Perché l’Amazzonia che brucia non è solo un problema loro

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Incendi in Amazzonia: tutto il mondo guarda con apprensione a quello che succede in Sud America. E fa bene a essere preoccupato.
Se Bolsonaro, presidente brasiliano, sostiene che sono affari del suo paese e nessuno ci deve mettere becco, rifiutando anche gli aiuti promessi dai grandi della terra in occasione del G7 che si è svolto in Francia, ecco che la sua analisi fa acqua da tutte le parti. Per poi ripensarci per paura delle sanzioni che potrebbero colpire il suo paese (il ripensamento repentino va di moda in politica ultimamente e non solo in Italia).

Se la foresta amazzonica brucia, il problema non riguarda solo quella parte di mondo. Ma tutto il pianeta. E chi dice il contrario è un incosciente.

Incendi in Amazzonia

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Incendi in Amazzonia: cosa sta succedendo.

Dopo le terrificanti immagini della Siberia in fiamme nell’indifferenza generale (mentre nel caso dell’incendio di Notre-Dame di Parigi tutto il mondo si era mobilitato), ecco che roghi e fiamme destano preoccupazione dall’altra parte del mondo.
Non è una novità che in questo periodo l’Amazzonia sia in fiamme. È la stagione secca e purtroppo i roghi sono un fenomeno che spesso si manifesta nella foresta pluviale, dove però la maggior parte degli inneschi è per mano dell’uomo. Agricoltori e allevatori senza scrupoli che danno fuoco agli alberi per fare spazio alle loro colture e ai loro allevamenti, togliendo l’habitat naturale di flora e fauna tipica locale. Oltre che la casa a tantissime tribù indigene che ancora lì vivono a stretto contatto con la natura.
Una situazione delicata, visto che Jair Bolsonaro, presidente brasiliano, continua a sottovalutare la cosa, puntando il dito contro le ONG ree, secondo lui, di appiccare i fuochi per vendicarsi dei tagli ai finanziamenti pubblici.

I dati resi noti dall’Istituto Nazionale per la Ricerca Spaziale (Inpe) del Brasile parlano però di un aumento rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Da gennaio ad agosto 2019 si sono verificati 72mila incendi. Erano 40mila nel 2018.
Dato che va di pari passo con il disboscamento della foresta Amazzonica che nell’era Bolsonaro va veloce. Perché a lui non interessa la difesa dell’ambiente. E non interessa delle popolazioni indigene che la vivono. Anzi, sono un ostacolo. E a poco sono servite le proteste in piazza di chi vede la propria terra sfruttata, violentata, uccisa, giorno dopo giorno.

Il presidente brasiliano di fatto, con le sue parole e le sue azioni, legittima questi soprusi ai danni dell’ambiente. Sostenendo che gli incendi in Amazzonia sono un affare del suo Brasile. E di nessun altro. Ma chi la pensa così non ha ancora capito niente del nostro pianeta.

Incendi in Amazzonia e conseguenze nel mondo.

Gli incendi in Amazzonia sono un’emergenza internazionale, tanto da approdare al G7 ospitato in Francia dal presidente francese Emmanuel Macron. Alla presenza dei grandi del mondo, tra i quali uno dei più famosi negazionisti dei cambiamenti climatici, Donald Trump, si è parlato anche di foresta amazzonica. E di come tutti devono intervenire per salvare il polmone del mondo. Perché forse Bolsonaro lo ha dimenticato.

La foresta amazzonica è la più grande foresta pluviale del mondo. 5,5 milioni di chilometri quadrati. I suoi alberi e le sue piante producono il 20% di ossigeno presente sulla Terra. Ogni anno la foresta assorbe 2 miliardi di tonnellate di anidride carbonica. A oggi le emissioni presenti nella foresta amazzonica hanno raggiunto i livelli più alti dal 2010.
A livello mondiale la sua presenza e la sua salvaguardia sono fondamentali per la salute del pianeta. E per la salute dell’uomo.

L’Amazzonia ospita il 10% delle specie animali che vivono sul pianeta. La biodiversità è messa a rischio dalla deforestazione e dai roghi. Migliaia di specie di mammiferi, uccelli, anfibi e rettili muoiono tra le fiamme o a causa della perdita di cibo e habitat. L’intero ecosistema, a breve e lungo termine, potrebbe risentire di una situazione non sostenibile.
Mazeika Sullivan, professore associato alla Ohio State University’s School of Environment and Natural Resources, al National Geographic racconta che c’è il timore di perdere il 99% delle specie.

Incendi in Amazzonia, ripercussioni anche in Italia.

Se pensi che rischi e conseguenze per la Terra siano esagerazioni, devi sapere che gli incendi in Amazzonia mettono a dura prova anche il nostro paese. Siamo lontanissimi dal Brasile, eppure quello che accade anche laggiù in termini ambientali ha ripercussioni forti e pesanti sull’Italia.
Tutto il mondo è collegato. Quello che succede dall’altra parte del pianeta interferisce sulla salute di ogni angolo del mondo. Italia compresa. Ci preoccupiamo e a ragione degli incendi che, soprattutto in estate e spesso a causa dell’uomo, colpiscono diverse regioni d’Italia. Per la perdita in termini di alberi andati distrutti e in fiamme. Ma non facciamo altrettanto con la foresta che, seppur dall’altro lato del globo, permette anche a noi di respirare. E di combattere i cambiamenti climatici riducendo le emissioni di CO2 nell’aria.

Un problema che ci riguarda da vicino, più di quanto possiamo pensare. E che anche il nostro astronauta Luca Parmitano ha immortalato dall’alto, durante la sua missione tra le stelle. Perché forse con uno sguardo “da fuori” riusciamo a capire meglio quello che sta accadendo nel mondo.

La nostra casa è in fiamme

Photo by Nico Roicke on Unsplash

La nostra casa è in fiamme“, ripete quasi ossessivamente Greta Thunberg. E oggi più che mai dovrebbe essere sotto gli occhi di tutti. Voltarsi dall’altra parte è comodo, pensare che non ci riguardi perché è lontano da noi è facile. Fino a quando non toccheremo con mano ancora di più le conseguenze.

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Patrizia Chimera

Giornalista pubblicista di attualità e lifestyle. Spirito zen, curiosità innata, ama sempre mettere tutto in discussione


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