#FridaysForFuture e #ClimateStrike: esserci è la parola d’ordine. Il caso della scuola primaria a Bologna. Cosa succede a Torino e Milano

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La marcia colorata dei Fridays For Future.

I ragazzi italiani al fianco di Greta marciano ogni venerdì con i #Fridaysforfuture per chiedere che il loro futuro venga garantito. Una marcia pacifica, colorata, apartitica, solidale, ma determinata. Come è stata determinata Greta Thunberg quando davanti ai potenti del mondo li ha rimproverati, dicendo loro in faccia che non hanno fatto niente e continuano a non fare niente. Ma che presto pagheranno il prezzo di questa indifferenza nei confronti dei cambiamenti climatici che stanno cambiando il volto del pianeta. E di fatto stanno togliendo il futuro ai nostri figli.
I Fridays for Future continuano a moltiplicarsi a un ritmo impressionante, anche in vista dello Sciopero globale per il Clima del 15 marzo, quando tutti abbiamo il dovere di scendere in piazza e protestare. Le grandi città organizzano manifestazioni ed eventi per chiedere a gran voce un cambiamento, che non possiamo più attendere. Perché abbiamo solo 12 anni per arrestare un fenomeno in continua crescita. E anche le piccole città non stanno a guardare. Tutto è partito dai ragazzi. Molte scuole li hanno appoggiati. E anche alcune amministrazioni locali cominciano a impegnarsi sul serio. Ed è tutto merito di Greta e delle tante Greta che, in giro per il mondo, hanno cominciato a far sentire la loro voce. Altro che bamboccioni che pensano solo a divertirsi.

Cartello Fridays for Future

Photo by Paul Wetzel on Unsplash

Il 15 marzo anche l’Italia si prepara per il Climate Strike.

Grandi e piccole città sono pronte a scendere in piazza con manifestazioni che avranno come unico obiettivo chiedere un cambiamento profondo alla politica internazionale. Perché gli effetti dei cambiamenti climatici sono sotto gli occhi di tutti. Perché ne va della vita della Terra. E della vita sulla Terra.
Tutto è partito dai giovani, perché è il loro futuro a essere a rischio, come ci ha raccontato Marianna Bertotti di FFF Pavia. E se ci sono insegnanti che al posto di sostenerli chiedono loro perché lo fanno e perché non stanno a scuola a studiare, ci sono anche docenti illuminati che portano in classe le tematiche ambientali. E magari accompagnano gli studenti a manifestare in piazza. Ogni venerdì, ma anche in occasione dello sciopero globale di venerdì 15 marzo 2019. Per il quale è arrivata anche una circolare del Ministero, per l’appoggio del sindacato SISA all’evento internazionale.
Manifestazioni di piazza sono già state organizzate nelle grandi città. E altre se ne aggiungeranno da qui al grande giorno. Ma anche le piccole città si mobilitano. Ogni venerdì e in vista del Climate Strike.

Lo sciopero per il clima a Medicina, città in provincia di Bologna che dovrebbe essere presa ad esempio dal resto d’Italia.

Ti stai chiedendo perché? Per un semplice motivo: perché qui sono riusciti a organizzarsi e coordinarsi in stretta collaborazione tra scuole, distretto scolastico e amministrazione comunale. Per permettere il perfetto svolgimento dello sciopero, in tutta sicurezza per i ragazzi. Certo, avrebbero potuto scioperare tutti insieme a Bologna, ma hanno preferito optare per un’altra strada. Che porta così lo sciopero anche nei piccoli centri.

Tutto è iniziato da un’insegnante di scuola primaria.

Che si è sempre occupata di tematiche ambientali in classe con i ragazzi. Quando ha visto la determinazione di Greta, ha sentito la necessità di condividere il messaggio con i suoi alunni.
Sentir parlare un quasi coetaneo fa più effetto sicuramente. Ho detto loro che li avrei appoggiati se avessero voluto aderire a quel tipo di sciopero, così ne approfitto anche per far vedere loro cosa vuol dire lottare, fare ricerca e spendere tempo ed energie per un ideale; loro sono stati toccati e abbiamo iniziato ad avviare la macchina burocratica“.
E così per le sue due classi quinte della scuola primaria ha contattato prima la Dirigente scolastica, appoggiata dalle sue colleghe. Anche se qualcuno non ha colto l’importanza della sua mobilitazione. Ha chiesto alla preside di sentire l’Amministrazione comunale per ottenere la piazza principale libera dal traffico: si parla di bambini dai 6 agli 11 anni, la responsabilità è tanta.

