Acqua contaminata di Fukushima riversata nell’Oceano Pacifico: cosa devi sapere

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Patrizia Chimera
Giornalista pubblicista di attualità e lifestyle. Spirito zen, curiosità innata, ama sempre mettere tutto in discussione

Tempo di lettura stimato: 3 minutiIl governo giapponese ha deciso di disperdere nell’oceano Pacifico l’acqua contaminata filtrata che si trova nella centrale nucleare di Fukushima.
Ricorderai sicuramente il grave disastro nucleare che l’11 marzo 2011 si verificò in Giappone.
Da allora spesso si torna a parlare dell’incidente per l’impatto che ha avuto sull’ambiente e sulla salute umana.
Oggi se ne discute per una decisione che fa inorridire le associazioni ambientaliste di tutto il mondo.

Cosa dobbiamo sapere in merito a questa presa di posizione del governo giapponese?

Il disastro nucleare di Fukushima del 2011

Tutto ha inizio esattamente 10 anni fa. L’11 marzo del 2011 il Giappone è stato scosso da uno dei terremoti più potenti mai registrati in un paese ad alto rischio sismico. Ha avuto luogo al largo della costa orientale intorno alle 14.46, con una scossa di magnitudo 9.1 con epicentro a 97 chilometri di distanza dalla centrale nucleare di Fukushima Daiichi, che si trova a 220 chilometri a nord-est di Tokyo.
L’impianto ha reagito bene al sisma: i sistemi di sicurezza interrompendo le reazioni di fissione nucleare hanno scongiurato il peggio. Ma nessuno si aspettava lo tsunami che si è verificato in seguito al terremoto.

Un’ora dopo un’onda alta più di 14 metri ha causato un incidente nucleare definito catastrofico dall’Agenzia internazionale per l’energia atomica. Solo Chernobyl aveva avuto prima questa classificazione.
A causa dello tsunami, nella centrale nucleare giapponese ha avuto luogo una parziale fusione dei noccioli di tre dei sei reattori presenti nella struttura costruita tra il 1971 e il 1979, con esplosioni che hanno rilasciato per chilometri intorno alla struttura polvere radioattiva. Per anni gli abitanti delle zone limitrofe non hanno potuto far ritorno alle loro case. Nessuna vittima è stata conteggiata nel disastro.

disastro nucleare
Photo by Pablo Stanic on Unsplash

Dell’acqua contaminata di Fukushima se ne parlava già nel 2019

La decisione di riversare l’acqua di Fukushima nell’Oceano Pacifico non è nuova, ne parlavamo già un paio di anni fa. Yoshiaki Harada, ministro dell’ambiente giapponese, aveva ipotizzato che il milione di tonnellate di acqua radioattiva dei condotti di raffreddamento dei reattori poteva essere versata, gettandola in mare e facendola diluire nelle acque oceaniche.

Gli esperti interpellati avevano dato il via libera e Tepco attendeva solo il via libera del governo giapponese. All’epoca l’esecutivo sottolineò che quella era solo un’opinione del ministro, che bisognava valutare tutto con cura per capire potenziali rischi per l’ambiente.

Già all’epoca le associazioni ambientaliste erano insorte, come hanno fatto oggi dopo aver scoperto che alla fine il via libera del governo giapponese è arrivato.

disastro nucleare di Fukushima
Photo by Ilse Orsel on Unsplash

Cosa sappiamo di questa decisione del governo giapponese

Dopo diversi anni il Giappone ha un piano, già approvato dall’Agenzia internazionale per l’energia atomica (IAEA – International Atomic Energy Agency) delle Nazioni Unite. Si tratta di 1,25 milioni di tonnellate di acqua contaminata (immagina 500 piscine olimpioniche piene) conservate in serbatoi costruiti intorno all’impianto dalla Tokyo Electric Power Co. (Tepco), azienda che gestisce la centrale. Per raffreddarla, bisogna sempre aggiungere nuova acqua per filtrarla tramite il sistema ALPS (Advanced Liquid Processing System). E lo spazio sta finendo, per questo si deve trovare una soluzione alternativa.

Tra circa due anni l’acqua contaminata, dopo essere filtrata (quindi trattata, termine che l’esecutivo giapponese preferisce utilizzare al posto di “contaminato”, dal momento che viene diluita innumerevoli volte), verrà riversata in mare, soluzione che consentirebbe di controllare meglio la radioattività. Ci vorranno circa 40 anni per concludere tutto il procedimento, che sarà gestito dall’IAEA, seguendo gli standard previsti. Un’altra soluzione presa in considerazione era quella di lasciarla evaporare nell’aria.

https://fb.watch/4UZUCbrPuT/

Quanto è sicura l’acqua “trattata” di Fukushima?

Il sistema sarebbe in grado di filtrare molti elementi radioattivi, anche se alcuni rimarrebbero, in quantità che si riducono trattamento dopo trattamento. Come il trizio, isotopo radioattivo dell’idrogeno che si trova naturalmente nel mare e nell’atmosfera e che nell’ambiente scompare dopo 12 anni circa. E non è particolarmente pericoloso per la salute umana.
Altri elementi radioattivi presenti che non possono essere filtrati sono gli isotopi del rutenio, del cobalto, dello stronzio e del plutonio, presenti al 71%. Per rispettare gli standard l’acqua dovrà essere filtrata ulteriormente (procedimento che è già stato fatto nei 10 anni passati e che l’azienda continuerà a fare), anche perché esperti del settore sono maggiormente preoccupati di queste concentrazioni rispetto a quelle del trizio.

Alcuni esperti e associazioni ambientaliste non sono d’accordo con la scelta del governo di Tokyo. Greenpeace teme per il carbonio-14 che si può insinuare nella catena alimentare e ha paura per eventuali mutazioni genetiche negli animali, sottolineando che lo spazio per nuovi serbatoi ci sarebbe.
Anche l’associazione dei sindacati di pescatori di Fukushima ha sottolineato che potrebbe essere un rischio per tutto il settore, già messo a dura prova dall’incidente nucleare del 2011.

In questo video si spiega alla perfezione tutto il trattamento e soprattutto perché il governo giapponese ha dato il via libera.

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