Climate change, fare causa allo stato italiano per inadempienza: è la prima volta in Italia (e forse non sarà l’ultima)

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Patrizia Chimera
Giornalista pubblicista di attualità e lifestyle. Spirito zen, curiosità innata, ama sempre mettere tutto in discussione

Tempo di lettura stimato: 2 minuti

climate change
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Fare causa allo stato italiano per inadempienza nella riduzione delle emissioni per combattere il climate change.
In tutto il mondo aumentano le denunce nei confronti dei Governi accusati di non aver fatto nulla contro i cambiamenti climatici.
In Italia è accaduto per la prima volta. E forse non sarà nemmeno l’ultima.

La prima causa contro il governo italiano

203 tra cittadini e associazioni, sotto la guida della onlus A sud, associazione nata nel 2003 per affrontare le tematiche ambientali e difendere i diritti umani, hanno fatto causa allo Stato italiano. Perché è giunto il momento che si prenda le sue responsabilità nell’emergenza climatica che riguarda tutto il mondo, nessuno escluso.

È la prima volta di una denuncia green nel nostro Paese. L’esposto è stato presentato il 5 giugno, in occasione della Giornata mondiale dell’ambiente ed è il finale della campagna di sensibilizzazione Giudizio Universale. La causa nei confronti dello Stato, rappresentato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, vuole essere un modo per chiedere a gran voce un impegno concreto per contrastare l’emergenza climatica, con azioni chiare, precise ed efficaci.

fare causa allo stato italiano
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Un pagina storica per il movimento globale per la giustizia climatica

Marica Di Pierri, portavoce dell’associazione a capo dell’iniziativa e curatrice del libro “La causa del secolo. La prima grande azione legale contro lo Stato per salvare l’Italia (e il pianeta) dalla catastrofe climatica”, spiega che oggi si scrive una pagina della nostra storia. «Dopo decenni di dichiarazioni pubbliche che non hanno dato seguito ad alcuna azione all’altezza delle sfide imposte dall’emergenza climatica la via legale è uno strumento formidabile per fare pressione sullo Stato affinché moltiplichi i suoi sforzi nella lotta al cambiamento climatico. Come società civile abbiamo il compito di fare tutto il possibile per scongiurare la catastrofe alle porte, per questo abbiamo deciso di promuovere la prima causa climatica italiana».

cambiamenti climatici
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Cosa chiede l’azione legale?

L’azione portata avanti da questo collettivo di cittadini e associazioni chiede che l’Italia sia obbligata ad abbassare le emissioni di tre volte il target attuale. L’obiettivo fissato per il 2030 è del 36%. La denuncia ritiene più opportuna una riduzione del 92%. Una percentuale non scelta a caso, ma che si basa su evidenze scientifiche e un report stilato da Climate Analytics, un centro di ricerca per il clima. Agli esperti è stato «chiesto di verificare i trend emissivi e di fare dei calcoli basandosi sulle metodologie consolidate rispetto al criterio di equità, considerando sia le responsabilità storiche dell’Italia che le capacità tecnologiche e finanziarie attuali».

L’obiettivo non è facile da raggiungere. Ma il comitato suggerisce che si potrebbe fare di più inserendo nella riduzione anche quelle emissioni che l’Italia produce all’estero.
L’azione giudiziaria vuole essere un modo per spingere lo Stato italiano ad agire, migliorando gli obiettivi e ponendo soluzioni concrete ed efficaci.
Nel resto del mondo sono già molte le denunce simili. Lo Stato olandese nel 2019 è stato condannato a rivedere gli obiettivi e incentivare uno sforzo maggiore. Mentre ad aprile la Corte Costituzionale in Germania ha emesso una sentenza che sottolinea che le politiche green del Governo non sono sufficienti.
Si spera che in Italia si possano raggiungere traguardi ben più ambiziosi, per difendere non solo il pianeta che ci ospita, ma anche i diritti umani collegati all’inazione climatica. Una denuncia che potrebbe non rimanere isolata a lungo.

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