Ma la preside ha fatto molto di più.

Ha creato una rete tra loro gli altri plessi della scuola d’infanzia, primaria e secondaria, occupandosi della comunicazione con il Comune.
Morale della favola? Le scuole di Medicina avranno il 15 marzo la piazza a disposizione. E le autorità sono pronte a ricevere le proposte etiche per migliorare la vita in città. Più di 2000 persone saranno coinvolte. In una cittadina di circa 16mila abitanti. Scusa se è poco.

Cartello di protesta Non abbiamo un Pianeta B

Photo by Mika Baumeister on Unsplash

Fridays for Future e sciopero per il clima: nelle grandi città l’organizzazione è un po’ più complicata.

Nelle piazze principali sono previsti cortei degli studenti delle scuole superiori e delle università. Come a Milano e a Torino. Impensabile poter portare qui ragazzini più piccoli, magari della scuola primaria. Come dicevamo, la sicurezza prima di tutto. Allora che fare, arrendersi? Ovviamente no. Le soluzioni si trovano sempre. Basta solo volerle trovare.

A Milano, ad esempio, si pensava di far scendere in piazza i bambini delle scuole primarie. Ma poi è stata organizzata una grande marcia di studenti più grandi. Gli organizzatori non hanno desistito, ma hanno scelto di percorrere un’altra strada. Organizzando magari qualcosa di più piccolo all’interno (ma anche all’esterno) delle scuole.

A Torino ci sarà una grande manifestazione di piazza, come in altre grandi città. Pensare di organizzare uno sciopero anche con i ragazzi potrebbe essere complicato. Molti presidi potrebbero non essere d’accordo per problemi di sicurezza. E allora magari si potrebbe pensare di mandare solo una delegazione di studenti, anche per intervenire e raccontare quello che si sta facendo nelle scuole. Mentre gli altri potrebbero manifestare davanti a scuola.
David, giovanissimo organizzatore che è partito insieme a 3 amici, radunando venerdì dopo venerdì sempre più ragazzi (sono circa 200), ci ha raccontato che la città sabauda ospiterà un corteo che toccherà le piazze più belle e rappresentative per arrivare a piazza Palazzo di Città, dove ci sarà un flash mob, prima di radunarsi tutti in piazza Castello dove su un palco saliranno i ragazzi dei Fridays for Future ed esperti e divulgatori come Luca Mercalli. “Coinvolgere tutti” è la parola d’ordine. I ragazzi che non potranno essere in piazza, magari per ostruzionismo di presidi e docenti, potranno protestare di fronte alle loro scuole, condividendo poi via social la loro presenza.

Per esserci comunque. Perché lo spirito è questo. Non solo grandi manifestazioni di piazza, che servono comunque a smuovere le acque. Ma anche interventi nel nostro piccolo e nel quotidiano. Perché anche così si fa la differenza. Goccia dopo goccia, persona dopo persona, marcia dopo marcia.

Photo by Priscilla Du Preez on Unsplash

E la politica intanto cosa fa?

Mentre nelle scuole italiane cominciano ad arrivare le prime circolari che riguardano lo sciopero per il clima, a livello nazionale cosa si fa? Niente, come al solito. A livello locale abbiamo visto molti sindaci muoversi per cambiare le cose. E per ascoltare le richieste dei cittadini sulle tematiche ambientali. Piccoli o grandi che siano. Mentre a Roma, nelle alte sfere, sono occupati in altre questioni ritenute più urgenti. Come se il fatto che la Terra sia quasi al collasso, senza un pianeta B di riserva, non fosse una questione urgente.

Come si comporterà il 15 marzo quando l’Italia intera, quando una marea di ragazzi, insegnanti, genitori, attivisti, semplici cittadini scenderanno in piazza per chiedere azioni concrete? Non potranno più nascondersi. #CariPolitici è l’hashtag a loro dedicato. Inondiamoli di post.

Dalla pagina Facebook di Fridays For Future Italy

 

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Patrizia Chimera

Giornalista pubblicista di attualità e lifestyle. Spirito zen, curiosità innata, ama sempre mettere tutto in discussione


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