Fridays for Future Italia si organizza: aspettative e speranze del movimento

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I venerdì per il futuro non si fermano. I Fridays for Future vanno avanti. Con iniziative che coinvolgono studenti e cittadinanza non solo per protestare in piazza per un futuro che sembra sempre più incerto. Ma anche per proporre azioni concrete che possano davvero fare la differenza.
Quattro i prossimi eventi in calendario in Italia: il 13 aprile c'è l'assemblea nazionale, anticipata il 12 da un incontro con gli scienziati. Venerdì 19 aprile Greta Thunberg scenderà con i ragazzi nella piazza di Roma (mentre il 18 parteciperà ad un incontro in Senato). Il 24 maggio è Global Strike.

E poi attività che possono educare e coinvolgere.
Pulizia delle strade e delle spiagge. Perché è vero che non serve a molto per ridurre la CO2 presente nell'aria, ma contribuisce a sensibilizzare tutti a prendersi cura dei luoghi che si vivono ogni giorno.
Assemblee, incontri, dibattiti. Per capire cosa sta succedendo, grazie a voci autorevoli, e anche comprendere cosa si può fare per correre ai ripari.
Sensibilizzazione a scuola con laboratori, spiegazioni, letture di libri, azioni concrete. Perché i bambini sono il futuro. E forse grazie a loro e ai ragazzi che come Greta Thunberg scendono in piazza possiamo sperare di avere un futuro su questo pianeta.

Tutti insieme, uniti. Ognuno con la propria storia, con le proprie modalità d'azione, con i propri intenti. Per un fine comune: salvare la Terra. A livello locale, nazionale, globale.

Fridays for future, cartello

Photo by Markus Spiske on Unsplash

Fridays for future in Italia.

Da movimento locale a fenomeno nazionale il passo è breve. Come accade in altre realtà europee e mondiali, da un lato ci sono le realtà locali, #FFFRoma, #FFFMilano, #FridaysForFutureNapoli, ad esempio, che poi confluiscono per intenti nella realtà nazionale. Che in Italia è stata messa particolarmente a rischio quando uno degli amministratori della pagina Facebook Fridays For Future Italy, Luca Polidori, ha deciso di estromettere dai canali social e dal sito tutti gli altri amministratori (8 marzo), trasformando poi la pagina del movimento italiano nell'attuale pagina Futuro Verde, un'associazione con sede in Belgio.

Gli amministratori banditi hanno dovuto convergere, non senza fatica, in un'altra realtà: Fridays for Future Italia. Cercando di correre ai ripari per non perdere tutto quello che di bello era stato fatto da inizio anno e fino allo sciopero globale per il clima del 15 marzo. E oltre, visto che ogni venerdì si continua a scendere in piazza e che è già in programma un secondo Global Strike per il 24 maggio, proprio nei giorni delle Elezioni europee 2019.

I Fridays for future come sono organizzati a livello locale.

Locale e nazionale seguono lo stesso intento: portare in piazza l'urlo dei giovani che chiedono un futuro. Ma le modalità sono per forza diverse. "La realtà locale si gestisce da città a città, non c'è interpretazione o realtà oggettiva, di modalità o processi di decisione", come ci ricordano gli organizzatori di FFF Milano. "Ogni cosa è completamente diversa, non può essere identificata in un processo uguale all'altro".
Anche perché ogni realtà è diversa. E può dover fare i conti con esigenze differenti, come ci racconta Monica Capo, insegnante di scuola primaria che ha dato il via insieme a Vincenzo Mautone ai Fridays For Future Napoli. Ogni parte è fondamentale per perseguire l'obiettivo finale, per contribuire con idee e soluzioni già sfruttate e per condividere progettazioni e intenti. Come in una vera e propria rete sempre connessa, condivisa, sempre pronta a fare di più. Collegamento dopo collegamento.
E proprio la rete, quella che viaggia online, per i social network e il passaparola, offre un validissimo aiuto.

Freccia rossa per indicare la direzione

Photo by Narain Jashanmal on Unsplash

I Fridays for future locali sono attenti al territorio regionale.

