere agricole virtuose
  9. Creazione di una rete di Parchi “Save the queen”
  10. Realizzazione di una linea di miele Save the queen proveniente da apicoltori che rispetto le api e l’ambiente

Agire ora è importante. Perché non sappiamo se lo abbia detto veramente Albert Einstein, ma è vero che se dovesse sparire l’ultima ape presente sulla Terra sarebbe un problema di tutti gli esseri viventi. Umani compresi.

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Redazione i404

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