Elefanti a rischio in Namibia e Botswana. La minaccia è un nuovo giacimento petrolifero

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Patrizia Chimera
Giornalista pubblicista di attualità e lifestyle. Spirito zen, curiosità innata, ama sempre mettere tutto in discussione

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Photo by Hu Chen on Unsplash

A causa di un nuovo giacimento di petrolio, gli elefanti sono a rischio in Namibia e Botswana. Migliaia di splendidi animali potrebbero rischiare la vita a causa della costruzione di una grandissima struttura che sorgerebbe in una delle aree selvagge più grandi di tutto il Continente nero.

Elefanti a rischio estinzione in Africa?

La denuncia è partita dall’ambientalista Rosemary Alles di Global March for Rhinos and Elephants, che spiega che oggi sono meno di 450mila gli esemplari di elefanti africani che sopravvivono nel grande continente africano. Molto tempo fa si parlava di milioni di animali che vivevano liberi e tutelati. 130mila dei superstiti hanno scelto di vivere in una regione oggi minacciata da un grande giacimento di petrolio.
Secondo i dati finora resi noti, pare che negli ultimi mesi nell’area siano stati trovati morti più di 300 elefanti. Le autorità escludono il bracconaggio. Le zanne degli animali, infatti, non sono state portate via. Secondo le guardie forestali forse è colpa di alcune tossine naturali che maturano nell’acqua stagnante e che proliferano a causa dei cambiamenti climatici.

elefanti africani
Photo by Richard Jacobs on Unsplash

Le associazioni ambientaliste contro il giacimento petrolifero

Il progetto è portato avanti da ReconAfrica, compagnia petrolifera e del gas canadese che avrebbe affittato più di 34mila chilometri quadrati di terreno nel bacino del fiume Okavango. L’impianto potrebbe generare, secondo le stime, dai 60 miliardi ai 120 miliardi di barili. Per un valore di miliardi di dollari.

Il governo della Namibia finora ha concesso solo licenze esplorative, escludendo aree di conservazione e garantendo la protezione della fauna selvatica. Ma scienziati, ambientalisti e popolazione locale hanno paura dell’impatto di questi lavori sulla sopravvivenza di tutti.
Le operazioni di estrazione sarebbero un pericolo non solo per gli animali che vivono in quelle zone. Ma anche per 200mila persone che abitano questi luoghi, come gli indigeni San, che vivono di agricoltura, pesca e turismo. Settori che un giacimento petrolifero potrebbe mettere a dura prova. Anche perché gli abitanti del luogo non sono stati interpellati prima di decidere dove insediarlo. E ora temono di dover abbandonare le loro case.

Nnimmo Bassey, direttore della Health of Mother Earth Foundation e presidente di Oilwatch Africa, spiega: «Ogni elemento di questo progetto — dalla costruzione di nuove strade ai siti di perforazione, passando alle raffinerie — devasterà l’ecosistema e le comunità locali che dipendono da esso per l’agricoltura e la pesca».

Gli elefanti sono già turbati oggi dalle vibrazioni delle operazioni di esplorazione e il rischio è che gli animali possano allontanarsi da una zona sicura e finire nel mirino dei bracconieri. Anche perché soprattutto le mamme con i piccoli evitano le aree dove operano gli esseri umani, perché percepiscono il rumore come pericoli. «Questo può allontanarli dalle loro antiche rotte migratorie e avvicinarli a villaggi e aree agricole, portando a un conflitto umano-elefante».

chiazza di petrolio
Foto di Dennis Larsen da Pixabay

Il petrolio minaccia un vero e proprio santuario della biodiversità

A fronte di quei benefici che si intravedono in nuovi posti di lavoro e vantaggi economici per la regione, non si considerano i danni ambientali che questa operazione potrebbe comportare?

Il Delta dell’Okavango è considerato un vero e proprio santuario naturale, un patrimonio per la biodiversità, ma al tempo stesso anche un luogo fragile. Decine di specie animali e vegetali potrebbero essere messe a rischio da questo nuovo giacimento petrolifero.

Abbiamo davvero bisogno di quel petrolio? Proprio il mese scorso l’Agenzia internazionale per l’energia (Iea) ha sottolineato che non dovremmo più cercare nuovi giacimenti. Dal momento che entro il 2050 abbiamo un traguardo importante da raggiungere: zero emissioni. Un giacimento del genere in Africa andrebbe contro ogni buon proposito fatto dalla comunità internazionale. E minerebbe le basi su cui si fonda l’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile. Stanno giocando con il futuro della Terra e questo non è più tollerabile.

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1 COMMENTO

  1. Sono esterrefatta da come i potenti del mondo non capiscono che continuando a sfruttare in maniera così sconsiderata il pianeta, non ci sarà nessuna umanità futura……e forse è proprio quello che ci meritiamo………che schifo che gli interessi di pochi, contino di più dell’interesse dell’umanità…

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