Distratti dal Coronavirus, nessuno si ricorda della crisi climatica. Non andrà tutto bene

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Il 9 ottobre si torna in piazza per chiedere ancora una volta alle istituzioni di prendersi la responsabilità di combattere la crisi climatica.
Dopo due anni dalla prima protesta di Greta Thunberg e la nascita del movimento Fridays For Future, si rischia di essere troppo distratti da un’altra emergenza, quella sanitaria. Che di fatto oscura quella climatica in corso ormai da anni.
Perché non si affronta il problema del climate change con la stessa forza con cui si combatte un virus?

9 ottobre, nuovo sciopero per il clima

In tutta Italia venerdì 9 ottobre si svolgerà il Climate Strike, lo sciopero per il clima.
Molte le città che partecipano alla mobilitazione nazionale. Gli attivisti chiedono a tutti i cittadini di unirsi alla marcia contro la crisi climatica. Perché è ora di affrontarla. Non bastano più le promesse e le parole spese cadute nel vuoto.
Mancano 7 anni al punto di non ritorno. Se non si fa qualcosa oggi, potremo rimpiangerlo domani. Perché non sarà più possibile fermare il cambiamento climatico.

Nel 2020, però, protestare per ottenere la giustizia climatica non è semplice. E non solo per le norme di sicurezza anti contagio. Quello è il meno. Il problema oggi è che tutti siamo distratti da un’altra emergenza, quella innescata dal Coronavirus che ha creato una pandemia a livello globale che ci tiene da mesi con  il fiato sospeso. Una crisi sanitaria contro la quale tutti (o quasi tutti) si stanno spendendo per porre fine ai contagi.
E gli attivisti di Fridays For Future si domandano perché tanta forza e tanta energia non vengano sfruttate anche per dire basta al climate change. Perché non si avverte la stessa urgenza di agire?

Climate strike ai tempi del Coronavirus

Le proteste non si sono mai fermate. Nemmeno durante il lockdown. Sui social gli attivisti per il clima hanno continuato a far sentire la propria voce. Perché non si può ignorare la crisi climatica che riguarda tutti, considerandola un problema marginale. Anche in un 2020 caratterizzato da una pandemia che ci ha costretti a rivedere le nostre abitudini. Spingendoci talvolta a tirare fuori il meglio della nostra umanità. Mentre altre volte è purtroppo emerso il peggio.

Fridays For Future chiede di ascoltare la scienza e le parole degli scienziati spesso sottovalutate. In un momento storico in cui dovremmo aver capito che non si può far finta che non stia accadendo nulla. Gli eventi atmosferici sempre più forti e impattanti hanno lasciato ferite e cicatrici in tutto il mondo. Eppure c’è ancora chi minimizza.
Per ricordarlo nuovamente, studenti, insegnanti, genitori e gente comune venerdì 9 ottobre 2020 saranno in piazza, seguendo le norme di sicurezza previste per prevenire il contagio in ogni evento organizzato. Regole base che tutti dovremmo aver acquisito ormai. Ma che spesso sono ancora oggetto di discussione e disinformazione.

  • Mascherina obbligatoria che copra naso e bocca.
  • Gel disinfettante.
  • Mantenere la distanza di almeno 1.5 metri. Anche dagli amici.
  • Misurarsi la febbre prima di uscire di casa. E rimanere a casa se la temperatura supera i 37.5 gradi o si hanno sintomi da Covid-19.
  • Non partecipare agli eventi fisicamente se ci sono stati contatti con positivi.
  • Utilizzare il proprio cartellone personale che non potrà essere condiviso.
  • Non condividere i megafoni.
  • Seguire le regole date dagli organizzatori. Rispettando i segnali che saranno evidenziati. E prenotazione dei posti qualora fosse richiesto.

Semplici regole per salvaguardare sé stessi e gli altri. Mentre si cerca di proteggere la terra di tutti.

È tempo di agire

Due anni fa Greta Thunberg, candidata al premio Nobel 2020 per la pace, ci spingeva ad agire come se la nostra casa fosse in fiamme. Perché è quello che sta accadendo.
La protesta deve andare avanti.
Come ricordato dagli organizzatori di Fridays For Future Brescia, ragazzi e insegnanti non sono scesi in piazza per moda. Ma per necessità. E ora chiedono che l’attenzione mediatica dedicata fino a prima dello scoppio della pandemia possa tornare a focalizzarsi anche sulla loro lotta per garantire a tutti il diritto a un futuro.

Oggi stiamo arrancando nella paura della pandemia da Covid-19, ma le emissioni climalteranti continuano a crescere e la crisi climatica nel frattempo si aggrava. Quindi, venerdì 9 ottobre ci sarà un altro sciopero, per chiedere che la politica agisca con coraggio, determinazione e, se serve, anche impopolarità, per evitare l’irreparabile. La scienza ce lo dice chiaro e tondo. Entro 7 anni e mezzo entreremo in una fase irreversibile. Siamo quasi in fase terminale, serve una terapia drastica. Altrimenti non andrà tutto bene.
Cristina Carasi, Fridays For Future Brescia

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Patrizia Chimera

Giornalista pubblicista di attualità e lifestyle. Spirito zen, curiosità innata, ama sempre mettere tutto in discussione


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