Come si calcola l’impronta ecologica

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Patrizia Chimera
Giornalista pubblicista di attualità e lifestyle. Spirito zen, curiosità innata, ama sempre mettere tutto in discussione

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Come si calcola l'impronta ecologica
Photo by OCG Saving The Ocean on Unsplash

A ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria. Questo è quello che sottolinea la terza legge della dinamica, o principio di azione e reazione. Ed è quello che avviene ogni qualvolta noi compiamo un gesto, un’azione, prendiamo una decisione. In ogni campo.
Ogni nostra azione si riflette sul pianeta che viviamo. E dovremmo sempre tenerlo a mente. La nostra impronta ecologica può avere ripercussioni importanti. Quella personale di ognuna di noi, ma anche quella di ogni attività umana, anche a livello industriale, che potrebbe comportare alti rischi per l’ambiente. Per questo è bene sapere come calcolarla e come compensarla.

Cos’è l’impronta ecologica

Il termine “impronta ecologica” si indica l’impatto di ogni persona sul pianeta, andando a calcolare quante risorse naturali andiamo a consumare continuando a seguire il nostro stile di vita, paragonando questo numero alle reali capacità della Terra di rigenerarle.
L’impronta ecologica, nel dettaglio, misura la capacità della Terra a rigenerare le risorse che consumiamo ogni giorno e di assorbire i rifiuti che produciamo. Ogni nostra azione ha un impatto sul pianeta, anche se spesso ne siamo inconsapevoli.

L’impronta ecologica si può calcolare a livello personale (le risorse che ognuno di noi spreca ogni giorno), a livello famigliare, a livello locale, anche come Amministrazioni, a livello nazionale o a livello mondiale. Grazie a questo semplice calcolo possiamo renderci conto di quanto il nostro stile di vita sia adeguato o meno per evitare che l’Overshoot Day, il giorno in cui tecnicamente gli esseri umani hanno terminato tutte le risorse a disposizione sulla Terra, anticipi sempre più. E per evitare di ritrovarci a vivere su un pianeta non più in grado di “sopportare” i nostri modelli di vita.
Il concetto è stato introdotto negli anni Novanta, dagli scienziati William Rees e Mathis Wackernagel. Nel libro del 1996 “Our Ecological Footprint: Reducing Human Impact on the Earth” spiegano perfettamente perché questo indicatore quantitativo è fondamentale per adottare comportamenti idonei a garantire un reale sviluppo sostenibile. E per comprendere cosa possiamo fare per evitare di avere un impatto troppo pesante.

difesa dell'ambiente
Photo by Possessed Photography on Unsplash

Come si calcola l’impronta ecologica

Il calcolo non è semplicissimo. Bisogna tenere in considerazione le risorse naturali che consumiamo ogni giorno, valutando lo spazio che ogni persona occupa ed esprimendo il rapporto in chilogrammi per ettari (kg/ha). Ci sono studi che hanno calcolato che ognuno di noi ha sulla Terra a disposizione 1,5 ettari, suddivisi in 0,25 ettari di terreno agricolo, 0,6 di pascolo, 0,6 di foreste e 0,03 ettari di aree edificate.
A questo numero dobbiamo togliere la quota di territorio dedicata alla garanzia degli ecosistemi. E si arriva a un massimo di impronta ecologica di 1,7 ettari. Chi ne consuma di più, non sta adottando comportamenti sostenibili. Se tutta l’umanità ha un’impronta alta, un pianeta non basta più.

Per poter capire se abbiamo un’anima green o meno, basta tenere in considerazione ogni nostro scelta che compiamo ogni giorno: quello che mangiamo, come ci muoviamo, quanti rifiuti produciamo e quanta raccolta differenziata riusciamo a portare avanti con successo, cosa acquistiamo, quanto sprechiamo, quanta energia consumiamo e quante emissioni produciamo.
Esistono dei tool, come quello del WWF, che ci consentono di conoscere la nostra impronta ecologica. Questo è il primo passo per ammettere di avere un problema e iniziare fin da subito a mettere in atto azioni concrete per cambiare rotta. E cercare di ridurre il proprio impatto sul pianeta.

sviluppo sostenibile
Photo by Sander Weeteling on Unsplash

Come compensarla

Dopo aver calcolato con i tool a disposizione online la tua impronta ecologica hai ricevuto una brutta notizia? Non ti devi allarmare. Hai già compiuto un primo passo verso quella piena consapevolezza che potrà da oggi in poi portarti a fare scelte più consapevoli per quello che riguarda il tuo stile di vita sostenibile.

Sono tante le azioni che puoi compiere nel tuo piccolo, oltre che pretendere che Amministrazioni Comunali e aziende facciano lo stesso. Per essere fonte di ispirazione per gli altri e buon esempio per tutti cerca di:

  • Acquistare a chilometro zero.
  • Mangiare più verdura e meno carne.
  • Bere acqua del rubinetto evitando di consumare troppa acqua in bottiglia.
  • Fare una corretta raccolta differenziata dei rifiuti.
  • Usare elettrodomestici di classe elevata a pieno carico.
  • Spostarti con mezzi green (bicicletta quando puoi, mezzi pubblici o auto condivise).
  • Acquistare capi di abbigliamento e accessori green.
  • Evitare di sprecare troppa energia.
  • Piantare un albero.

Basta poco per fare molto.

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