E non potrebbe essere altrimenti: è a livello locale che si ha il polso della situazione, che si conoscono le brutte storie che devono essere cambiate.
Fridays for Future Napoli, ad esempio, non è solo in piazza ogni venerdì. Il gruppo organizza anche assemblee e dibattiti, perché solo parlando e spiegando i problemi si può sperare di trovare soluzioni.
Partecipa anche a mobilitazioni locali per la salvaguardia di un ambiente, quello campano, spesso sfruttato e violentato senza ritegno. "Abbiamo organizzato un FridaysforFuture a Torre del Greco dove era sorto un problema nella gestione dei rifiuti. - rivela Monica Capo - Ad una settimana dallo sciopero, anche grazie a un'efficace inchiesta giornalistica, hanno arrestato 14 persone per voto di scambio e promesse di assunzioni clientelari all’interno dell’azienda di smaltimento rifiuti".

Pensare al bene comune più vicino, alla propria casa più prossima può risultare più semplice. Aiuta a coinvolgere, sensibilizzare, agire. E da qui si può partire per cambi di rotta per preservare la natura in senso più globale.
A livello nazionale le cose sono un po' più difficili. Ma con buone basi e una progettazione con linee guida che indichino la strada, si può fare molto.

Fare rete

Photo by Clint Adair on Unsplash

I Fridays for future come sono organizzati a livello nazionale.

Anticipata venerdì 12 aprile da un incontro con scienziati pronti a spiegare i cambiamenti climatici a tutta la popolazione (giorno in cui, tra l'altro, Greta Thunberg è a Roma), nella giornata di sabato l'assemblea nazionale costituente promette di dettare le linee guida per il futuro del movimento in Italia. Affinché non solo si allarghi sempre più a macchia d'olio, ma diventi determinante per le scelte politiche che possono realmente fare la differenza.
Alessandro Silvello, Strike organizer presso Fridays for Future Milano e fondatore di Regeneration Italia, nutre grandi aspettative. Proprio come i suoi colleghi. E ci spiega come funziona a livello nazionale l'organizzazione.
In Italia ci sono due gruppi. Uno raggruppa gli organizzatori nazionali, che sostanzialmente rappresenta l'ordine cronologico con le persone che per prime si sono attivate. Poi c'è il gruppo dei portavoce italiani, di tutte le città coinvolte, due per ogni città.
Il gruppo di organizzatori dei referenti è composto da 20 persone ed è riconosciuto tale, come gruppo esecutivo, fino all'assemblea nazionale del 13 aprile 2019, quando si dovrà nominare un gruppo di portavoce rappresentati, un piccolo drappello di persone che possa farsi voce tra tutti i portavoce. Entrambi insieme gestiscono le pagine e i comunicati.

Non esiste una gerarchia verticale, esiste una rete di relazioni, che io chiamo sociocrazia, perché sono le relazioni e le decisioni tra le dinamiche di relazioni che definiscono i risultati, gli output, i comunicati.

Dinamiche che non cambieranno, ma che si faranno più strutturate dopo l'assemblea costituente, di cui ha parlato anche Greta Thunberg in un video.

Il manifesto dei Fridays For Future: ordine del giorno.

Cosa uscirà dall'assemblea del 13 aprile 2019? Grande è l'attesa per quello che è un incontro fondamentale per il futuro dei Fridays for Future. Niente è ancora certo, tante le supposizioni e le idee. Su cui confrontarsi e condividere opinioni e punti di vista.
Tra gli ordini del giorno dell'assemblea ci sarà "definire chi siamo, cosa facciamo, per chi lo facciamo, definire dove andiamo e come ci andiamo. - svela Alessandro Silvello, che poi aggiunge quello che potrebbe venire fuori da un incontro così fondamentale (anche se nel momento in cui andiamo online tutto è in divenire, ndr). "Una volta definito questo, secondo me, il documento che ne potrebbe uscire fuori potrebbe essere una sorta di bozza di manifesto che poi dovrà essere approvato nei gruppi. Dovrebbe spiegare come ci muoviamo, come ci organizziamo e quello che chiediamo. Potrebbero emergere anche una linea programmatica e una linea di programmazione, una linea guida, con indicazioni molto di base. In un movimento giuridicamente non formato dove tutti possono arrivare e contestare precedentemente bisogna essere prudenti in quello che si dice. È una prudenza propositiva e audace".

La prudenza non è mai troppa, visto i precedenti. L'importante è agire per intenti comuni, fornirsi di un'identità che sia ben riconosciuta. E continuare ad andare avanti. Il futuro non è roseo. Ma la voglia di cambiamento è tanta.
Great expectations, grandi speranze, come diceva Charles Dickens.

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Patrizia Chimera
Patrizia Chimera

Giornalista pubblicista di attualità e lifestyle. Spirito zen, curiosità innata, ama sempre mettere tutto in discussione


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