Hai mai sentito parlare della banca dei semi?

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Patrizia Chimera
Giornalista pubblicista di attualità e lifestyle. Spirito zen, curiosità innata, ama sempre mettere tutto in discussione

Tempo di lettura stimato: 3 minuti

banca dei semi
Photo by Brigitta Baranyi on Unsplash

La banca dei semi è un’ottima opportunità per preservare la biodiversità in tutto il mondo e per garantire la sicurezza alimentare.
Come suggerisce il nome stesso è un sistema di stoccaggio di semi comuni o più rari che potrebbe tornare utile nel caso in cui una catastrofe biologica arrivasse a mettere a dura prova la sopravvivenza degli esseri viventi, distruggendo le scorte di semi che sono obbligatorie in alcuni stati.
Gli enti di solito collaborano tra loro e danno vita a progetti per preservare i semi attualmente più utilizzati e anche per recuperare quelli perduti o che si stanno perdendo. Ne esistono diverse in tutto il mondo.

Cos’è la banca dei semi

La banca dei semi è un sistema adottato per preservare, salvaguardare e difendere le specie vegetali dal rischio estinzione, così da garantire la biodiversità sulla Terra, messa a dura prova proprio dalle attività umane.
Di seedsbanks nel mondo ne esistono più di mille. Ognuna decide in autonomia quali semi proteggere, soprattutto tenendo in considerazione le specie native locali. Ci sono poi istituti mondiali che hanno un raggio operativo molto più ampio.

Le banche dei semi sono delle vere e proprie reti per lo scambio di questi preziosi elementi della natura e per la loro salvaguardia. Chiamate anche biblioteche dei semi, sono fondamentali per l’agricoltura e per garantire che la biodiversità e la sicurezza alimentare siano sempre garantite, in tutto il mondo.

biodiversità vegetale
Photo by Jametlene Reskp on Unsplash

Banche dei semi nel mondo

Banche del germoplasma, per conservare il materiale biologico seguendo criteri di endemicità, rarità e vulnerabilità, si sono ben presto diffuse in tutto il mondo, seguendo anche l’invito della FAO per creare luoghi dove conservare semi di specie sia per uso alimentare sia per uso non alimentare.
Attualmente ce ne sono centinaia. Nel 2008 erano 1300. Due anni prima erano 150 in Europa, 80 solo nei Paesi del Nord del continente e una settantina nella zona del Mediterraneo ospiti di paesi come Italia, Francia, Grecia, Spagna. E in seguito ne sono nate moltissime altre ancora: alcune a scopo di lucro, altre senza scopo di lucro.

Millennium Seed Bank

La Millennium Seed Bank è una delle banche d ei semi senza scopo di lucro che è la più grande raccolta del mondo. Nata da un progetto internazionale coordinato dai Kew Gardens, è al lavoro dal 2000. Si trova presso il Wellcome Trust Millennium sui terreni del Wakehurst Place West Sussex e il suo scopo è quello di tutelare la biodiversità, conservando semi per un uso futuro e aiutando ora a evitare l’estinzione di alcune specie a rischio. Ogni seme è conservato in celle refrigerate nel sottosuolo.

Svalbard Global Seed Vault

Lo Svalbard Global Seed Vault è una banca dei semi che si trova nelle isola Svalbard. Nasce da un progetto del Fondo mondiale per la diversità delle colture (Global Crop Diversity Trust) ed è finanziato dal governo norvegese. Nel 2006 sono iniziati i lavori per la costruzione della cripta che conserverà per migliaia di anni i semi, mentre due anni dopo è stato ufficialmente inaugurato, alla presenza dei rappresentanti dei governi di Norvegia, Svezia, Finlandia, Danimarca e Islanda, e la keniota premio Nobel per la pace Wangari Maathai, il Deposito sotterraneo globale dei semi. Il suo scopo è quello di essere una rete di sicurezza per evitare la perdita del patrimonio genetico tradizionale delle sementi. Si trova nei pressi della città di Longyearbyen, nell’isola norvegese di Spitsbergen, nel remoto arcipelago artico delle isole Svalbard a circa 1200 km dal Polo Nord. È a prova di guerra nucleare o incidente aereo.

Global Crop Diversity Trust

Il Global Crop Diversity Trust si dedica alla conservazione dei semi di colture a livello globale fondamentali per l’alimentazione u mana, come mele, orzo, avena, piselli, patate, riso, fagioli e molti altri ancora. L’attività si svolge seguendo le indicazioni del The International Treaty on PlantGeneticResources for Food and Agriculture (PGRFA), un trattato sottoscritto da più di 30 paesi, per poter garantire l’accesso al patrimonio genetico delle piante considerate da salvare.

seedsbanks
Photo by Zoe Schaeffer on Unsplash

Banca dei semi in Italia

Forse non tutti sanno che anche in Italia è presente una banca dei semi, progettata dalla Società Botanica Italiana in collaborazione con il Ministero dell’Ambiente e della Tutela e del Territorio e del Mare: la Rete Italiana Banche del germoplasma per la conservazione Ex situ della flora spontanea italiana (RIBES) è una rete tra le Banche del germoplasma italiane. Ne esistono anche altre oltre a quelle appartenenti alla rete:

  • La Banca dei semi di Pietracuta gestita da Civiltà Contadina
  • Una Banca dei semi è nata anche all’interno del progetto Orti delle erbe spontanee della Accademia delle Erbe Spontanee del Lazio
  • A Giuggianello, in provincia di Lecce in Puglia, è nata poi la Banca dei semi salentina
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