Ecocidio, perché il significato di questa parola deve essere conosciuto da tutti

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Patrizia Chimera
Giornalista pubblicista di attualità e lifestyle. Spirito zen, curiosità innata, ama sempre mettere tutto in discussione

Tempo di lettura stimato: 2 minutiEcocidio, significato della parola: chi lo conosce?
Un nuovo termine, un neologismo per indicare un vero e proprio crimine contro la Terra, che avrebbe bisogno di leggi in grado di prevedere pene severe per chi si macchia di quello che dovrebbe essere un reato.
Sai che cosa si intende con la parola ecocidio?

Cos’è l’ecocidio, significato

Il sostantivo maschile ecocidio (plurale, ecocidi) indica la distruzione volontaria di un ambiente naturale.
La parola è composta dal prefisso eco, dal greco oikos che significa casa e famiglia, e dal suffisso cidio, che invece è tratto dal latino cidium, che deriva dal verbo caedere. In italiano lo traduciamo con tagliare o uccidere. Letteralmente il significato di ecocidio è “fare a pezzi la casa“, dove per casa si intende la casa comune di tutti noi, il pianeta Terra.
Di fatto l’ecocidio è un crimine contro Madre Natura, reati commessi dall’essere umano con attività volte a danneggiare gli ecosistemi, gli habitat, ogni ambiente naturale. Spesso in maniera irreparabile e con conseguenze devastanti per tutti.

stop ecocidio
Photo by Ehimetalor Akhere Unuabona on Unsplash

Il neologismo è stato coniato da Franz J. Broswimmer in uno studio del 2002 dal titolo Ecocide, per indicare la distruzione dell’ambiente in cui si vive. Ma già dagli anni Settanta si parla di queste tematiche. L’impatto delle attività umane sul pianeta è sempre più pesante in termini di effetti negativi su ecosistemi e habitat naturali. Siamo di fronte a quella che alcuni esperti definiscono come la sesta grande estinzione di massa, ma non facciamo nulla per cambiare il nostro stile di vita proteggendo di più la Terra.

L’ecocidio è un crimine contro la Terra

Un crimine compiuto ogni giorno dagli esseri umani e da chi non ha a cuore la salute del pianeta.
Sono molte le associazioni che lottano contro lo sfruttamento delle risorse naturali e che spingono a trattare questo fenomeno come un vero e proprio reato, quello di tentato omicidio di tutte le forme viventi sulla Terra, umanità compresa.
Ad esempio l’ong Stop Ecocide da tempo chiede che tutti i Paesi del mondo inizino a considerare l’ecocidio come un vero e proprio crimine, introducendo normative ad hoc che condividano in tutto il mondo le stesse intenzioni. Per poter porre fine a quello che è un vero e proprio attentato alla natura.

Un reato contro la Terra e contro l’umanità

Ogni nostro gesto ha conseguenze positive e negative sull’ambiente in cui viviamo. Questo dovremmo tenerlo a mente tutti quanti, ogni giorno. E dovrebbero tenerlo a mente aziende, enti privati e pubblici, amministrazioni locali, nazionali e internazionali. L’ecocidio dovrebbe essere un reato perseguibile per legge, con definizione chiara e pene severe per chi sgarra e si macchia di un crimine che non deve essere più tollerato.

reato di ecocidio
Photo by Joshua J. Cotten on Unsplash

In Italia, ad esempio, esiste il decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 dedicato a tematiche ambientali, ma servono interventi più efficaci e condivisi a livello internazionale. La Francia ha compiuto recentemente un ulteriore passo avanti a novembre 2020, con un disegno di legge che introdurrebbe il reato di ecocidio. Due i reati ipotizzati: reato generale di inquinamento per chi arreca danni gravi all’ambiente (pene da 3 a 10 anni di reclusione e multe dai 375 mila ai 4,5 milioni di euro) e reato di messa in pericolo dell’ambiente per violazione deliberata di un obbligo, anche se senza conseguenze dannose per gli ecosistemi (pene fino a un anno di reclusione e 100mila euro di ammenda).

Per agire insieme in tutto il mondo, Ecocide Law, ong fondata da Polly Higgins e Jojo Mehta, ha chiesto di introdurre il reato di ecocidio internazionale, da inserire nell’elenco dei crimini internazionali sotto la giurisdizione della Corte penale internazionale (Cpi). Per poterlo fare, dovremmo cambiare lo Statuto di Roma del 1998, introducendo il crimine di ecocidio, accanto alle altre categorie di crimini contro la pace che preoccupano la comunità internazionale (genocidio, crimini contro l’umanità, crimini di guerra, crimini di aggressione). Una richiesta che non si può più demandare a un domani che potrebbe non esserci se non agiamo subito.

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