La storia del Comune siciliano diventato verde

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Patrizia Chimera
Patrizia Chimera
Giornalista pubblicista di attualità e lifestyle. Spirito zen, curiosità innata, ama sempre mettere tutto in discussione

Tempo di lettura stimato: 2 minutiLa mappa dei colori delle Regioni e delle zone a rischio contagio non c’entra nulla. Il verde di cui parliamo, in associazione alla storia di questo Comune siciliano, racconta di una bellissima svolta green e sostenibile, resa possibile grazie a un Sindaco lungimirante che ci dimostra che puntare sull’ambiente può essere l’arma vincente.

Sei mai stato a Ferla? Ecco perché dovrebbe diventare la tua prossima meta turistica. O anche l’idea perfetta di città sostenibile da copiare anche in altri centri urbani del bel paese.

C’era una volta il Comune di Ferla

E non navigava in ottime acque. La piccola cittadina in provincia di Siracusa, sui monti Iblei, nel 2011 attraversava un momento di crisi economica senza precedenti.
Il neo eletto sindaco, Michelangelo Ginsiracusa, si è dovuto rimboccare le maniche, per far quadrare il bilancio e far tornare i conti che erano di un rosso fin troppo acceso.

Il primo cittadino ha iniziato a indagare a fondo per capire quali fossero i problemi e quali gli interventi per arginare le spese del suo Comune.
Si è subito reso conto che la raccolta differenziata costava ai suoi concittadini cifre da capogiro. Ed è da lì che ha avuto inizio una svolta ambientalista, che ha portato la cittadina a passare da un rosso poco relativo a un verde sostenibile. Trasformando di fatto il volto del borgo di Ferla in un esempio di come la forza di volontà e le politiche green possono essere davvero la chiave del nostro futuro.

Il Comune di Ferla, esempio di città sostenibile

Per prima cosa il Sindaco ha creato un’Ecostazione, dove i cittadini potessero conferire i rifiuti riciclandoli come si deve. In seguito sono nate la Casa del Compost, per trasformare la frazione di umido, e la Casa dell’Acqua, per rifornirsi senza comprare bottiglie di plastica usa e getta.
Tre semplici interventi che hanno ridotto costi e rifiuti. E che hanno permesso alle casse del Comune di tirare un sospiro di sollievo. Michelangelo Giansiracusa non si è fermato qui con gli interventi volti a creare una città sostenibile e vivibile. L’amministrazione comunale ha riqualificato scuole ed edifici comunali, anche installando impianti fotovoltaici. Diventando il secondo Comune per potenza fotovoltaica di tutta la Sicilia.
Il borgo, che appartiene al circuito dei più belli d’Italia, è un Comune virtuoso. E ora parlano tutti di modello Ferla, come esempio da prendere in considerazione per poter cambiare in poco tempo volto ai nostri centri urbani. Tanto che Legambiente gli ha conferito i riconoscimenti di Comune Riciclone e Comune Rinnovabile.

ferla panorama
Clemensfranz, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons

Quanto ha risparmiato il Comune di Ferla?

Si parla di un risparmio di 120mila euro l’anno (di cui 40mila grazie alla differenziazione dei rifiuti e 30mila per il fotovoltaico), in termini economici, e 300 tonnellate in meno di CO2, i termini ambientali. In poco più di 9 anni anni il centro con meno di 2.500 abitanti ha ridotto le spese di quasi mezzo milione di euro, su un bilancio di 3 milioni, non dovendo più ricorrere ad anticipi di cassa. Senza tralasciare un altro dato importante: la raccolta differenziata è passata dal 2% al 75%.

Oggi a Ferla arrivano esperti da tutto il mondo per comprendere i meccanismi di un’esperienza che ha funzionato e continua a funzionare. A chi chiede al Sindaco se il suo modello può essere applicato anche in una grande città, lui risponde che ci vuole più tempo, ma si può fare. Con l’aiuto di tutti, cittadini e associazioni in prima linea, come il modello Ferla dimostra, si può fare la differenza.

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