Cambiamenti climatici, l’Italia è uno dei paesi più a rischio. Idee e creatività non mancano, basteranno?

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I cambiamenti climatici avranno un impatto forte sull’Italia. Il nostro paese è a rischio, come lo è l’area Mediterranea, una delle zone che saranno colpite in modo forte e deciso dalla crisi climatica che stiamo vivendo.

Una brutta notizia, alla quale però ne segue sempre una bella. Secondo gli esperti l’Italia ha tutti gli strumenti e le capacità per rispondere alle sfide che il clima che cambia pone sul cammino dell’umanità. Anzi, per guidare le risposte a livello internazionale. Ma idee e creatività basteranno o servirà altro?

cambiamenti climatici

Photo by Patrick Hendry on Unsplash

Cambiamenti climatici, l’impatto.

I cambiamenti climatici sono in atto. Esistono, anche se c’è chi ancora si ostina a negarli. Hanno un impatto forte sulla nostra vita, sul nostro clima, sulla salute, sull’ambiente. Andando a colpire direttamente ogni aspetto della nostra vita.

Le conseguenze per l’uomo sono sotto gli occhi di tutti già oggi.
I cambiamenti climatici hanno e avranno sempre più un impatto devastante sulla disponibilità di risorse idriche.Nei paesi dell’emisfero nord, dove sono già abbondanti, lo saranno sempre di più. Mentre, al contrario, scarseggeranno sempre di più in paesi dove già oggi l’acqua è poca, come in Africa.
Peggiorerà la qualità del suolo. E l’agricoltura ne risentirà, così come l’accessibilità al cibo.
L’erosione delle coste metterà a rischio anche altri aspetti economici sui quali si fondano interi paesi, Italia compresa. Agricoltura in primis, settore maggiormente in crisi a causa dei cambiamenti climatici, ma anche pesca e turismo.
La salute dell’uomo sarà messa a dura prova, con malattie infettive, epidemie, decessi provocati dagli eccessi, da un estremo all’altro, del clima. E comparsa di nuove patologie. C’è già chi parla di depressione da cambiamenti climatici.
Gli ecosistemi sono già oggi a rischio, con l’estinzione di specie animali e di piante che provoca un calo notevole della biodiversità. Flora e fauna risentono dei cambiamenti repentini dei loro habitat, minacciati dalla crisi climatica e dall’uomo.
Aumento della CO2 nell’aria, a causa della diminuzione delle foreste che non riescono più ad assorbire l’anidride carbonica. Con una reazione a catena che porterà il pianeta a essere sempre più caldo e sempre più in crisi. Un cane che si morde la coda.

Cosa succede in Italia: agricoltura e suolo a rischio.

L’Italia purtroppo è uno dei maggiori paesi a rischio. Tutta l’area mediterranea lo è, come è emerso dall’ultimo Rapporto Speciale dell’Ipcc su cambiamenti climatici e territorio. Davvero una pessima notizia per il nostro paese, che dovrà sempre più fare i conti con eventi estremi che non solo causano danni nel breve termine, come abbiamo visto in questa pazza estate. Non dobbiamo perdere di vista, infatti, le conseguenze nel lungo periodo.

Il 2018 è stato il quarto anno più caldo. In Italia, così come nel resto d’Europa, il più caldo di sempre. A gennaio le temperature medie erano più alte di poco più di un grado rispetto al 1900.
Eventi che sembrano così distanti dal nostro paese dovremmo allarmarci, farci preoccupare, invitarci ad agire. Se la calotta al Polo Nord o quella al Polo Sud si riduce, è un problema che riguarda anche noi. Lo scioglimento dei ghiacci, così come l’innalzamento dei mari (Nature parla di un aumento tra gli 8 e i 41 centimetri entro il 2100 proprio a causa dei ghiacci che si sciolgono), dovrebbe riguardare un paese come il nostro che è una penisola ed è largamente sviluppato lungo la costa.

Gli ultimi eventi atmosferici che hanno devastato diverse zone del bel paese, dovrebbero farci capire che la situazione è ormai inarrestabile. Per quello che riguarda la sola agricoltura, Coldiretti stima danni per i cambiamenti climatici pari a 14 miliardi di euro. Solo nell’ultimo decennio. La zona del Mediterraneo, Italia compresa, è a rischio siccità, incendi, alluvioni, desertificazioni. Con tutti i rischi che questo comporta anche per il settore alimentare.

Creatività e idee per combattere i cambiamenti climatici.

A fine luglio il Ministro per l’Ambiente Sergio Costa, commentando le foto di Luca Parmitano dallo spazio, che rendono evidenti i cambiamenti climatici in atto, sosteneva che noi siamo già dentro questi cambiamenti e dobbiamo agire di conseguenza. Con l’Italia che può essere leader.

Non non stiamo immaginando di essere nei cambiamenti climatici, noi siamo dentro i cambiamenti climatici. (…) tutti insieme, Italia per prima, dobbiamo fare delle azioni concrete. (…)Non si salva il mondo da soli, lo si salva insieme agli altri e l’Italia vuole essere leader e porta questa leadership in Europa, per poi portarla insieme all’Europa a livello mondiale”.
Sergio Costa a RaiNews24

Il ministro sottolinea che il nostro paese sarà in prima linea al Summit sul Climate Change di New York all’Onu, il 23 settembre 2019. Portando un progetto interessante di digitalizzazione del sistema di gestione elettrica con un taglio di quasi il 40% di energia.

Agricoltura sostenibile e giovani, la chiave per l’Italia.

Ma non solo. Secondo quanto sottolineato da Riccardo Valentini, unico autore italiano del Rapporto Speciale dell’Ipcc su cambiamenti climatici e territorio, l’Italia può dare un valore aggiunto alla lotta ai cambiamenti climatici, soprattutto quando si parla di agricoltura sostenibile, dal momento che il nostro paese è ricco di creatività, ha molti giovani impiegati nel settore e facciamo già molto, ma possiamo fare anche di più, per quello che riguarda l’educazione alimentare.
C’è un ma, però. Ed è un grosso ma:

Quel che è fondamentale è che si agisca in fretta: la scienza deve avere una ricaduta sulla società e la politica ha un ruolo fondamentale in questo.

Saremo in grado di portare questo pesante fardello? Gli esperti sottolineano che la comunità scientifica ci ha già fornito dati e indicazioni che possono aiutarci a seguire un piano di adattamento che può aiutarci a uscire dalla crisi. Ma tutto questo deve diventare operativo. Lo deve diventare il più velocemente possibile. E bisogna agire uniti.
Come hanno già fatto associazioni e movimenti che in Italia hanno fatto partire la campagna Giudizio universale. La prima causa legale collettiva nel nostro paese contro lo stato per i danni dell’inazione di fronte alla crisi climatica.

desertificazione

Photo by Norbert Fulep on Unsplash

 

Questo articolo contribuisce al progetto Covering Climate Now per tenere alta l’attenzione dei media di tutto il mondo sui cambiamenti climatici in vista del Climate Action Summit 2019 dell’Onu in programma a New York il 23 settembre 2019.
This article contributes to the Covering Climate Now project to keep global media attention on climate change in view of the UN’s Climate Action Summit 2019 scheduled in New York on September 23, 2019.

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Patrizia Chimera

Giornalista pubblicista di attualità e lifestyle. Spirito zen, curiosità innata, ama sempre mettere tutto in discussione


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