Sciopero per il clima a novembre: cosa vogliono i ragazzi di Fridays for future?

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Venerdì 29 novembre, sciopero globale per il clima.
Il quarto Climate Strike. Nelle piazze di tutto il mondo sono previsti milioni di attivisti.
Cosa voglio i ragazzi di Fridays for future che seguono l’esempio di Greta Thunberg?
Cosa chiedono gli attivisti impegnati in questa nuova giornata di mobilitazione che dovrebbe coinvolgerci tutti?

Giustizia, chiedono giustizia climatica. Prima che sia troppo tardi. Se già non lo è.

Sciopero per il clima

Photo by Radu Stanescu on Unsplash

Venerdì 29 novembre 2019, sciopero globale per il clima.

È il quarto sciopero globale per il clima organizzato dai ragazzi di Fridays for future.
Il 15 marzo 2 milioni di attivisti sono scesi in piazza.
E sono tornati un paio di mesi dopo, il 24 maggio, quando hanno aderito al Climate Strike più di 130 paesi del mondo.
Poi di nuovo in piazza, questa volta con una settimana di mobilitazione, la Climate Action Week, culminata nel grande sciopero del 27 settembre 2019. Al quale hanno aderito 7.6 milioni di studenti, famiglie, lavoratori, cittadini in ogni angolo del pianeta.

Purtroppo nonostante le mobilitazioni di massa la situazione è ancora critica. Nonostante gli appelli, anche in sedi autorevoli come il Summit dell’Onu, nessuno sta facendo niente per invertire la rotta. Per mantenere fede agli accordi presi.
Nel 2019 le emissioni di CO2 non si sono ridotte.
Gli effetti dei cambiamenti climatici sono evidenti. In quei eventi definiti di “maltempo estremo”, che in realtà sono proprio provocati dal climate change. Anche se c’è ancora chi lo nega.

E così gli attivisti tornano di nuovo in piazza. In un giorno non scelto a caso.
Il 29 novembre coincide con il giorno del Black Friday. Un giorno di shopping che inquina in modo impressionante.
E cade proprio una settimana prima da un grande evento mondiale. La COP25 (United Nations Climate Change Conference), conferenza indetta dall’Onu per parlare di cambiamenti climatici, in programma a Madrida dal 2 al 13 dicembre 2019.
Gli accordi di Kyoto e Parigi non sono stati mantenuti. Ora i ragazzi scenderanno in piazza per fare in modo che i leader mondiali prendano in mano la situazione. Non solo a parole, ma con i fatti. Per combattere la crisi climatica in atto. E visibile sotto gli occhi di tutti.

Giovane attivista

Photo by Christopher Campbell on Unsplash

Emergenza climatica, le richieste dei ragazzi di Fridays for future.

I leader mondiali hanno ancora una volta deluso le aspettative dei giovani attivisti.
E come sottolineato da Greta Thunberg in più discorsi, questo è solo l’inizio.
Per questo motivo venerdì 29 novembre torneranno in piazza per il quarto sciopero globale per il clima. Per chiedere un FU.TU.RO:

  • FUori dal fossile, per raggiungere entro il 2050 lo 0 netto di emissioni a livello globale e per restare entro i +1.5 gradi di aumento medio globale della temperatura. L’obiettivo dello 0 netto in Italia è previsto per il 2030. Tra 10 anni.
  • TUtti uniti, nessuno escluso, per chiedere giustizia climatica in tutto il mondo. Tutti devono essere parte del cambiamento, per il bene dell’umanità intera.
  • ROmpiamo il silenzio, per dare voce alla scienza e alla tecnologia, che hanno già le risposte. Sappiamo già come fare per ridurre le emissioni, manca la volontà. E questo è imperdonabile.

In occasione del 4th Global Day of Climate Action saranno organizzati eventi, sit in, flash mob, incontri, dibattiti e molto altro ancora.
Si parlerà sempre delle azioni individuali che fanno la differenza. Ma queste non bastano più. Servono interventi politici ed economici. E servono ora.
Per tentare di salvare il pianeta finché siamo ancora in tempo. Tutti uniti.

Salvare il pianeta

Photo by Lena Bell on Unsplash

Fridays for future lancia un appello alle Sardine.

Gli attivisti di Fridays for future chiedono a tutti di partecipare. La giustizia climatica non riguarda solo i ragazzi. Anche se è il loro futuro a essere messo a rischio.
Insegnanti, genitori, nonni, semplici cittadini. E non solo. Fridays for future apre anche ad altri movimenti, come quello delle Sardine fondato da Mattia Santori. Affinché anche loro aderiscano alla manifestazione di piazza.

In una lettera aperta resa nota, infatti, si legge che gli obiettivi per cui i due gruppi lottano ogni giorno sono complementari. Anzi, spesso possono coincidere.
Fridays for Future Italia invita in piazza le Sardine, che hanno dimostrato di essere in grado di coinvolgere un numero di persone molto elevato nella loro lotta contro il razzismo e la comunicazione dell’odio.

Siamo certi che tanti di voi abbiano a cuore la situazione climatica, così come sappiamo che molti di noi stanno prendendo parte con entusiasmo alle vostre iniziative volte ad evidenziare l’emergenza democratica in corso nel paese. Questi scambi, queste commistioni sono il segnale più evidente che l’emergenza climatica non potrà essere affrontata e risolta senza prima affrontare l’emergenza democratica.

Nessuno è escluso. Tutti possono contribuire a far sentire la propria voce. E a gridare l’urgenza di agire prima che sia troppo tardi. Affinché le future generazioni non debbano chiederci perché non abbiamo fatto nulla quando potevamo fare la differenza.

Nel 2078 festeggerò il mio settantacinquesimo compleanno. Se avrò dei figli, probabilmente, mi faranno domande su di voi. Mi chiederanno perché non avete fatto niente quando c’era ancora tempo per farlo. Voi dite di amare i vostri figli sopra ogni cosa, ma gli state rubando il futuro!
Greta Thunberg

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Redazione i404

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