A scuola solo mascherine chirurgiche. Una condanna per l’ambiente

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A scuola solo mascherine chirurgiche. Le mascherine di stoffa riutilizzabili non si potranno usare. Quelle che abbiamo imparato a cucire e igienizzare a casa potrebbero non essere ritenute valide per l’ingresso in aula. Anzi, i bambini e i ragazzi rischiano il 5 in condotta nell’indossarle al posto di quelle chirurgiche.

La scelta del Comitato tecnico scientifico fa storcere il naso. Se da un lato si cerca di preservare la salute di studenti, docenti e personale scolastico, dall’altro si condanna definitivamente l’ambiente. L’impatto in termini di rifiuti non riciclabili sarà devastante.

Rientro a scuola: il calendario scolastico 2020/2021 non è uguale per tutti

Il calendario scolastico 2020/2021 è stato definito. Ormai tutte le regioni hanno deciso quando far tornare finalmente i bambini sui banchi. Dopo mesi di assenza e di didattica a distanza funzionante a singhiozzo. La campanella non suonerà per tutti il 14 settembre. C’è chi ha scelto di far slittare la data del rientro a scuola per superare il lungo weekend delle elezioni di settembre 2020. Ed evitare così di interrompere a pochi giorni dall’inizio le lezioni.
In anticipo apriranno le scuole materne della provincia di Trento (3 settembre) e la scuola a Vo’ Euganeo, uno dei primi focolai di Covid-19 (7 settembre). Sempre il 7 settembre riprenderanno le lezioni nella Provincia autonoma di Bolzano, nelle scuole dell’infanzia milanesi, negli asili nido di Ancona e in altri comuni che hanno deciso di giocare la carta dell’ingresso anticipato.
Dopo le elezioni, il 24 settembre, apriranno le scuole in Puglia, Calabria, Abruzzo, mentre in Sardegna si inizierà il 22 settembre. Probabilmente slitterà la data di inizio anche in Campania.
Inizieranno il 14 settembre tutte le altre regioni. Chiudendo nei giorni delle elezioni, prima per la preparazione e dopo per gli scrutini e la sanificazione.

mascherine chirurgiche per bambini

Photo by pixpoetry on Unsplash

A scuola con le mascherine: quando sono obbligatorie

Le mascherine a scuola per i ragazzi saranno obbligatorie in tutti i momenti in cui non sarà possibile mantenere la distanza di un metro. E in tutti gli spazi comuni condivisi.
Come sottolineato dal Ministro Roberto Speranza, a scuola si va con la mascherina.

Ma poi dividiamo due momenti: i momenti dinamici dove ci sono rischi concreti per i nostri studenti di poter avere contatti più ristretti a meno di un metro di distanza, e momenti invece statici, cioè in cui lo studente è fermo, penso per esempio ad una lezione, ascolta il docente, ha una distanza di almeno un metro dagli altri studenti. In quel momento statico la mascherina che è obbligatoria negli altri momenti può essere naturalmente abbassata.

Regola che può essere rivista in caso di situazioni epidemiologiche delicate. Ma saranno le autorità sanitarie a deciderlo. Aziende sanitarie che devono anche intervenire in caso di positivi a scuola. Se si sospetta che un alunno possa aver contratto il virus, sarà prevista un’aula di isolamento e un referente Covid, che vigilerà sul ragazzo in attesa che i genitori lo riportino a casa. Saranno poi eseguiti tamponi e si deciderà caso per caso per isolare o mettere in quarantena compagni e docenti.
Il ministro sottolinea che sono stati disposti 2,9 miliardi di euro per la ripartenza, 97 mila assunzioni e 2,4 milioni di nuovi banchi. E saranno stanziati soldi anche per l’acquisto di mascherine chirurgiche.

E chi si rifiuta di indossare la mascherina a scuola?
Alcuni presidi per fare rispettare le regole stanno pensando a punizioni severe come la sospensione dalle lezioni scolastiche e il 5 in condotta. Ma c’è chi non è d’accordo. E chi ritiene queste scelte troppo dure.

mascherina usa e getta

Foto di Ri Butov da Pixabay

Miliardi di mascherine chirurgiche, un danno per l’ambiente

Il comitato tecnico scientifico ha detto no alla mascherina di comunità, quella di stoffa, praticamente eterna.
In classe si potrà andare con la mascherina chirurgica. Gli esperti raccomandano l’utilizzo di questi dispositivi di protezione personale considerati più sicuri, perché certificati come dispositivi medici.
11 milioni di mascherine ogni giorno saranno prodotte gratis per la scuola. Destinate a coprire bocca e naso degli studenti dalle elementari alle superiori. Chi paga le mascherine a scuola? Non dovrebbe essere un costo a carico delle famiglie, da quanto si apprende in queste ore. Ma ancora non c’è nulla di certo. Le mascherine gratis consegnate quotidianamente ai ragazzi garantiranno non solo l’accesso universale ai dispositivi, ma anche il ricambio giornaliero, fondamentale per difendersi dal virus.

11 milioni di mascherine per 200 giorni di scuola di media corrispondono a 2.200.000.000 dispositivi gettati ogni giorno tra i rifiuti indifferenziati. Perché è qui che vanno smaltite le chirurgiche.
Saranno anche più sicure per la salute individuale e collettiva, ma possibile che il Comitato tecnico scientifico non abbia pensato ai danni per l’ambiente di questa mole di rifiuti non differenziabili?

Aggiornamento del 4 settembre

Adesso invece, come segnala Il Messaggero, il Cts avrebbe cambiato idea: nulla vieta di ricorrere anche a mascherine di tessuto, personali, lavabili, nel caso, per un qualsiasi motivo, quel giorno il dispositivo chirurgico non fosse disponibile. La confusione regna ancora sovrana. A 10 giorni dall’inizio delle scuole.

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Patrizia Chimera

Giornalista pubblicista di attualità e lifestyle. Spirito zen, curiosità innata, ama sempre mettere tutto in discussione


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