Strage di api: quando la mano dell’essere umano è la condanna per l’ambiente

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Proprio nei giorni in cui in tutto il mondo si celebra la Giornata Mondiale delle Api, per difendere questo insetto prezioso per la Terra, arriva dal Friuli una notizia terribile.
Bruciati vivi 2 milioni di api. Non un incidente. Qualcuno per cattiveria, ignoranza, crudeltà ha dato fuoco a questi insetti. Semplicemente per ucciderli, sterminarli, farli soffrire.
Quando la mano dell’uomo agisce senza scrupoli e senza considerare le conseguenze dei suoi gesti diventa una condanna a morte per l’ambiente. E per l’umanità stessa, che dipende dall’ecosistema Terra come ogni altro essere vivente.

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Foto di rostichep da Pixabay

Arnie date alle fiamme a San Lorenzo Isontino.

La storia è stata raccontata su Facebook da Dario Visintin, uno degli apicoltori coinvolti in questa storia assurda.
L’apicoltore e i suoi colleghi sono stati avvertiti dalle forze dell’ordine, intervenute per l’incendio doloso che era stato appiccato alle arnie.
L’apiario di San Lorenzo Isontino, comune friuliano in provincia di Gorizia, è stato completamente distrutto, devastato. Chi ha compiuto un gesto tanto ignobile, ha appiccato il fuoco sulle porticine di volo degli insetti. Per le api non c’è stato alcuno scampo. Sono morte tutte, arse dal fuoco mentre cercavano di mettersi al riparo.

L’incendio secondo le autorità è doloso, quindi appiccato con volontà, come si evince dalle modalità con cui le fiamme sono divampate tra le arnie.
Chi ha agito lo ha fatto di notte, in questa zona isolata del comune friulano. E ha agito con estrema cattiveria: ha fatto di tutto per fare in modo che le api non avessero via di scampo.
I pompieri sono intervenuti alle prime luci dell’alba. Ma ormai per gli insetti non c’era più nulla da fare.

Al momento i Carabinieri indagano per trovare i colpevoli di questo gesto privo di senso.

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Photo by Trevor Black on Unsplash

Non solo danni materiali, ma danni ingenti per l’ambiente.

Ormai lo sappiamo: le api sono fondamentali per l’ecosistema Terra. Come tutti gli insetti impollinatori sono in grado di fornire gran parte del cibo che portiamo ogni giorno sulle nostre tavole. Dando così lavoro a molte persone sparse per il mondo, non solo nel settore dell’apicoltura, ma anche in altri ambiti dell’agricoltura e dell’imprenditoria.
Se, infatti, gli apicoltori colpiti da questo gesto hanno calcolato un danno materiale di circa 15mila euro, il loro pensiero va soprattutto alle api morte. Alle 21 famiglie di api bruciate, circa 2 milioni di insetti che sono state allevate con cura, con amore e con passione e che erano riuscite a sopravvivere alla stagione del 2019 che non è stata facile per il settore.

I 15 soci della Landa Carsica, proprietaria degli alveari, sono stati colpiti economicamente ed emotivamente da questo gesto crudele e senza senso.
In questo periodo le api stavano producendo il miele d’acacia. La loro morte avrà un impatto notevole sulla produzione stessa.
Senza dimenticare che 2 milioni di insetti impollinatori in meno è un danno economico per le aziende del settore, ma anche ambientale. E quindi un danno per ogni essere vivente su questa terra.
Pier Antonio Belletti, presidente del Consorzio apicoltori della provincia di Gorizia a Il Friuli, sottolinea che “l’obiettiivo era bruciare tutto e sopprimere gli insetti.Tutto era stato studiato ad arte. In 25 di storia, nell’Isontino una cosa del genere non era mai capitata, se non due anni fa in provincia di Udine”. Non un incidente, non una “bravata”, non un’azione improvvisa. Ma un vero e proprio piano che si potrebbe definire diabolico. 

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Photo by Andreas Schantl on Unsplash

Le api sempre più a rischio per mano dell’uomo.

Se il caso avvenuto in Friuli fa venire rabbia per le modalità di azione di una persona priva di scrupoli, sono anche altri i modi in cui l’essere umano mette a rischio l’esistenza di questo insetto e di altri insetti. Purtroppo spesso l’uomo mette a rischio questa specie. E lo fa sempre consapevolmente.

Nei primi giorni di maggio qualcuno ha dato fuoco a Pavia a uno sciame di api. Si trovavano tutte insieme per la sciamatura, quando le api formano una nuova colonia in seguito alla nascita di una nuova ape regina. Mentre la “vecchia” regina si trasferisce da un’altra parte con una parte delle api operaie, per formare un’altra famiglia. La L.I.V., Lega Internazionale Vigilanza Tutela Animali e Ambiente, su Facebook ha raccontato quanto accaduto.

Sempre negli stessi giorni un apicoltore di Borino ha trovato decine di api morte accanto alle arnie. Le ipotesi parlano di morte per avvelenamento, ma si aspettano gli esiti delle analisi. Le intossicazioni da insetticidi e pesticidi sono mortali per le api. Gli insetti possono capitare sui fiori sbagliati, in campi coltivati e anche nei singoli giardini, e morire per un trattamento che non ha nulla disostenibile.
L’Associazione apicoltori del Trentino parla di moria di api nella zona della Vallarsa, per questo ora si indaga per capire meglio la causa di queste morti. Alcune muoiono di morte naturale, ma i numeri sono troppo alti al momento.  

Incendi, uso di sostanze potenzialmente nocive, inquinamento. Tutte cause che portano la firma degli esseri umani che mettono a rischio la vita delle api. E con essa anche il benessere dell’umanità e dell’ambiente che condividiamo con tutti gli altri esseri viventi.
Gli esseri umani non hanno imparato nulla dalla società perfetta delle api. Eppure ci sarebbe tanto da apprendere dalla loro vita.

Gli uomini producono il male come le api producono il miele.
(William Golding)

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Redazione i404

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